17 Mar, 2026 - 18:30

Terni capitale delle acque, Ferranti accelera su Nera, Piediluco e Marmore: “Sviluppo, lavoro e tutela insieme”

Terni capitale delle acque, Ferranti accelera su Nera, Piediluco e Marmore: “Sviluppo, lavoro e tutela insieme”

Terni prova a cambiare passo partendo dall’acqua. Francesco Maria Ferranti, vicepresidente della Provincia di Terni e capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, indica una linea netta: trasformare il sistema Nera-Piediluco-Marmore in un asse stabile di sviluppo economico e turistico. L’annuncio arriva a margine del Forum delle Acque, dove il vicepresidente della Provincia di Terni ha incontrato Tag24 Umbria nell'ambito della sessione dedicata ai 2300 anni della Cascata delle Marmore. “Trasformiamo il fiume in cuore pulsante della città, con occupazione stabile e tutela ambientale”.

Terni Capitale delle acque solo rendendo vivibili le ponde del Nera 

(Foto Nunzio Foti)

Ferranti, perché Terni deve diventare la “capitale delle acque”?
“Perché lo è già nella sua storia e nella sua geografia. Terni nasce e cresce grazie all’acqua. Oggi dobbiamo tradurre questa identità in sviluppo. Parlo del lago di Piediluco, della Cascata delle Marmore come porta della Valnerina e delle sponde urbane del Nera. Tre asset che vanno messi a sistema”.

Il cuore del progetto resta il fiume Nera. Cosa cambia concretamente?
“Cambia l’approccio. Non solo passeggiate, che in questi anni non hanno funzionato e hanno prodotto abbandono. Il Nera deve diventare uno spazio economico. In molte città europee e italiane, come Rieti o Treviso, il fiume genera attività. Possiamo farlo anche qui”.

In che modo?
“Le sponde sono in molti tratti navigabili. Possiamo attivare battelli elettrici per turismo, eventi sociali ed enogastronomici. Possiamo riaprire spazi come la piattaforma dell’ex Bar Hawai, vicino a Ponte Carrara e all’area della ex Siri. Servono botteghe, locali estivi, sport d’acqua. Serve una filiera”.

Un progetto integrato tra Piediluco, Marmore e sponde del Nera per creare economia reale e lavoro stabile

Partiamo dal lago di Piediluco. Lei parla di emergenza ma anche di opportunità.
“Il lago è un’emergenza, ma ha un potenziale enorme. Va valorizzato dal punto di vista ambientale, culturale e turistico. Non basta conservare. Serve generare economia. Piediluco deve diventare una destinazione viva, non solo un luogo da visitare”.

E la Cascata delle Marmore?
“È la porta della Valnerina ternana. Ha una forza attrattiva unica. Ma deve dialogare con il resto del territorio. Oggi il turista arriva, visita e riparte. Noi vogliamo trattenerlo. Creare servizi, percorsi integrati, occasioni di spesa e permanenza”.

Villalago e Rocca Albornoz, tra partenariati pubblico-privati e intervento del Ministero della Cultura

Capitolo Villalago. A che punto siamo?
“Abbiamo già lanciato una manifestazione di interesse per un partenariato pubblico-privato. Il primo tentativo non è andato a buon fine. Ci riproviamo. L’obiettivo è chiaro: capitali privati, proprietà pubblica. La villa ha potenzialità importanti, anche grazie al teatro all’aperto con vista sul lago”.

E se il secondo tentativo fallisse?
“Non ci fermeremo. Stiamo lavorando con il Ministero della Cultura. Se necessario, la Provincia può presentare un progetto autonomo di recupero. Negli ultimi mesi abbiamo attivato interlocuzioni concrete con la struttura del MIC e con i collaboratori del ministro Giuli”.

Altro nodo è la Rocca Albornoz di Piediluco.
“È l’unica tra quelle di Spoleto, Orvieto e Narni a non essere stata recuperata. È una lacuna che vogliamo colmare. Il progetto prevede il consolidamento del mastio pentagonale e del palazzo residenziale, il miglioramento della sicurezza e la prevenzione del degrado”.

Ci saranno interventi anche per la fruizione turistica?
“Sì. Miglioreremo l’accessibilità dal borgo al monte Luco. Il percorso deve essere sicuro ma rispettoso del contesto. La Rocca deve restare un rudere gotico. Lavoreremo su punti panoramici, sentieri tematici e installazioni multimediali per raccontare la storia. Tutto in chiave sostenibile”.

Come si finanzia l’operazione?
“Abbiamo pubblicato un avviso di partenariato pubblico-privato a dicembre 2025. I privati possono adottare uno dei tre progetti o proporre modifiche coerenti con gli obiettivi. Nessuna alienazione. Il presidio resta pubblico. Possiamo attivare anche fondi europei e regionali”.

Una cabina di regia per trasformare l'acqua da risorsa amientale a volano di sviluppo economico

Serve una regia unica?
“È indispensabile. Proponiamo una cabina di regia istituzionale che metta insieme Comune di Terni, Comuni della Valnerina, Regione e Provincia. Vogliamo coinvolgere anche soggetti tecnici come il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera. Ha competenze e interventi già realizzati. Può attrarre investimenti e garantire tutela idrogeologica”.

In sintesi, qual è l’obiettivo finale?
“Creare sviluppo vero. Occupazione stabile. Tutela ambientale. L’acqua non è solo un elemento naturale. È una leva economica. Terni deve usarla fino in fondo”.

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Federico Zacaglioni
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