11 May, 2026 - 19:00

Terni, bar del centro chiuso per 7 giorni. Il questore Abenante sospende la licenza: "Troppi pregiudicati"

Terni, bar del centro chiuso per 7 giorni. Il questore Abenante sospende la licenza: "Troppi pregiudicati"

Serrande abbassate per una settimana in un bar del pieno centro di Terni. La decisione è stata notificata all'alba di oggi dalla Polizia di Stato e dall'Arma dei Carabinieri, che hanno eseguito il provvedimento di sospensione della licenza firmato dal questore Michele Abenante ai sensi dell'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS). Il locale, stando a mesi di accertamenti, era diventato punto di ritrovo abituale di pregiudicati e persone considerate socialmente pericolose, in un crescendo di interventi delle pattuglie per liti e turbative che avevano reso la situazione incompatibile con le esigenze di sicurezza di una delle zone più frequentate della città.

A finire nel mirino delle forze dell'ordine è stato un esercizio commerciale situato in una delle aree a più alta densità di passaggio del capoluogo umbro, un dettaglio che ha pesato in modo determinante nella valutazione complessiva del questore. Non si tratta, infatti, di un locale qualsiasi, ma di un'attività collocata in un quadrante nevralgico, dove la tutela della quiete pubblica e la percezione di sicurezza da parte dei cittadini rappresentano priorità irrinunciabili per chi amministra l'ordine pubblico. La misura adottata, spiegano dalla Questura, ha finalità esclusivamente preventiva e mira a colpire non tanto il singolo episodio, quanto la reiterazione di una condizione di pericolo che si era ormai consolidata nel tempo.

Mesi di accertamenti e clienti con precedenti per droga, armi e reati contro la persona

L'attività istruttoria, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Terni e confluita nella proposta accolta dal questore, ha permesso di documentare come il bar fosse divenuto, nel corso degli ultimi mesi, un terminale abituale per soggetti gravati da numerosi precedenti penali e di polizia. Gli accertamenti, condotti con appostamenti, verifiche documentali e identificazioni sul posto, hanno restituito un quadro che non lasciava margini a dubbi interpretativi. Tra gli avventori controllati figuravano persone con condanne e denunce per reati in materia di stupefacenti, contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione e in materia di armi, nonché individui già sottoposti a misure di prevenzione o a provvedimenti cautelari. Una platea di frequentatori che, per composizione e abitualità, ha progressivamente trasformato il bar in un punto di aggregazione ritenuto critico sotto il profilo della sicurezza pubblica.

In più occasioni, le forze dell'ordine erano dovute intervenire per sedare turbative dell'ordine pubblico e riportare la calma fra i clienti, in un contesto che gli stessi investigatori hanno ritenuto ormai del tutto incompatibile con la vivibilità di un'area centrale della città. Le liti tra avventori, spesso originate da futili motivi e degenerate rapidamente, avevano richiesto l'impiego di pattuglie di Polizia e Carabinieri, distogliendo risorse operative dal controllo del territorio in altre zone della città. Un elemento, anche questo, che ha contribuito a far ritenere la situazione non più sostenibile.

Il provvedimento, puramente preventivo, è stato calibrato proprio per interrompere quella dinamica di aggregazione pericolosa. La sospensione della licenza per 7 giorni – spiegano dalla Questura – non costituisce una sanzione definitiva ma uno strumento immediato per impedire che il locale continui a rappresentare un punto di richiamo per soggetti dediti ad attività illecite, restituendo così ordine e sicurezza a uno spazio nevralgico del capoluogo umbro. La chiusura temporanea, in questo senso, serve a spezzare abitudini consolidate, allontanando quella clientela che aveva eletto il bar a luogo di ritrovo stabile e consentendo al titolare di ripartire, alla riapertura, con un contesto igienizzato sotto il profilo della sicurezza.

L'intervento del questore Abenante: "Interrompere situazioni di pericolo per la collettività"

Nella mattinata odierna, alla presenza del titolare dell'esercizio, la notifica ha sancito la chiusura effettiva del bar. Il questore Michele Abenante, commentando la misura, ha voluto rimarcare la direzione del lavoro portato avanti dalle forze di polizia, sottolineando come l'attenzione su questi fenomeni non sia destinata a calare: "L'attenzione della Questura e delle Forze di Polizia sul fenomeno della criminalità urbana e dei luoghi abitualmente frequentati da soggetti pericolosi resta massima – ha dichiarato – I controlli proseguiranno con determinazione per garantire sicurezza, vivibilità e tutela dei cittadini e degli operatori economici che lavorano nel rispetto delle regole."

Le parole del questore richiamano un principio cardine dell'azione amministrativa in materia di pubblica sicurezza: la tutela della collettività non passa soltanto attraverso la repressione dei reati, ma anche e soprattutto attraverso la prevenzione di situazioni potenzialmente criminogene. Un esercizio pubblico che diventa crocevia di pregiudicati, ha più volte ricordato la giurisprudenza amministrativa, costituisce di per sé un fattore di rischio, indipendentemente dalla responsabilità diretta del titolare. La norma non richiede infatti che il gestore sia connivente o consapevole: è sufficiente la reiterazione oggettiva delle frequentazioni pericolose a legittimare l'intervento del questore.

L'articolo 100 del TULPS, quello utilizzato nel caso di specie, consente appunto di sospendere la licenza di un esercizio pubblico quando questo risulti essere abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose e, comunque, quando emerga una situazione di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica. L'applicazione della norma si inserisce in una più ampia strategia di controllo del territorio che, nelle intenzioni della Questura di Terni, proseguirà senza cedimenti, con l'obiettivo di proteggere tanto i residenti quanto i commercianti che operano nella legalità. Una linea di fermezza che, nei fatti, intende mandare un segnale chiaro anche ad altri eventuali locali dove dovessero emergere situazioni analoghe: la tolleranza verso chi trasforma un'attività commerciale in una base logistica della marginalità violenta è destinata a essere pari a zero.

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Federico Zacaglioni
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