02 Feb, 2026 - 12:30

Terni, tenta il suicidio in cella: detenuto salvato dagli agenti

Terni, tenta il suicidio in cella: detenuto salvato dagli agenti

Voleva togliersi la vita in cella. Un detenuto straniero, ristretto nel carcere di Terni, è stato salvato dagli agenti di polizia penitenziaria. Lo rileva il sindacato OSAPP che ringrazia il personale per aver evitato il dramma nella serata di domenica 1 febbraio.

Terni, suicidio tentato in carcere: il personale penitenziario evita il dramma

Ancora un caso di cronaca legato al carcere di Terni. Nella serata di domenica 1° febbraio, un detenuto straniero ha tentato il suicidio cercando di impiccarsi. L'intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria ha evitato il peggio: i poliziotti, entrando nella cella, hanno liberato il detenuto dal cappio, prestando i primi soccorsi ed evitando il peggio.

A darne notizia è l'organizzazione sindacale autonoma Polizia Penitenziaria: "L’OSAPP esprime il più sentito elogio e il pubblico riconoscimento ai colleghi della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Terni che, nella serata del 1° febbraio 2026, hanno salvato la vita a un detenuto straniero che aveva tentato il suicidio mediante impiccamento".

"Grazie alla prontezza, alla lucidità operativa e all’elevato senso del dovere - rimarca l'OSAPP - gli agenti intervenuti sono riusciti ad accedere tempestivamente alla cella, a liberare il detenuto dal cappio e a prestargli i primi soccorsi, evitando conseguenze irreparabili, dimostrando ancora una volta professionalità e umanità".

La soddisfazione e il monito dell'OSAPP: "Il lavoro della polizia penitenziaria merita rispetto, attenzione e risposte"

"Un intervento - commenta l’Osapp - che assume un valore ancora più rilevante se si considerano le note criticità strutturali, la cronica carenza di personale e i carichi di lavoro sempre più gravosi con cui la Polizia Penitenziaria è quotidianamente chiamata a confrontarsi, spesso in silenzio e senza il giusto riconoscimento istituzionale".

"Episodi come questo - conclude l'organizzazione sindacale autonoma Polizia Penitenziaria - confermano che, nonostante tutto, la sicurezza e la tutela della vita all’interno degli istituti penitenziari continuano a reggersi sul sacrificio, sulla preparazione e sul senso di responsabilità dei singoli operatori, non certo su un sistema che necessita urgenti interventi e investimenti concreti. L’OSAPP Umbria ribadisce che il lavoro della Polizia Penitenziaria merita rispetto, attenzione e risposte, non solo elogi a posteriori. Ai colleghi intervenuti va il ringraziamento sincero e l’orgoglio dell’intera Organizzazione Sindacale".

Carceri tra sovraffollamento e suicidi

Questo caso di tentato suicidio si inserisce in un tema assai ampio legato alle problematiche di sovraffollamento all'interno degli istituti penitenziari e in quadro di drammi già verificatisi: una donna italiana di 30 anni si era tolta la vita negli scorsi mesi all’interno del carcere di Capanne, l’unico penitenziario femminile della regione Umbria.

I dati ufficiali confermano che il sovraffollamento è un’emergenza costante: nel penitenziario di Capanne, per esempio, si contano 437 detenuti a fronte di una capienza di 363 posti, con una carenza di almeno 23 agenti di polizia penitenziaria. Il sovraffollamento e la mancanza di personale sono dei deterrenti per le situazioni di fragilità psichica fra i reclusi.

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Emanuele Landi
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