Fino a pochi mesi fa, per un esame di microbiologia fondamentale in caso di infezioni gravi, i pazienti ternani dovevano attendere giorni, spesso con il campione biologico inviato fuori provincia, mentre il responso definitivo viaggiava su binari lenti e frammentati. Oggi, in quello stesso ospedale, la risposta arriva in quattro ore. E i malati cronici di Reumatologia, che nel 2025 hanno superato quota duemila prestazioni, non devono più mettersi in macchina per raggiungere strutture lontane: il loro punto di riferimento è a casa, nel cuore del Santa Maria.
Non è solo un restyling di spazi, ma una vera e propria inversione di rotta nella gestione della sanità locale. Questa mattina, l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ha ufficialmente inaugurato i nuovi Ambulatori di Reumatologia e il rinnovato Laboratorio di Microbiologia, due interventi che, pur operando in ambiti clinici diversi, inseguono lo stesso obiettivo: restituire ai cittadini il tempo e la prossimità che per troppo tempo sono stati negati. Con un investimento complessivo di oltre 168 mila euro, finanziato interamente con fondi aziendali, gli spazi del primo piano del corpo centrale sono stati completamente stravolti. Addio percorsi frammentati e attese infinite: qui ora si parla di cronicità gestita sul territorio e di diagnosi in tempo reale.

A raccontare il prima e il dopo sono i numeri, ma ancor di più le voci di chi questa trasformazione l’ha voluta e realizzata. In conferenza stampa, a tagliare il nastro ideale insieme al management dell’ospedale, c’era la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Il suo messaggio è stato chiaro: quando la politica ascolta chi opera nelle corsie, i risultati diventano concreti.
“Questo è una nuova dimostrazione - ha spiegato Proietti - di quando la politica sa ascoltare i professionisti. Quando si lavora tutti come una grande famiglia, come in questo caso, ecco che i risultati arrivano e soprattutto sono efficaci. Tante volte sento dire che con poco si può fare tanto, e questa ne è una dimostrazione lampante, di come l’ascolto dei professionisti da parte della politica risulti alla fine vincente. È fondamentale investire e lavorare in rete. Per abbattere la mobilità passiva non bisogna chiudersi, ma bisogna aprirsi anche con quegli accordi interregionali che noi stiamo portando avanti, come quello con la Toscana”.
E proprio la mobilità passiva è il termometro più evidente del cambio di passo. Il nuovo Laboratorio di Microbiologia rappresenta un esempio emblematico: grazie alla riqualificazione, l’ospedale ternano è ora in grado di effettuare circa 80 mila prestazioni che prima venivano inviate altrove, con un conseguente abbattimento dei tempi e dei costi logistici per i pazienti. Nel periodo che va da ottobre 2024 a settembre 2025, il laboratorio ha già registrato oltre 35.000 prestazioni interne e più di 32.000 esterne, segno di un'attività in forte espansione.

Se la microbiologia ha fatto un balzo in avanti nella velocità diagnostica, la Reumatologia ha compiuto un’evoluzione altrettanto significativa nella gestione della cronicità. I nuovi ambulatori, ricavati negli spazi un tempo occupati dalla Endoscopia digestiva, sono oggi più ampi, funzionali e organizzati per accogliere un numero crescente di pazienti. Nel 2025 sono state erogate oltre 2.200 prestazioni ambulatoriali, con un incremento costante anno dopo anno. I ricoveri in Day Hospital e Day Surgery sono quasi raddoppiati, facendo schizzare il valore complessivo dell’attività verso l’alto con un aumento superiore al 130%.
Ma il dato più significativo, per i cittadini, è un altro: i malati affetti da patologie reumatiche croniche possono ora effettuare controlli regolari senza dover uscire dal territorio, beneficiando di un monitoraggio più serrato e, soprattutto, di un rapporto di continuità con i propri specialisti. Un traguardo che rafforza anche il legame con i Medici di Medicina Generale, in un circuito virtuoso che evita accessi impropri al Pronto Soccorso e alleggerisce la pressione sull’intero sistema.
A sigillare il significato di questi interventi è il direttore generale del Santa Maria, Andrea Casciari, che ha voluto sottolineare come il filo rosso che unisce Reumatologia e Microbiologia sia proprio la visione strategica di un ospedale che smette di essere un semplice luogo di cura frammentata per diventare un vero Hub regionale.
“La crescita dell’attività registrata in Reumatologia e il salto di qualità del Laboratorio di Microbiologia - sottolinea Casciari - dimostrano che investire in spazi adeguati, tecnologie moderne e percorsi dedicati genera benefici immediati per i cittadini e per l’intero sistema sanitario. Questi interventi rafforzano il ruolo del Santa Maria come punto di riferimento regionale e rappresentano un passo importante nella gestione delle cronicità, delle infezioni e dei bisogni emergenti del territorio”.

Tra le dotazioni più attese e innovative del nuovo Laboratorio di Microbiologia spicca una apparecchiatura di biologia molecolare con tecnologia real-time PCR, una strumentazione di ultima generazione presente in soli altri 7 ospedali in tutta Italia. Un dettaglio tecnico che, tradotto in termini di cura, significa letteralmente la vita. In caso di infezioni gravi e sepsi, il nuovo macchinario è in grado di fornire risultati molecolari in appena 4 ore, contro le 48-72 ore necessarie con la tradizionale emocoltura standard. Per i pazienti più fragili, quelli ricoverati in rianimazione o in reparti ad alta intensità di cure, queste ore guadagnate possono fare la differenza tra una terapia tempestiva e una somministrata troppo tardi.
Non solo velocità, però. La riorganizzazione degli ambienti ha migliorato anche la sicurezza dei processi e la qualità dei risultati, riducendo i margini di errore e aumentando il comfort per gli utenti. Chi oggi deve effettuare un esame specialistico non è più costretto a spostarsi fuori provincia, con tutto ciò che ne consegue in termini di stress, costi e tempo perso.
L’impatto complessivo di queste due operazioni, insomma, va ben oltre la somma dei singoli interventi. Da un lato, la Reumatologia garantisce una presa in carico multidisciplinare e continua per i malati cronici; dall’altro, la Microbiologia offre risposte diagnostiche rapide e precise per le infezioni acute. Due mondi che si incontrano in un unico disegno: quello di un’azienda ospedaliera che, con risorse limitate ma con una progettazione mirata, riesce a trattenere sul territorio un bacino di circa 200.000 abitanti, riducendo la mobilità passiva e offrendo cure più sicure, vicine ed efficaci.