19 May, 2026 - 19:50

Terni, detenuto minaccia di gettarsi dal tetto del carcere. Due agenti della Penitenziaria lo fanno desistere

Terni, detenuto minaccia di gettarsi dal tetto del carcere. Due agenti della Penitenziaria lo fanno desistere

È riuscito a salire fin sul tetto del carcere di Terni e da lì aveva preso a minacciare di gettarsi nel vuoto. Protagonista dell'ennesimo grave episodio accaduto all'interno della Casa Circondariale di Sabbione è stato un detenuto di origini campane. Lunga e delicata la trattiva che gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno condotto per farlo desistere dal suo proposito suicidario. Alla fine, con pazienza e grande umanità, sono riusciti a scongiurare la tragedia nonostante, spiega una nota del Sappe, il Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, siano stati lasciati soli a gestire l'emergenza.

Si era messo un lenzuolo al collo e stava per lanciarsi dal tetto

Come riferisce il sindacato, erano le 13.40 di oggi, martedì 19 maggio, quando il detenuto "appartenente al circuito della media sicurezza, è riuscito con destrezza ed arguzia ad arrampicarsi sul tetto della struttura. Con un lenzuolo utilizzato come una corda, legato al collo, l’uomo ha minacciato di gettarsi nel vuoto, in evidente stato di agitazione".

Una situazione critica che ha richiesto sangue freddo, prontezza e preparazione. "Sul posto - prosegue la nota - sono immediatamente intervenuti due Sovrintendenti della Polizia Penitenziaria, agenti non più giovanissimi, che senza esitazione sono saliti sul tetto dando il via a una lunga, estenuante trattativa. Nonostante il detenuto – già noto per precedenti comportamenti autolesivi e autosoppressivi – fosse determinato nel folle gesto, la mediazione condotta con grande professionalità è riuscita a farlo desistere".

Le carceri in Umbria fra sovraffollamento, carenza di organico e detenuti con patologie psichiatriche

Fabrizio Bonino, segretario nazionale del Sappe per l'Umbria, ha ringraziato sentitamente i due agenti che hanno saputo far fronte all'emergenza. "Ancora una volta - sottolinea -, il ringraziamento del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria va a questi due Sovrintendenti e a tutti i colleghi in servizio nel carcere di Terni. Con spirito di sacrificio e abnegazione, mettono ogni giorno a rischio la propria incolumità in un istituto reso ingestibile dal cronico sovraffollamento e dalla carenza di organico".

La situazione che stanno vivendo le carceri umbre in più occasioni è stata portata all'attenzione dal sindacato. Da un lato c'è il sovraffollamento con detenuti che spesso vengono trasferiti da altre strutture, dall'altro l'organico è in affanno poiché mancano unità essenziali di personale. Nel mezzo una percentuale variabile di ristretti che convive con patologie di natura psichiatrica e che dovrebbero scontare la propria pena in una Rems, che però in Umbria non c'è. Il risultato è un equilibrio precario che in più occasioni è saltato con disordini, anche gravi, che ne hanno mostrato tutta la fragilità.

Bonino: "Polizia Penitenziatia lasciata sola a gestire l'emergenza. Carcere di Terni è una polveriera"

Dure le parole di Bonino. L'episodio odierno al carcere di Terni, ha asserito, è l'ennesimo "che dimostra come la Polizia Penitenziaria sia lasciata sola a gestire l’emergenza. Due colleghi non più giovanissimi hanno rischiato la vita per salvare quella di un detenuto. Hanno fatto il loro dovere - aggiunge -, ma è un dovere ormai al limite dell’eroismo quotidiano".

La Casa Circondariale di Terni viene definita "una polveriera" dove, evidenzia, è necessario mettere in campo interventi urgenti. "Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Governo interventi strutturali immediati: più agenti, corsi di gestione delle crisi e una vera politica di riduzione del sovraffollamento. Altrimenti, prima o poi, una trattativa come quella di oggi potrebbe finire in tragedia, e la responsabilità ricadrà su chi da anni chiude gli occhi" osserva il segretario.

La solidarietà ai due agenti

La nota si chiude con una attestazione di solidarietà verso i due Sovrintendenti e verso tutto il personale della struttura di Sabbione ma anche con un'amara consapevolezza: "ribadendo - conclude Bonino - che senza la loro encomiabile professionalità il bilancio sarebbe stato ben più pesante". 

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Sara Costanzi
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