La decisione è arrivata come un segnale inequivocabile, maturato al termine di un'istruttoria che ha riportato a galla un copione già visto troppe volte. Il Questore di Terni, Michele Abenante, ha disposto nella giornata di oggi la chiusura per 30 giorni di un esercizio commerciale di vicinato del centro cittadino, operante nel settore alimentare. All'origine del provvedimento, adottato ai sensi dell'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, c'è l'ennesima vendita di bevande superalcoliche a minorenni, accertata dal personale della Squadra Volante della Questura.
Gli agenti, durante un recente controllo, hanno documentato la cessione di alcolici a ragazzi che non avevano ancora compiuto la maggiore età. Un episodio che, se considerato isolatamente, avrebbe già rappresentato una violazione grave, ma che ha assunto contorni ben più preoccupanti quando gli investigatori hanno allargato lo sguardo alla storia recente di quell'attività commerciale.
Dagli approfondimenti svolti nell'immediato, è affiorato un quadro fatto di condotte reiterate nel tempo. L'esercizio in questione non era nuovo a questo genere di infrazioni. In passato, il locale era già stato destinatario di analoghi interventi amministrativi e di precedenti sospensioni dell'attività, tutti legati alla vendita di alcol a minori. Un dato che ha reso la posizione del titolare particolarmente fragile di fronte alla nuova contestazione.
Nel corso dell'istruttoria sono stati ricostruiti numerosi episodi in cui, violando sistematicamente le norme, sono state vendute bevande alcoliche a clienti giovanissimi. Ogni circostanza era stata puntualmente rilevata dalle Forze di polizia, con le relative violazioni contestate e le conseguenti sanzioni amministrative. Il ripetersi degli illeciti, tuttavia, non si è mai interrotto, portando la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura a concludere che le misure adottate in precedenza non fossero più sufficienti a garantire il rispetto della legge.
Di fronte a un comportamento recidivo che mette a repentaglio la salute dei più giovani, il Questore Abenante ha scelto lo strumento più incisivo previsto dalla normativa sull'ordine pubblico. La chiusura per un mese, ha spiegato, non è solo una sanzione, ma un atto dovuto per prevenire conseguenze ancora più serie.
"La tutela dei minori e la prevenzione dei comportamenti che possano mettere a rischio la loro salute rappresentano una priorità assoluta", ha dichiarato il Questore, sottolineando la filosofia alla base del provvedimento. "La reiterazione di simili condotte impone interventi decisi e tempestivi, anche al fine di prevenire situazioni di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica".
Le parole del dirigente di pubblica sicurezza restituiscono la cifra di un'azione che guarda oltre la singola infrazione amministrativa. L'abuso di alcol tra i giovanissimi, soprattutto quando favorito da chi dovrebbe esercitare un controllo alla fonte, diventa un problema di sicurezza urbana. Le serate in cui gruppi di adolescenti, dopo essersi procurati superalcolici senza alcun filtro, si riversano nelle piazze del centro, portano con sé un potenziale rischio di episodi di violenza, incidenti o malori. Scenari che la Questura intende disinnescare sul nascere.
La sospensione della licenza per trenta giorni rappresenta, in questo senso, il punto di caduta di un percorso amministrativo e investigativo che non ha lasciato spazio a interpretazioni. La Polizia di Stato, con questa ennesima operazione, ribadisce che la protezione dei minori e il presidio della legalità negli esercizi pubblici continuano a essere un caposaldo dell'attività di controllo del territorio, con un'attenzione particolare riservata ai locali che, nonostante le sanzioni, insistono nel trasformare un'attività commerciale in un pericolo concreto per la collettività