Terni si è vestita a festa e ha spalancato le sue porte al mondo. La quindicesima edizione della Maratona di San Valentino ha trasformato la città umbra in un palcoscenico internazionale dove amore, sport e condivisione si sono intrecciati in un’unica, grande celebrazione. Un evento che non è solo gara podistica, ma identità, promozione del territorio e motore economico.
Oltre cinquanta nazioni rappresentate, 2500 atleti al via, strutture ricettive praticamente sold out: numeri che certificano la crescita costante di una manifestazione fortemente voluta dalla città e divenuta ormai appuntamento fisso nel panorama podistico nazionale e internazionale. Terni, patria di San Valentino, ha saputo coniugare spiritualità e sport, tradizione e modernità.
L’organizzazione, curata dall’Amatori Podistica Terni, in collaborazione con la Diocesi di Terni-Narni-Amelia, i Comuni e le Pro Loco di Terni, Ferentillo, Arrone, Montefranco, Collestatte e Narni, con il patrocinio della Fondazione Carit, della Camera di Commercio di Terni, della Regione Umbria e della Provincia di Terni, ha dimostrato ancora una volta come il gioco di squadra sia la chiave del successo.
La Maratona di San Valentino 2026 ha avuto un impatto che va ben oltre l’aspetto agonistico. Le presenze straniere hanno riempito hotel, ristoranti e attività commerciali, generando un indotto significativo per l’economia cittadina.
Terni si è raccontata attraverso lo sport. I 2500 partecipanti partiti da corso del Popolo hanno attraversato il cuore della città, regalando immagini suggestive e un colpo d’occhio straordinario. La virata verso la Basilica di San Valentino ha rappresentato un momento simbolico, un abbraccio ideale tra fede e competizione.
La discesa lungo la Valnerina, attraverso i territori di Arrone, Montefranco e Ferentillo, ha mostrato al mondo uno degli angoli più affascinanti dell’Umbria. Un percorso capace di unire fatica e bellezza, natura e storia, in un mix che pochi eventi possono vantare.
Non è solo una maratona, è una vetrina internazionale. Le immagini condivise sui social, i racconti degli atleti stranieri, la copertura mediatica: tutto contribuisce a consolidare l’immagine di Terni come città dinamica, accogliente e capace di organizzare eventi di respiro globale.
Se c’è un momento che ha fatto vibrare il cuore dei partecipanti, quello è stato il passaggio sotto la Cascata delle Marmore. Uno scenario unico al mondo, capace di trasformare la fatica in meraviglia. Correre con il fragore dell’acqua a fare da colonna sonora è un’esperienza che resta impressa nella memoria.
Il tracciato, tecnico ma scorrevole, ha esaltato le qualità degli atleti e al tempo stesso ha offerto scorci mozzafiato. Dalla partenza in corso del Popolo fino all’arrivo in piazza Europa, passando per corso Tacito, la città ha accompagnato ogni passo con entusiasmo e partecipazione. La maratona ha ribadito un concetto semplice ma potente: lo sport è strumento di comunità. Dal punto di vista tecnico, la gara ha confermato un livello competitivo elevato, con atleti provenienti da ogni continente pronti a sfidarsi su un percorso impegnativo ma affascinante. Ma al di là dei tempi e delle classifiche, il vero successo è stato l’atmosfera. Terni ha dimostrato di saper fare sistema. Il coinvolgimento delle associazioni locali, dei gruppi podistici del territorio e delle istituzioni ha creato una rete organizzativa solida ed efficiente. Un modello virtuoso che può diventare riferimento anche per altre realtà.
La Maratona di San Valentino non è soltanto un evento sportivo: è un brand, un simbolo, un ambasciatore del territorio. In un’epoca in cui le città competono anche sul piano dell’attrattività, Terni ha lanciato un messaggio chiaro: qui lo sport è cultura, è turismo, è economia.Terni, grazie alla Maratona di San Valentino, si conferma capitale dell’amore e dello sport. Un evento che unisce, promuove e valorizza. E che, anno dopo anno, continua a scrivere una storia fatta di passione, fatica e orgoglio cittadino.