26 May, 2026 - 10:10

Disabile lasciato a casa, il Consiglio provinciale di Terni boccia PuntoZero. Bandecchi e centrodestra: “Criteri clientelari”

Disabile lasciato a casa, il Consiglio provinciale di Terni boccia PuntoZero. Bandecchi e centrodestra: “Criteri clientelari”

Si chiama Emanuele, ha un deficit uditivo, suona strumenti musicali ed è finito in ospedale. Il motivo, secondo il presidente della Provincia Stefano Bandecchi, è lo stress per essere stato lasciato a casa. Il contratto interinale scaduto a febbraio 2025 non è stato rinnovato da PuntoZero Scarl, la società controllata dalla Regione che gestisce i CUP per le prenotazioni sanitarie e i servizi informatici dell’Umbria. E ieri quel “no” si è trasformato in un terremoto politico.

Il Consiglio provinciale, con un voto a maggioranza che ha messo insieme centrodestra e AP, ha bocciato il piano triennale 2026-2028, il budget 2026 e il piano assunzioni dell’azienda. Voto compatto della maggioranza di Bandecchi (7 contrari). Il centrosinistra, messo alle corde perché il caso coinvolge direttamente la Regione che guida, si è rifugiato nell’astensione (2 astenuti).

Non vorremmo che i nostri dubbi su un piano concepito in una maniera che sembra più vicina a logiche strane, non vorremmo clientelari, avessero un qualche fondamento”, ha attaccato il presidente. 

“Aveva diritto a lavorare”. Il caso Emanuele, dal contratto interinale all’ospedale

La vicenda che ha fatto saltare il tavolo non è un emendamento tecnico. È una persona. Emanuele - così chiamato in aula dallo stesso Bandecchi - aveva un contratto interinale da febbraio 2023. Lo ha mantenuto per due anni, fino a febbraio 2025. Poi, alla scadenza, il nulla. Nessun rinnovo, nessuna stabilizzazione, nessuna proposta alternativa.

Il presidente della Provincia ha ricostruito i fatti con un dettaglio che non lascia spazio a fraintendimenti: “Il ragazzo, che ha deficit uditivo ma è in grado di parlare e di compiere diverse attività anche complesse come ad esempio suonare strumenti musicali - ha specificato - oggi si trova senza lavoro ed è attualmente in ospedale per una malattia contratta probabilmente anche a causa dello stress che gli ha provocato questa situazione”.

La Provincia, che è socia di PuntoZero, aveva segnalato che il giovane avrebbe avuto diritto a proseguire il percorso lavorativo. La società ha invece tirato dritto. E per la maggioranza quella scelta è diventata la pietra di scandalo: “Portatore di handicap, Emanuele non è stato riassunto avendo invece diritto sia ad un lavoro che ad una vita dignitosa”, ha tuonato Bandecchi. Il presidente ha annunciato verifiche personali, sia come numero uno della Provincia che come sindaco di Terni: “Vorremo quindi capire bene questo piano assunzionale, come vengono decise le assunzioni, quali criteri e quali modalità si sono scelte”.

Astensione di centrosinistra e dubbi di FdI: la Regione sotto accusa

Il voto di ieri ha messo a nudo un imbarazzo politico trasversale. La maggioranza di centrodestra ha votato compatta contro, ma a spingere sul punto sono stati in particolare i consiglieri di Fratelli d’Italia, Marco Bruni e David Melone, che hanno sottolineato “la necessità di maggiori approfondimenti sul piano assunzioni - anche in relazione alle normative che tutelano le persone svantaggiate”. Parole che suonano come un’avvertimento alla Regione, oggi di sinistra, ma domani chissà.

Dall’altra parte, il centrosinistra ha deciso di astenersi. Marsilio Marinelli, capogruppo di Nuova Provincia Terni, ha spiegato l’astensione con una formula equilibrata: “L’esigenza di fare chiarezza sulla questione e considerando i servizi importanti che PuntoZero eroga”.

Una posizione prudente, mentre la Regione - azionista di controllo della società - viene chiamata a rispondere di un caso che riguarda un tema sensibile come la gstione del personale. Bandecchi non ha perso l’occasione per infilare il coltello nella piaga politica: “Certo è - ha concluso - che situazioni come questa dovrebbero ben essere comprese da una Regione di sinistra”. Il messaggio è diretto a palazzo Donini: se sei di sinistra, il diritto al lavoro dei disabili non si discute. Ma qui non è stato rispettato. E la partita, ora, si sposta sulle verifiche amministrative che il presidente ha promesso.

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Federico Zacaglioni
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