Un delicato fiore di frangipane per Ilaria Sula, un cerchio - partecipatissimo - per ricordarla e per riflettere insieme su tre parole: rispetto, libertà, consenso. Nel pomeriggio di ieri, 25 marzo, alla Casa delle Donne di Terni si è tenuta un'assemblea aperta a un anno esatto dal femminicidio della giovane studentessa ternana. Uno spazio di memoria "per resistere e reagire" ha affermato Paola Gigante presidente di Terni Donne APS. Ma anche un momento di condivisione intorno a tematiche importanti con "l’obiettivo di promuovere un nuovo vocabolario condiviso fondato sul rispetto reciproco, sulla libertà individuale e sul consenso consapevole" spiegano dall'associazione.
L'assemblea aperta ha accolto un confronto pubblico sul tema delle relazioni tra giovani con il contributo di tante persone.

C'erano cittadine e cittadini, le realtà associative del territorio, il Centro Antiviolenza Liberetutte ma soprattutto c'erano i giovani, anche questo un segnale forte. Una presenza ampia e attenta che ha confermato quanto questi temi siano urgenti e sentiti dalla comunità.
Durante l'incontro si sono alternati momenti di assemblea, dibattito e letture con i giovani del Progetto Mandela, all'insegna di un confronto aperto e trasversale. Tutti hanno evidenziato la necessità di contrastare ogni forma di violenza, a partire da quella di genere, attraverso percorsi educativi, culturali e sociali.

"L’incontro - sottolineano da Terni Donne - ha voluto essere anche un momento di memoria e di responsabilità collettiva: ricordare Ilaria Sula e tutte le altre donne vittime di femminicidio ha significato ribadire con forza l’impegno a non lasciare che femminicidi ed episodi di violenza restino isolati o dimenticati, ma diventino invece occasione di cambiamento concreto".
Nel corso dell’iniziativa è stata presentata l’opera dell’artista Francesca Ascione nell'ambito del suo 'Fiori recisi', di cui avevamo già parlato lo scorso 25 novembre. Un progetto dove Ascione ha dedicato un fiore alle donne "recise" dalla violenza maschile. Ciascuna immagine è accompagnata dalle parole, poche, tratte dalla cronaca: il nome e l’età della donna e la dichiarazione dell’assassino riguardo al movente del femminicidio. Un'opera che attraverso il linguaggio visivo riesce a richiamare cura e delicatezza e induce a soffermarsi tra memoria, consapevolezza e commozione.

Per Ilaria c'è quel fiore di frangipane: "simbolo di accoglienza e di bellezza. Nelle isole del Pacifico, con questi fiori, vengono create le famose collane di benvenuto. Per questa ragione il frangipane è conosciuto anche il nome di "fiore del Paradiso"".
"Oggi abbiamo lanciato un invito alla città con questo momento di incontro, un'assemblea aperta per ricordare Ilaria e tutte le vittime di femminicidio - ha detto ai microfoni di Tag24 Umbria Claudia Monti della Casa delle Donne -. Abbiamo parlato della violenza maschile contro le donne, con un'attenzione particolare verso le giovani generazioni. È stato un cerchio molto partecipato, con almeno sessanta persone di tutte le età e tantissimi fra ragazze e ragazzi, persone dal mondo della scuola, dell'associazionismo e del sindacato. Abbiamo riflettuto insieme su questo fenomeno e sulle azioni che si possono intraprendere per contrastarlo e prevenirlo. La violenza contro le donne - ha concluso - è sicuramente un problema per le donne ma è sistemico perché investe la società nel suo complesso e richiede una risposta collettiva".
Proprio sulla responsabilità collettiva riguardo alla violenza di genere Terni Donne APS dallo scorso anno ha attivato sull'intero territorio umbro una campagna di educazione e sensibilizzazione con azioni educative diffuse in molti contesti, a partire da quello scolastico. 'È un problema mio', questo il nome, è sostenuta dal Dipartimento per le Pari Opportunità e vede il coinvolgimento di una vasta rete di partner.