Gianni Morandi è nato a Monghidoro, piccolo Comune dell'hinterland bolognese nel 1944, quando il secondo conflitto mondiale stava volgendo al termine. Figlio di un calzolaio e di una casalinga, ha iniziato a cantare giovanissimo in quelle feste paesane che costellano le campagne emiliane. Il suo esordio nel mondo della musica italiana è stato fulminante: 'Andavo a cento all'ora' il brano con cui, neanche diciottenne, diventò noto al grande pubblico e che tuttora viene cantato da stuoli di fan. Avrebbe potuto essere una delle tante meteore degli anni Sessanta, un nome tra molti, eppure tutta la sua storia parla chiaro. L'eterno ragazzo non solo ha saputo conservare quello spirito fresco e giovanile ma è diventato una delle icone indiscusse della musica italiana. Un nome che con garbo, grinta e quell'inconfodibile sorriso che mette allegria, ha fatto da colonna sonora a intere generazioni. Anche di molti giovani e giovanissimi di oggi. Ieri sera Morandi per il suo 'C'era una ragazzo tour' ha riempito il Pala Terni che ha intrattenuto no-stop per quasi due ore e mezza filate. In questo pezzo vi proponiamo tre momenti della serata che raccontano bene lo spirito dell'artista.

Ad anticiparlo una carrellata di immagini tra le più emlblematiche di sempre proiettatate su tante foglie di quercia che poi, davanti agli occhi del pubblico, sono diventate un grande albero. Il riferimento Morandi l'ha spiegato dopo: sul palco infatti aveva con sé il suo portafortuna, ovvero un bonsai di quercia "un segno di forza, bellezza e futuro che mi porto sempre dietro" e che ha mostrato con orgoglio ai fan.
La sua 'C'era un ragazzo' nel 2026 ha compiuto sessant'anni, un compleanno speciale che il cantante a voluto celebrare con il grande tour che lo sta portando in tutta Italia, inclusa Terni dove ieri sera ha dato, giudizio unanime, il meglio di sé. Anche sui libri di scuola quella canzone è ormai un evergreen, eppure quando uscì - era lo stesso anno di 'Dio è morto' e di 'Auschwitz' di Guccini, quindi l'impegno civile era ben saldo nella musica del periodo - venne censurato dalla Rai perché polemizzava con l'intervento degli Usa.

Morandi che tradizionalmente è sempre stato un artista più devoto dei sentimenti, con quei riferimenti al Vietnam e al ragazzo americano che vi morì, scatenò non poche polemiche. Tant'è che ci fu anche un'interrogazione parlamentare. A dispetto di tutto, quel ra-ta-ta-ta arrivò anche all'estero, Stati Uniti inclusi, ed è stato inciso da vari artisti stranieri fra cui Joan Baez, attivista e nota cantautrice - sua anche la cazone dedicata a Sacco e Vanzetti (Here's to you, Nicola and Bart') giusto per citarne una che ci riguarda più da vicino.

Insomma, tornando al bel concerto di ieri sera al Pala Terni, Morandi ha aperto proprio con il ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones, un'occasione anche per una riflessione più impegnata su quei drammatici corsi e ricorsi storici che, ancora una volta, stanno presentando il conto.
Verso la fine dell'esibizione, nel momento clou con la sfilata dei medley dei suoi successi degli anni Sessanta, un dodicenne è voluto salire sul palco. Gianni Morandi l'ha accolto con affetto e lo scambio di battute fra i due è stato spassoso. Il giovanissimo ha dimostrato di conoscere tutti i suoi brani, anche quelli meno blasonati. Una conoscenza di tutto rispetto al punto che finito il dialogo fra il mostro sacro della musica italiana a Marco, questo il nome del ragazzino, l'ha fatto accomodare sul palco dove è restato a cantare, inquadrato più volte, fino alla fine. Anche questa una dimostrazione di quella squisita umanità che con il cantante di Monghidoro, non viene mai meno.
Foto: Virginia Bettoia.