12 Mar, 2026 - 18:00

ZES e rilancio di Terni, focus su mattatoio e sede della Camera di Commercio: Bandecchi riunisce le forze produttive

ZES e rilancio di Terni, focus su mattatoio e sede della Camera di Commercio: Bandecchi riunisce le forze produttive

Un tavolo permanente per accendere la ripartenza del sistema produttivo ternano. È la direzione tracciata in Provincia dal presidente Stefano Bandecchi, che ha riunito istituzioni, associazioni di categoria, SviluppumbriaComune di Terni e ordini professionali per condividere una strategia anti-crisi e riattivare il motore dell’economia locale. Al centro dell’incontro l’estensione della Zes e il sostegno alle imprese, ma anche iniziative pragmatiche come la riapertura del mattatoio comunale e la richiesta del ripristino della sede camerale di Terni. L’obiettivo, ha spiegato Bandecchi, è “superare burocrazia e teoria” con misure immediate e concrete. Il confronto, che proseguirà nei prossimi giorni con la partecipazione degli assessori regionali, punta anche a colmare il vuoto di competenze professionali e a rendere più efficace la distribuzione delle risorse disponibili sul territorio.

Dalla Zes alle infrastrutture: un'agenda comune contro lo spopolamento produttivo

La sala consiliare della Provincia si è trasformata in un laboratorio di idee per arginare una crisi che non è solo congiunturale, ma strutturale. Il presidente Bandecchi, affiancato dalla sua amministrazione, ha aperto i lavori con un approccio volutamente diretto: “Lasciamo stare burocrazia e teorie, servono azioni rapide e tangibili”.

L'incontro ha messo in fila le priorità di un territorio che si sente spesso ai margini. La prima è la piena operatività della Zona Economica Speciale (Zes) , con l'obiettivo di estenderne i benefici all'intera provincia, superando gli attuali steccati. Ma a catalizzare l'attenzione sono state due decisioni dal sapore fortemente identitario, emerse dalla discussione congiunta con le associazioni di categoria, il Comune e gli ordini professionali.

La prima è la volontà di procedere alla riapertura del mattatoio comunale di Terni. Una struttura considerata strategica non solo per gli allevatori, ma per l'intera filiera delle piccole e medie imprese agroalimentari locali. La macellazione a chilometro zero, spiegano i presenti, rappresenta un anello indispensabile per chi produce eccellenze e vuole mantenere il controllo della filiera, dalla stalla alla tavola, senza costi logistici insostenibili. Un'azione che il Comune di Terni è chiamato a guidare come ente proprietario, restituendo un servizio pubblico essenziale al settore primario.

Il nodo della Camera di Commercio: riportare a Terni un pezzo di potere decisionale

Il secondo punto, forse ancora più sentito, è la richiesta formale e corale per il ripristino della sede della Camera di Commercio di Terni. Un tema caldo, che riaccende una ferita aperta dopo la riforma che ha accorpato le funzioni a Perugia, lasciando la città dell'acciaio con un semplice ufficio territoriale privo di autonomia decisionale.

“Sostengo la grande utilità di questo lavoro sinergico tra istituzioni, associazioni di categoria e ordini professionali” ha dichiarato il vice presidente della Provincia, Francesco Maria Ferranti“Tutto ciò è indispensabile in una regione già squilibrata territorialmente e demograficamente come l'Umbria, ove la Camera di Commercio concentrata a Perugia ha privato il territorio di un importante strumento di programmazione per la crescita economica”.

Il ragionamento del tavolo è lineare: senza una sede camerale autonoma o quantomeno con poteri decisionali realmente decentrati, le imprese ternane perdono un interlocutore fondamentale per la promozione del territorio, la gestione dei registri e l'accesso a contributi e bandi. Lo sportello di collegamento per le imprese, altro punto all'ordine del giorno, può essere un palliativo, ma non sostituisce la presenza di un ente che faccia da regia e da volano.

Formazione e risorse: la sfida delle competenze e dei fondi da sbloccare

Oltre ai temi caldi delle infrastrutture pubbliche, il tavolo ha affrontato il nodo strutturale del gap tra domanda e offerta di lavoro. Dall'incontro è emerso chiaramente che il sistema di formazione professionale non è ancora puntualmente tarato sulle reali necessità delle aziende.

Le imprese cercano profili specializzati che spesso non trovano, mentre i corsi di formazione rischiano di sfornare competenze non allineate con il tessuto produttivo. Un paradosso in un momento in cui le risorse finanziarie, europee e nazionali, sono ingenti ma faticano ad atterrare in maniera efficace. “Attualmente solo una parte di quelle potenzialmente disponibili arriva sul territorio” è la fotografia scattata durante il vertice. La sfida è dunque duplice: orientare la formazione verso le figure richieste (dai tecnici specializzati della meccanica agli esperti del digitale) e velocizzare la macchina burocratica per far sì che i fondi arrivino a destinazione.

Verso un nuovo confronto: la Regione salga sul palco

La riunione di oggi, come sottolineato da Bandecchi, è solo il primo atto di un percorso. Il prossimo incontro, già calendarizzato a breve, vedrà la partecipazione degli assessori regionali Francesco De Rebotti (Sviluppo economico e Infrastrutture) e Simona Meloni (Agricoltura). Un passaggio obbligato per dare gambe alle istanze ternane.

La strategia è chiara: presentarsi compatti, come sistema città e provincia, per chiedere alla Regione Umbria un cambio di passo. “Unire le forze per battere la crisi e rilanciare le imprese” non è solo uno slogan, ma l'unica via d'uscita per un territorio che, come ricorda Ferranti, già a ottobre aveva avviato un tavolo di confronto sulla gestione degli appalti. Ora, con questo nuovo tavolo permanente sulla Zes, l'obiettivo è dimostrare che Terni è pronta a ripartire, a patto che le vengano restituiti gli strumenti per farlo: un mattatoio funzionante, una Camera di Commercio presente e una formazione che guardi al futuro.

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Federico Zacaglioni
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