Un regolamento di conti tra pregiudicati, una serra in miniatura nascosta in casa e un manganello telescopico pronto all’uso. È il volto più crudo emerso dai controlli straordinari dei Carabinieri nella provincia di Terni, un’operazione che nelle ultime settimane ha portato a un arresto e sette denunce.
Tra i casi che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, spicca una lite degenerata in un pestaggio, con i due protagonisti finiti entrambi al pronto soccorso. Uno di loro, un 29enne con precedenti, domiciliato nel narnese, è stato denunciato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, porto di armi atti a offendere e lesioni aggravate. Nella sua abitazione i militari hanno sequestrato un manganello telescopico, due piante di marijuana, tredici vasetti con germogli della stessa essenza e un bilancino di precisione: elementi che raccontano un contesto di violenza intrecciata allo spaccio. Sullo sfondo, l’arresto di una 20enne di origini ucraine, finita in carcere a Perugia per le reiterate violazioni degli arresti domiciliari.

Tutto è iniziato quando un 32enne, anche lui con precedenti, si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Terni con ferite riconducibili a una colluttazione. L’uomo ha raccontato di essere stato aggredito durante una lite in un’abitazione privata. I medici lo hanno medicato per lesioni giudicate guaribili in pochi giorni, ma il suo racconto ha immediatamente attivato la macchina delle verifiche. I Carabinieri della Stazione di Otricoli si sono recati sul posto indicato dal ferito, dove vive il 29enne che lo avrebbe picchiato. Quello che doveva essere un accertamento su una rissa si è trasformato in un’operazione ben più complessa.
All’interno della casa, i militari hanno trovato un ambiente sospetto: oltre a tracce della lite, spuntavano oggetti che nulla avevano a che fare con una semplice discussione tra conoscenti. In un angolo, ben visibile, c’era un manganello telescopico in metallo, un’arma impropria il cui porto è vietato. Ma la scoperta più significativa è arrivata proseguendo la perquisizione: in un’altra stanza, i Carabinieri hanno rinvenuto una piccola serra artigianale, con due piante di marijuana già sviluppate e tredici vasetti contenenti germogli della medesima essenza, pronti per essere trapiantati. Il tutto era condito da un bilancino di precisione, strumento tipico del piccolo spaccio. Il 29enne è stato così deferito non solo per le lesioni, ma anche per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e porto di oggetti atti a offendere.

Parallelamente all’operazione nell’amerino, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Terni hanno serrato le maglie dei controlli lungo le arterie più a rischio, in particolare la SS 209 Valnerina, dove si sono verificati episodi significativi legati all’uso di sostanze stupefacenti alla guida. In un caso, un 57enne residente nel comprensorio è finito fuori strada con la sua auto. Trasportato in ospedale con lievi lesioni, quando i militari gli hanno chiesto di sottoporsi ai prelievi ematici per accertare se fosse sotto l’effetto di droga o alcol, l’uomo ha opposto un netto rifiuto. Un comportamento che, per la legge, equivale a una violazione grave: per lui è scattato il ritiro della patente e il sequestro del veicolo ai fini della confisca.
Pochi giorni dopo, sempre sulla Valnerina, è stato fermato un 27enne di origini marocchine. Il test salivare preliminare è risultato positivo alla cocaina. All’uomo è stato chiesto di confermare l’esito con un esame tossicologico di secondo livello, ma anche in questo caso è arrivato un rifiuto. Oltre alla patente ritirata, l’auto è finita sotto sequestro per la confisca. A bordo con lui viaggiavano due connazionali, di 24 e 30 anni, trovati in possesso rispettivamente di una dose di anfetamina e di un mix di hashish e cocaina: per loro è scattata la segnalazione alla Prefettura come assuntori.
Non è andata meglio a un 24enne tunisino, fermato in piena notte in via Campofregoso a Terni. Anche per lui, positivo alla cocaina al test rapido, è arrivato il rifiuto agli esami di secondo livello. Una scelta che gli è costata cara, considerando che pendeva già su di lui un provvedimento di inibizione alla guida emesso dall’Autorità di Pubblica Sicurezza.
Nel capoluogo, l’attività dei Carabinieri non si è limitata alle strade extraurbane. In via Urbinati, i militari hanno fermato un’auto a noleggio alla cui guida c’era un 29enne rumeno, residente a Terni. La perquisizione personale e veicolare ha portato alla luce 18 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 10 grammi, pronte per essere smerciate. Per lui è scattata la denuncia per detenzione ai fini di spaccio.
Sul fronte della guida in stato di ebbrezza, un 28enne ternano è stato fermato nella zona dei Fiori con un tasso alcolico quasi doppio rispetto al limite consentito. Patente ritirata. Analoga sorte è toccata a un 22enne di Terni, controllato lungo la via Flaminia Ternana, nel territorio di Narni, dai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Amelia: il suo tasso alcolemico era più del doppio rispetto ai limiti di legge.
A chiudere il quadro dei provvedimenti, l’arresto di una 20enne di origini ucraine, eseguito il 4 marzo dai Carabinieri della Stazione di Arrone. La giovane era già sottoposta agli arresti domiciliari, ma i controlli dei militari hanno accertato che aveva violato più volte le prescrizioni del giudice. Il GIP del Tribunale di Terni, valutate le reiterate infrazioni, ha disposto l’aggravamento della misura, ordinando il trasferimento in carcere. La ragazza è stata così associata alla Casa Circondariale di Perugia.