Doveva essere una serata di festa, una di quelle notti d’estate che a Terni riempiono le piazze e le vie del centro tra musica, incontri e socialità. Invece, il Ferragosto ternano si è trasformato in un episodio di violenza che ha scosso residenti e passanti. Un giovane di 20 anni, di origine tunisina, è stato accoltellato in largo Ottaviani poco dopo le 21, al culmine di una lite degenerata in una colluttazione.
Secondo una prima ricostruzione, la discussione sarebbe nata per motivi ancora da chiarire: qualcuno parla di un diverbio per futili ragioni, altri ipotizzano un tentativo di furto. Quel che è certo è che uno dei due contendenti ha estratto un coltello e ha colpito il ragazzo tunisino all’altezza della schiena, lasciandolo ferito a terra. Fortunatamente le lesioni non si sono rivelate gravi: la vittima è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Terni, dove ha ricevuto le cure necessarie e non sarebbe in pericolo di vita.
Dopo aver colpito, l’aggressore si è dato alla fuga, portando via con sé il cellulare della vittima. Un dettaglio che fa pensare a un tentativo di rapina finito nel sangue, piuttosto che a una lite casuale. La Polizia di Stato, giunta tempestivamente sul posto, ha trovato l’arma del delitto abbandonata a terra: un coltello che ora è stato sequestrato e verrà analizzato per eventuali tracce utili.
Gli agenti hanno immediatamente avviato le indagini, ascoltando i testimoni presenti in largo Ottaviani e acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. L’obiettivo è risalire in tempi rapidi all’identità del responsabile, che potrebbe aver agito con premeditazione o spinto da un impulso violento.
L’Umbria sta vivendo un’estate caratterizzata da episodi di violenza che coinvolgono coltelli o armi da taglio. Appena dieci giorni fa, a Bastia Umbra, un uomo di 76 anni, in preda a un improvviso scatto d’ira, ha impugnato un grosso coltello e lo ha puntato contro la moglie. La tensione domestica è esplosa all’improvviso, aggravata - secondo gli investigatori - da problemi di salute preesistenti dell’anziano. La donna, terrorizzata, è riuscita a chiedere aiuto: la Polizia è intervenuta in pochi minuti, disarmando l’uomo e sequestrando l’arma. Per lui è scattata una denuncia per minacce aggravate.
Ancora più eclatante quanto avvenuto lo scorso 9 luglio, sempre nel perugino, quando un 54enne è stato aggredito e derubato da quattro giovani - tra cui un minorenne - mentre stava prelevando denaro da un bancomat nel centro storico. La vittima è stata accerchiata, colpita con un calcio, trascinata a terra e derubata del borsello. L’intervento rapido dei Carabinieri ha permesso di rintracciare i presunti responsabili, arrestati con l’accusa di rapina aggravata e lesioni. Questi episodi, concatenati in poche settimane, alimentano la percezione di una crescente insicurezza tra i cittadini umbri, soprattutto nelle zone centrali delle città e nei luoghi frequentati la sera.
Le aggressioni con armi da taglio, come quella avvenuta a Terni, sono regolate dal Codice penale italiano con una serie di disposizioni severe. A seconda della gravità delle conseguenze e delle circostanze, i reati contestabili possono essere diversi.
L’utilizzo di un coltello in una colluttazione non è quindi mai considerato un gesto marginale: la legge lo inquadra come un’aggravante, riconoscendo la pericolosità intrinseca dell’arma da taglio. Inoltre, il porto ingiustificato di coltelli è vietato dalla legge (art. 4 legge 110/1975). Portare con sé un’arma bianca senza una valida ragione comporta sanzioni penali e amministrative, proprio per prevenire episodi come quello accaduto a Terni.