10 Mar, 2026 - 19:00

Terni, il piano asfalto di Bandecchi: in arrivo un mutuo da 30 milioni per rifare 500 km di strade

Terni, il piano asfalto di Bandecchi: in arrivo un mutuo da 30 milioni per rifare 500 km di strade

Il Comune di Terni vuole cambiare strada, è il caso di dirlo, partendo dall'asfalto e dalla ferita più visibile di decenni di manutenzione rimandata. A Palazzo Spada, il Sindaco Stefano Bandecchi ha rotto gli indugi e lanciato la proposta che in molti in città reclamavano: un maxi-mutuo da 30 milioni di euro per ridare dignità a strade e marciapiedi. Un piano straordinario che punta a rifare oltre 500 chilometri di manto stradale entro il 2027. L'annuncio è arrivato nel corso di un Consiglio comunale che aveva all'ordine del giorno la discussione di interventi urgenti in zone simbolo del degrado come Cospea e via Carducci, ma si è rapidamente trasformato in una svolta politica: il primo cittadino ha scelto di non limitarsi ai rattoppi, mettendo sul piatto una visione di medio termine per un patrimonio viario che definisce figlio di “25 anni di mancata manutenzione”.

L'operazione arriva in un momento cruciale per l'amministrazione Bandecchi. Dopo il rimpasto di giunta e con l'obiettivo di dare concretezza alla politica del decoro, il primo cittadino ha dato la linea alla maggioranza di Alternativa Popolare, decidendo di mettere mano al portafoglio, forte di conti comunali in via di risanamento. “Il Comune oggi se lo può permettere”, ha spiegato il Sindaco in Aula, illustrando la cornice finanziaria: le rate dei mutui in scadenza sono scese da 20 a 11 milioni l'anno, liberando spazio per un nuovo indebitamento finalizzato a un investimento pesante e visibile. L'obiettivo, ha aggiunto, è anche preparare il terreno in vista delle prossime elezioni, dando ai cittadini un risultato tangibile dopo anni di promesse e disagi.

Dai sopralluoghi all'annuncio in Aula: così nasce la svolta sulle strade

Il percorso che ha portato alla proposta del maxi-mutuo affonda le radici in un metodo di lavoro che la maggioranza ha voluto rivendicare con forza. Tutto è partito dagli atti di indirizzo presentati dal gruppo di Alternativa Popolare, nati non nelle stanze degli uffici ma direttamente sul campo. La Prima commissione consiliare ha effettuato sopralluoghi - il 27 gennaio nell'area di Cospea (via Marzabotto, via 20 Settembre, via Montefiorino) e il 10 febbraio tra via Carducci e via Manzoni - per ascoltare i residenti e toccare con mano l'entità del degrado: buche profonde, segnaletica orizzontale scomparsa, marciapiedi divelti dalle radici.

Da quelle istanze, che impegnavano la Giunta a interventi immediati, è nata la scintilla per un ragionamento più ampio. “Trovo singolare quello che dice la minoranza”, ha ribattuto in Aula il consigliere Presciuttini (AP), “noi facciamo le commissioni proprio per ascoltare i cittadini, a differenza di quanto accaduto per anni”. Una stoccata che ha aperto la strada all'annuncio-shock del Sindaco. Bandecchi ha prima difeso l'operato delle due squadre di operai comunali e delle unità che utilizzano le “macchine tappabuchi”, scagliandosi contro l'eredità del passato. Poi ha piazzato la proposta destinata a cambiare il dibattito: “Quasi sicuramente andremo a chiedere un mutuo da 30 milioni di euro”, ha annunciato dal banco della Giunta, “oltre i 500 km di strade saranno rifatte completamente nuove”.

Un'iniezione di liquidità che punta a cambiare il volto della città, con un cronoprogramma ambizioso e la speranza di un intervento del Governo per eliminare l'IVA sui lavori stradali, un risparmio stimato in 5 milioni che renderebbe il piano ancora più efficace.

L'opposizione tra ironia e numeri: il dibattito si accende ma la sostanza politica regge

Nonostante l'unanimità di intenti sulla necessità di intervenire, il dibattito consiliare è stato acceso e ha visto le minoranze giocare la partita sul terreno tecnico e mediatico. Pierluigi Spinelli (PD) ha tentato di ridimensionare l'efficacia degli interventi ordinari, ironizzando sulla mitologica “macchina tappabuchi”. “A Terni comincia a diventare un po' una leggenda, come il coccodrillo nel Nera del 2014: non la vede nessuno all'opera e le buche continuano a stare lì”, ha attaccato, aggiungendo che in città “non c'è la percezione che il problema buche sia superato”. Un'affermazione che, però, non ha scalfito la portata del piano straordinario annunciato dal Sindaco, proiettato su un orizzonte temporale e finanziario ben più ampio della manutenzione ordinaria.

Più sostanzioso l'intervento di Marco Cecconi (Fratelli d'Italia), che ha tentato di portare il dibattito sul piano concreto dei numeri. Citando una relazione tecnica degli uffici comunali, Cecconi ha evidenziato come il nucleo interno di operai sia riuscito ad asfaltare solo 4.000 metri quadrati nel 2025, contro i 70.000 affidati a ditte esterne. “Bisognerà cominciare finalmente a parlare con i piedi per terra”, ha avvertito, “il personale interno non può svolgere attività manutentive complesse per carenza di risorse umane o strumentali”. Un passaggio che, più che una critica all'annuncio del mutuo, ha fotografato una debolezza strutturale che il ricorso a risorse straordinarie e a ditte specializzate potrebbe proprio contribuire a superare.

Sul fronte delle proposte costruttive, Francesco Ferranti (Forza Italia) ha votato a favore degli atti di indirizzo - considerati sacrosanti visto il degrado “indecoroso” di zone come Borgo Bovio e via Carducci - ma ha chiesto un cambio di metodo: “È indispensabile redigere un programma a medio-lungo termine serio”, ha sottolineato, “i manutentori del Comune e la macchina tappabuche servono solo ad affrontare l'emergenza”Leonardo Patalocco (PD) si è detto favorevole all'idea del mutuo, ma con una condizione: accompagnare la programmazione con una valutazione dello stato delle strade vicinali di uso pubblico, dove attualmente l'amministrazione non può intervenire.

Il Consiglio ha infine approvato a maggioranza gli atti di indirizzo proposti da Alternativa Popolare, ratificando di fatto la necessità di intervenire subito nelle zone più critiche. Ma la vera notizia, destinata a tenere banco nelle prossime settimane, è l'annuncio del Sindaco. Bandecchi ha chiuso il dibattito con una promessa solenne: “Entro il 2027 asfalteremo tutto quello che c'è da asfaltare”. Una frase che suona come un impegno formale verso una città stanca di buche e rattoppi. Ora la parola passa dalla politica alla macchina amministrativa: bisognerà predisporre la pratica del mutuo, trovare le coperture, appaltare i lavori. E soprattutto, trasformare l'asfalto in un nuovo rapporto di fiducia con i ternani.

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Federico Zacaglioni
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