Nell’era del consumismo, si fa presto a dire scarto. Scarto è tutto ciò che, almeno in teoria, non ha più utilità, non serve e ha perso valore, soprattutto in termini economici. Che l’arte abbia un debole per questi residui lo si è capito da tempo, con alcune delle ricerche più originali e innovative degli ultimi decenni che vanno proprio in questa direzione. L’arte - con i detriti, con ciò che avanza – arriva e riutilizzando, ricombinando, riesce a trasformare e ri-significare tutto quel materiale entro nuovi contesti.
In questa lunga quanto affascinante scia si colloca Valentino Carboni che ha dato vita a una sua personale visione artistica dove ai materiali poveri si uniscono, in dosi variabili, riflessioni, domande e provocazioni. Aspetti non semplicemente fini a sé stessi bensì funzionali alla volontà di generare un processo, più ampio, che non ha timore di toccare il terreno della scomodità.
In questi giorni e fino al prossimo 3 giugno Carboni è presente con una sua personale allestita nel centralissimo Caffè Cavour di Terni. Il titolo, emblematico, è 'Scarti'. Si tratta di un progetto che riunisce una selezione di opere dalla forte valenza materica che reclamano spazio anche oltre il perimetro che, in teoria, sarebbe loro riservato. Creazioni che pongono interrogativi e che mostrano la spiccata vocazione al riuso e alla ricollocazione di quei materiali poveri.
Questo spazio che collega tra loro via Cavour, appunto, e Piazza San Giovanni Decollato, tre anni fa ha scelto di aprire anche alle esposizioni artistiche con 'Caffè Cavour Creativo'. Una intuizione felice che oggi ha all'attivo una decina di mostre d'arte con Flaviano Serva nella veste di organizzatore.

Dalla redazione di Tag24 Umbria abbiamo contattato l’artista per farci raccontare qualcosa in più su ciò che caratterizza la sua poetica.
"Fondamentalmente - ci dice - creo installazioni con materiali recuperati in generale, come a voler dimostrare che oggi la società del consumismo butta tutto troppo velocemente. Nel mio piccolo naturalmente, amo provocare, sensibilizzare e scuotere le coscienze. Il recupero di scarti del legno che ho proposto in questa mostra è anch'esso la voglia di riutilizzare cose gettate via in maniera frettolosa".

Materiali poveri e opere che si fanno guardare.
"Scelgo materiali poveri perché sono gratis e perché recuperare significa anche risparmiare. Un’opera che induce ad una riflessione è un invito anche a non correre, noi tutti oggi corriamo troppo e spesso, senza motivo".

Lo scorso anno Carboni ha partecipato ad una iniziativa promossa dal Comune di Terni presso il suggestivo Chiostro di Santa Cecilia a Collescipoli, oggi sede del BAC. In quell’occasione era stato proposto un abbinamento tra espressione visiva e letteraria, creando un connubio intenso con le poesie di Giuliano Rosati. Un’esperienza che ha visto, per il Comune, il contributo della consigliera Marina Severoni (AP).

"Considero Valentino Carboni un grande artista autoctono – ha affermato Severoni ai nostri microfoni -. Spesso non si è profeta in patria, invece quello che lui sta cercando di fare sul suo territorio di origine è veramente significativo. Aperto agli impulsi della vita, introspettivo ed estroverso, lo scorso anno è tornato ad esporre una ventina di sue opere a Collescipoli, nella Sala Garibaldi dove è esposto il ‘Beccaccino’ di Garibaldi. Un progetto a cui hanno dato il patrocinio il Comune di Terni e la Provincia di Terni, all’interno della due giorni del Secondo Congresso Internazionale della Fondazione Mattei".

"Ho conosciuto Valentino anni fa - ricorda la consigliera - proprio in occasione di una sua mostra nel borgo ternano dove fui rapita dalla sua arte e da come la realizzava. Oltre alla sua espressività, provocatore e amante del bello, riesce a dare spazio a riflessioni e alle autonome interpretazioni: un’anima sensibile, che interloquisce con gli altri e con il mondo che lo circonda. Riadatta scarti e materiali vari, legando pensieri, in cui cuore e cervello sono in sintonia profonda, dando, così, spazio a fragilità, modi di essere, sentimenti e sensibilità profonde".
Profilo biografico. Valentino Carboni è nato nel 1963 a Civitella del Lago (TR). Ha frequentato l’Istituto d’Arte di Orvieto e lavora nell’ambito del restauro e della decorazione di arredi. Nel corso di oltre quattro decenni è riuscito, utilizzando materiali poveri, minimali e inerti a specializzarsi in una propria arte definita spesso "polimaterica". Attraverso i suoi interventi artistici riesce a restituire nuovo valore a questi oggetti inserendoli in un nuovo contesto di significato. La sua arte si distingue per il forte impatto visivo ed emotivo in cui affronta temi complessi come questioni sociali, conflitti e fragilità umana. Ha ottenuto una serie di premi e riconoscimenti e ha all’attivo numerose mostre personali in gallerie d’arte e partecipazioni a collettive.