Un fine settimana all’insegna dei controlli straordinari ha interessato la città di Terni, dove le forze dell’ordine hanno messo in campo un servizio interforze per garantire maggiore sicurezza durante le serate della movida. L’iniziativa, decisa dal Questore e coordinata con la Prefettura, si inserisce in un piano di prevenzione che da tempo mira a contenere i rischi legati al degrado urbano e al fenomeno della cosiddetta “malamovida”.
Il centro storico e alcune aree periferiche sono state oggetto di verifiche mirate su persone, veicoli ed esercizi pubblici. Un’azione che non ha avuto carattere emergenziale, ma che rientra in un percorso di vigilanza costante, volto a bilanciare la vivacità della vita notturna con il rispetto delle regole.
Il servizio, articolato e programmato in anticipo, ha visto la partecipazione di Polizia di Stato - con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine “Umbria-Marche” - Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Complessivamente sono state impiegate sette pattuglie e sedici operatori, con l’ausilio di unità cinofile.
Il bilancio delle verifiche riporta:
I numeri confermano un monitoraggio capillare, che ha riguardato le aree più frequentate della movida così come quartieri periferici, con l’intento di prevenire non solo i reati legati allo spaccio, ma anche comportamenti poco rispettosi della convivenza civile.
Parallelamente ai controlli notturni, nei giorni scorsi, le autorità hanno disposto la sospensione della licenza per due minimarket del centro cittadino, entrambi gestiti da cittadini stranieri. I provvedimenti sono arrivati al termine di verifiche congiunte tra Polizia di Stato e Polizia Locale, coordinate dal Questore Bruno Abenante.
Il primo caso riguarda un esercizio di via Cavour. Gli agenti hanno accertato la vendita di bevande alcoliche a due minorenni, episodio che si aggiunge a precedenti violazioni contestate allo stesso locale. Già in passato l’attività era stata chiusa per quindici giorni; questa volta la sospensione disposta è di trenta giorni, in applicazione dell’articolo 100 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, che prevede la chiusura temporanea dei locali considerati potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico.
Il secondo provvedimento riguarda un minimarket di Corso Vecchio, area da tempo monitorata per episodi di degrado e frequentazioni problematiche. I controlli hanno evidenziato irregolarità di tipo amministrativo e sanitario, oltre alla presenza abituale di avventori con precedenti penali. La licenza è stata sospesa per dieci giorni.
La vicenda dei controlli e delle sospensioni apre una riflessione più ampia: come coniugare la vitalità della movida con le esigenze di ordine pubblico? La vita notturna costituisce un’opportunità economica e sociale per la città, soprattutto nelle aree centrali, ma non può prescindere dal rispetto delle regole e dalla tutela dei residenti.
Le forze dell’ordine, da parte loro, sottolineano come i servizi straordinari non siano pensati per limitare la socialità, ma per garantire a tutti un contesto più sicuro e ordinato. Le sospensioni delle licenze, inoltre, hanno un chiaro intento preventivo: responsabilizzare i gestori dei locali e scoraggiare pratiche che favoriscono comportamenti rischiosi, come la vendita di alcol a minori o la tolleranza verso frequentazioni problematiche. Nei prossimi giorni la Questura ha già annunciato il proseguimento dei servizi straordinari. Non si tratta, quindi, di interventi isolati, ma di un piano strutturato che punta a rafforzare la percezione di sicurezza e a prevenire episodi di criminalità diffusa.
La sfida resta quella di mantenere un equilibrio tra il diritto al divertimento e la tutela della collettività. La direzione sembra tracciata: sicurezza e vivibilità restano le priorità, senza rinunciare alla vitalità che caratterizza il centro cittadino.