Ventisette voti favorevoli e due astenuti fissano in un atto formale ciò che a Piediluco è già memoria radicata. Il Consiglio comunale di Terni ha approvato l’indirizzo per intitolare a Walter Mazzilli un tratto del lungolago, nel segmento parallelo a corso IV Novembre tra i civici 29 e 93. Un passaggio tecnico che assume un peso politico e simbolico. Il nome di uno studioso e amministratore torna così dove aveva concentrato studi, progetti e visione.
La proposta, avanzata dal Partito Democratico, ha raccolto anche il voto favorevole della maggioranza. L’atto porta la firma di Emidio Gubbiotti, primo proponente, insieme ai consiglieri dem Pierluigi Spinelli, Leonardo Patalocco e Michele Di Girolamo. Nel testo si parla di una dedica “alla memoria di Walter Mazzilli, una vita dedicata all’impegno politico e alla realizzazione di progetti per la comunità, alla ricerca storica e alla divulgazione culturale”.
Non è il primo riconoscimento istituzionale. La giunta guidata da Stefano Bandecchi ha già intitolato a Mazzilli la Sala degli Stemmi di Palazzo Carrara, luogo simbolo della rappresentanza civica.

Durante la discussione in aula, i promotori hanno rimarcato il valore civico della scelta. “Con questo atto vogliamo ricordare una persona davvero importante per Terni, per Piediluco e per l’intero territorio”, ha dichiarato Emidio Gubbiotti a margine della seduta. “Finalmente come rappresentanza civica dimostriamo un'ampia attenzione alla cultura e alla storia della nostra città, riconoscendo il lavoro di chi ha studiato, raccontato e difeso l’identità dei nostri luoghi”.
Il consigliere ha evidenziato anche l’aspetto politico dell’esito finale. “È significativo che su questa proposta ci sia stata la piena adesione anche della maggioranza. La memoria condivisa è uno dei terreni su cui le istituzioni possono e devono lavorare insieme”.
Il risultato numerico restituisce un’aula compatta: 27 sì, 2 astenuti, nessun contrario e quattro assenti. Un consenso trasversale che, al di là delle distanze politiche, riconosce in Mazzilli una figura capace di tenere insieme ricerca storica, attività amministrativa e progettazione culturale.

Dal banco della giunta, il sindaco Stefano Bandecchi ha annunciato il voto favorevole della maggioranza e ha tracciato un profilo netto. “Walter Mazzilli è stato un ricercatore, un antropologo, uno storico che ha dato lustro a questa città, una figura culturale di rilevante importanza per Terni”, ha affermato.
Il primo cittadino ha ricordato le origini nel borgo e il percorso universitario. “Era originario del borgo di Piediluco, si era laureato con una tesi proprio su Piediluco, svolgendo un vero lavoro di antropologia culturale sul campo”. Un richiamo diretto al metodo adottato da Mazzilli, che aveva scelto di studiare il proprio territorio come laboratorio vivo.
Bandecchi ha insistito anche sul profilo umano. “Per me Mazzilli è un uomo di altri tempi, nonostante fosse della mia generazione. Un uomo che credeva in un’identità forte del territorio, che ha cercato di salvaguardare con gli studi, con l’impegno politico e con le iniziative che ha promosso”. Da qui la richiesta di valorizzare anche la qualifica nella futura denominazione. “Voterò a favore e chiedo che sulla denominazione non ci sia solo il nome, ma sia ricordata anche la sua attività di studioso di antropologia culturale e il suo attaccamento al territorio. Ogni territorio ha una sua cultura e questa cultura va difesa”.

Nato a Terni il 13 gennaio 1948 e scomparso il 29 agosto 2015, Walter Mazzilli ha segnato la vita culturale e amministrativa del territorio nel secondo Novecento. Laureato in storia e filosofia con una tesi dedicata a Piediluco, ha trasformato quel lavoro in un percorso di ricerca costante su radici, riti e trasformazioni sociali.
Funzionario regionale per i beni culturali, è stato consigliere e assessore al Comune di Terni, oltre che consigliere e assessore alla Provincia, con deleghe che hanno intrecciato cultura, istruzione, sport, informazione e politiche sociali. Ha firmato pubblicazioni di storia locale e studi di toponomastica, contribuendo a costruire un racconto organico della città e dei suoi borghi.

Ha presieduto il comitato organizzatore del Memorial D’Aloia, rilanciato la Festa delle Acque a Piediluco e lavorato al rinnovamento del Cantamaggio. La sua idea di sviluppo turistico puntava sulla cura dei luoghi e sulla qualità degli spazi pubblici, non solo sulle attrazioni più note come il lago di Piediluco e la cascata delle Marmore.
L’intitolazione del lungolago lega ora il suo nome a quel paesaggio che aveva studiato e amministrato. Un passaggio che dovrà completare l’iter tecnico della toponomastica, ma che sul piano politico ha già trovato un indirizzo chiaro. Il bordo dell’acqua diventa così un punto di memoria attiva, inscritto nella geografia quotidiana di Piediluco.