30 Nov, 2025 - 10:10

Terni alla Bocconi, l'assessore Bordoni: "Ecco il nostro modello di bilancio politico, nasce il Fondo Sviluppo per investire sulla città"

Terni alla Bocconi, l'assessore Bordoni: "Ecco il nostro modello di bilancio politico, nasce il Fondo Sviluppo per investire sulla città"

Un Comune di medie dimensioni, Terni, che sale nella cattedrale della managerialità italiana per presentare un proprio modello di governo della spesa pubblica. È accaduto alla SDA Bocconi, dove l'assessora al Bilancio, Finanze e Cultura del Comune di Terni, Michela Bordoni, ha illustrato il percorso innovativo avviato insieme al sindaco Stefano Bandecchi. Al centro della relazione, il "Bilancio Politico" e l'istituzione del Fondo Sviluppo Terni, strumenti concepiti per restituire agli enti locali la capacità di tradurre il mandato elettorale in scelte di bilancio concrete.

Il modello Terni sbanca alla Bocconi: "Non più esecutori di vincoli, ma protagonisti"

Assessora Bordoni, cominciamo proprio dalla giornata alla Bocconi. Come è nata questa opportunità e qual è stato il messaggio che ha voluto portare?

"La collaborazione con la SDA Bocconi rientra in un percorso più ampio che come Amministrazione comunale abbiamo avviato per lavorare sul posizionamento strategico del nostro ente. Non siamo stati 'cercati', ma stiamo costruendo insieme alla Bocconi una metodologia che ci permetta di dare con i numeri una visione chiara del mandato politico del sindaco Stefano Bandecchi. Il messaggio che ho portato è semplice ma radicale: i Comuni devono smettere di essere meri esecutori di vincoli contabili e tornare a essere protagonisti delle scelte che riguardano il loro futuro. A Terni lo stiamo facendo attraverso un'analisi della spesa che non è una rincorsa alle coperture, ma uno strumento di governo".

Quali sono state le reazioni degli altri enti locali presenti?

"La reazione è stata di grande attenzione e, posso dirlo, di incoraggiamento. Rappresentanti di comuni come Cremona e Rimini, dopo l'intervento, si sono complimentati non per una questione formale, ma per la sostanza del metodo. Hanno colto che stiamo provando a sistematizzare un approccio che parte dal basso, dalle reali esigenze del territorio, e che può essere d'ispirazione. Quello che vorrei fosse sottolineato è la possibilità di far risvegliare tutti i comuni, non solo a lamentarsi".

Il Fondo Sviluppo Terni: il cuore operativo della nuova filosofia gestionale di Palazzo Spada 

Entriamo nel merito dello strumento più concreto: il Fondo Sviluppo Terni. Ci spiega come funziona?

"Il Fondo Sviluppo Terni è l'emblema della nostra filosofia. È un capitolo di bilancio dedicato, alimentato da una rimodulazione interna della spesa, il cui unico scopo è finanziare interventi strategici scelti direttamente dall'Amministrazione. Siamo stati i primi, in questa legislatura, a volerlo istituire per affermare un principio: la politica deve potersi riappropriare della propria capacità di entrata e di spesa. Purtroppo la politica e la dirigenza si è ormai stancata di incidere e rincorre esclusivamente coperture di spesa. Quello che vogliamo fare noi con Bandecchi è restituire al bilancio, e quindi un bilancio che parli attraverso i numeri di linee di mandato ricevuto dai cittadini".

Può fare un esempio concreto di come questo approccio si traduce in policy?

"Certo. Prendiamo una delle nostre policy cardine: l'internalizzazione della manutenzione stradale. È una scelta politica precisa, che ha un costo e che deve trovare riscontro in bilancio. Invece, oggi, soprattutto gli enti locali si trovano costretti, con le proprie risorse finanziarie, ad avere un potere di incidere nel mercato e sul mercato, e a non avere disponibilità diretta di risorse umane e finanziarie. Noi vogliamo ribaltare questo paradigma. Il bilancio deve parlare di internalizzazione delle strade, deve mostrare attraverso i numeri che questa è una priorità dell'Amministrazione Bandecchi. Altrimenti restano solo dichiarazioni di intenti".

Dalla teoria alla pratica: l'analisi della spesa per restituire visione alla politica

Come si concilia questa ambizione con la realtà dei bilanci comunali, spesso strozzati da spese obbligate e risorse limitate?

"È la sfida quotidiana. La rigidità della copertura di tutte le spese e l'impossibilità spesso di fare un'analisi della spesa sono il nostro punto di partenza, non una scusa. Stiamo lavorando per ribaltare questa prospettiva con un lavoro tecnico, difficile, perché abbiamo comunque una pubblica amministrazione che non ha un taglio manageriale. Per questo voglio ringraziare pubblicamente l'Ufficio Attività Finanziarie, la dottoressa Grazia Marcucci e con lei tutti i funzionari che si stanno spendendo con straordinario impegno: Andrea StentellaNadia NavarraMassimiliano Di FilippiRosalba MariniMartina GiovanniniIrma TalianiSharon Costantini e Mattia Dottori. Senza il loro lavoro, questa rivoluzione silenziosa non sarebbe possibile".

In concreto, come si traduce questo "Bilancio Politico" nella gestione quotidiana?

"Si traduce in un lavoro metodico, direzione per direzione. Stiamo analizzando i servizi più importanti, studiamo il loro posizionamento strategico all'interno del Comune ma anche in relazione con gli altri enti. L'obiettivo è conoscere a fondo noi stessi, la nostra macchina, per poi poterci dare con le linee strategiche l'indirizzo per la città e per i cittadini. Considerando che il mandato è breve, noi con il sindaco tutto questo lo stiamo facendo in contemporanea. È un lavoro che non aveva fatto mai nessuno a Terni".

Un modello replicabile e numeri che delineano le scelte politiche: dalle parole ai fatti

Questo sforzo può davvero essere replicato da altre amministrazioni? State costruendo un modello benchmark per altre amministrazioni?

"Assolutamente sì. Terni sta costruendo un modello replicabile, fondato su responsabilità, trasparenza e visione. Partiamo da Terni, ma stiamo parlando a tutto il Paese. L'idea è che un lavoro con una certa metodologia e un modo sistematico e sistemico di analizzare la spesa possa restituire alla politica la possibilità di usare i numeri - e quindi il bilancio - per riflettere le linee di mandato per le quali i cittadini ci hanno eletto. Questo è il lavoro più importante che stiamo facendo con il sindaco Bandecchi".

Qual è, in conclusione, la prospettiva per il futuro? Cosa si aspetta da questo percorso?

"La prospettiva è rendere Terni capace di dare visione al mandato politico rispetto ai numeri. Noi comunque non solo stiamo lavorando a questo, ma cercheremo di riuscirci e di restituire un bilancio come vogliamo noi. Un bilancio che non sia la fotografia di una condanna all'immobilismo, ma il progetto di una città che riparte dalla capacità di decidere del suo governo. Quando presenteremo il prossimo bilancio, si vedranno i primi frutti concreti di questo lavoro: numeri che parlano chiaramente delle nostre scelte, delle nostre policy, della nostra visione per Terni. È una sfida ambiziosa, ma è l'unico modo per restituire significato all'amministrare".

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Federico Zacaglioni
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