Una notte di controlli a Terni a viso aperto, tra i tavoli dei dehors e lungo le strade del centro, per stringere la morsa sulla movida. Non è solo una questione di ordine pubblico, ma una sfida complessa che intreccia la sicurezza antincendio dei locali, ancora scossa dal ricordo della strage di Crans Montana, l’uso smodato di alcol tra gli adolescenti e la percezione di sicurezza di cittadini e imprenditori. A Terni, l’operazione “Movida sicura” del fine settimana ha prodotto numeri che raccontano un lavoro di dettaglio: 104 persone identificate, 4 esercizi pubblici sanzionati e un uomo finito in carcere. Un dispiegamento di forze per cercare di governare la notte, tra rischi vecchi e nuove emergenze, come il binge drinking giovanile e il fenomeno delle maranza.
Non è una retata, ma un’operazione strutturata, quasi chirurgica. La Questura di Terni ha orchestrato fino a notte fonda un servizio di controllo che ha visto pattuglie della Polizia di Stato, della Polizia Stradale, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale muoversi in sinergia. Otto posti di controllo sulle principali arterie, 30 veicoli fermati, decine di persone avvicinate. Ma il cuore dell’azione, coordinata dal commissario Federico Di Folco, è stato altrove: dentro e fuori i locali di Terni del centro. L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire la sicurezza pubblica e colpire le condotte pericolose, a partire dalla guida in stato di ebbrezza, con una patente già ritirata nel corso della serata.
Tra le 104 identificazioni, spiccano 29 persone con precedenti di polizia e 30 cittadini extracomunitari controllati. Numeri che disegnano una movida eterogenea, dove il controllo di legalità passa anche attraverso la verifica meticolosa dei documenti. In un caso, questo scrupolo ha portato alla notifica di un provvedimento dell’Ufficio Immigrazione per un cittadino irregolare. La sorpresa operativa, però, è arrivata dalla Squadra Mobile della Polizia, che ha dato esecuzione a un ordine di carcerazione per un ternano di 63 anni, condannato in via definitiva a tre anni per reati contro il patrimonio. Una macchia della vecchia criminalità riportata in carcere nel cuore della movida.

L’operazione di ieri sera ha voluto lanciare un segnale forte su due fronti specifici e preoccupanti. Il primo è il fenomeno del binge drinking tra i giovani, l’assunzione concentrata e rapidissima di superalcolici per sballare, pratica che tiene in allarme sia le autorità sanitarie che quelle di pubblica sicurezza. I controlli nei locali, quindi, non hanno riguardato solo il rispetto degli orari, ma anche la vigilanza sulla somministrazione di alcolici, in particolare ai minori, e su quelle modalità di consumo che sfociano troppo spesso in intossicazioni alcoliche acute e comportamenti violenti o autolesivi. Un fenomeno spesso associato a gruppi giovanili di maranza, la cui presenza e condotte a rischio sono monitorate.
Il secondo fronte, tragicamente attuale, è quello della sicurezza antincendio e strutturale degli esercizi pubblici. Dopo l’incendio della discoteca di Crans Montana, che ha riacceso i riflettori su un tema troppo spesso trascurato, i Vigili del Fuoco di Terni sono stati parte attiva dei controlli sulla movida. Insieme agli agenti, hanno ispezionato 4 locali, trovando e sanzionando irregolarità in materia di sicurezza antincendio e documentazione. Una verifica puntuale che va oltre l’adempimento burocratico e tocca il nervo scoperto della prevenzione incendi. “I controlli amministrativi hanno riguardato la documentazione, le licenze, ma con un’attenzione particolare agli impianti e alle vie di fuga”, spiega una fonte della Questura di via Antiochia. L’obiettivo è evitare che la tragedia svizzera diventi un monito ignorato.

Le sanzioni ai quattro esercizi sono state elevate per un mix di violazioni: dalle irregolarità nella somministrazione di alcolici alle carenze nella sicurezza dei locali. Contemporaneamente, all’interno di questi stessi posti, procedeva l’identificazione degli avventori, un’attività che ha permesso di scovare persone con precedenti penali, a dimostrazione di come la movida possa attrarre anche soggetti non estranei alla criminalità, in un contesto dove anche l’allarme sociale per le bande di maranza influisce sulla percezione del rischio.
L’operazione “Movida sicura” a Terni delinea così una strategia che prova a tenere insieme tasselli diversi: la repressione degli illeciti, la prevenzione del binge drinking, il monitoraggio dei fenomeni giovanili a rischio, la verifica stringente della sicurezza dei luoghi di aggregazione dopo Crans Montana. Una notte di lavoro che non si esaurisce nei numeri degli identificati o delle sanzioni, ma che cerca di tracciare un perimetro di legalità dentro cui far vivere, in sicurezza, anche le ore del divertimento.