Ha un curriculum penale che pesa come un macigno e, nonostante questo, nel corso del precedente fine settimana è stato sorpreso alla guida della sua auto con un tasso alcolemico ben oltre i limiti consentiti. Per un ternano di 58 anni, già noto alle forze dell’ordine per una lunga serie di precedenti, l’ennesima notte di movida si è trasformata in un provvedimento firmato dal Questore Michele Abenante: un Avviso Orale con prescrizioni che gli impone di cambiare radicalmente stile di vita. L’uomo, fermato dalla Polizia Locale nel cuore di Terni durante un servizio straordinario di controllo interforze, non dovrà più frequentare certi luoghi né incontrare determinate persone. La sua posizione è stata vagliata dalla Divisione Anticrimine, che ha chiuso un cerchio giudiziario aperto da tempo, fatto di recidive e comportamenti a rischio.
La sua ultima bravata risale ormai a qualche giorno fa, quando gli agenti della Locale lo hanno fermato in piena ZTL, tra soste selvagge e marciapiedi trasformati in parcheggi abusivi. Lui, con l’alito pesante e lo sguardo offuscato, è stato sottoposto all’etilometro: il dato è risultato positivo. Per lui è scattata immediatamente la denuncia. Ma questa volta non è finita lì. La macchina della prevenzione della Questura si è messa in moto, andando a scavare nel suo passato. Quel passato che, come spiegano gli investigatori, “non lasciava spazio a interpretazioni”. L’uomo è stato così raggiunto dalla misura personale, un segnale chiaro che per certe condotte, a Terni, lo spazio di manovra si è ridotto a zero.
La misura adottata dal Questore non è un semplice atto formale, ma un vero e proprio monito. L’Avviso Orale, in questo caso, rappresenta l’epilogo di un’attività investigativa condotta dagli uffici della Divisione Anticrimine, che hanno messo nero su bianco l’intera carriera delittuosa del 58enne. “Non si tratta soltanto di punire un comportamento scorretto alla guida”, spiegano dalla Questura, “ma di intervenire su un soggetto che ha dimostrato, nel tempo, una pericolosità sociale concreta e attuale. L’abuso di alcol, unito ai numerosi precedenti, lo rende una persona capace di reiterare reati”.
Il provvedimento, notificato dagli agenti, impone al ternano prescrizioni precise: dovrà evitare di frequentare abitualmente pubblici esercizi e locali di intrattenimento nel centro storico, specialmente nelle ore notturne. Un modo per allontanarlo fisicamente dalle occasioni di rischio. La notizia, per chi vive e lavora nel cuore della movida ternana, arriva come un segnale di attenzione in più. Quella sera, del resto, il centro era letteralmente sotto assedio: pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale e persino ispettori dell’ASL hanno setacciato corso Tacito e piazza della Repubblica, passando al setaccio 108 persone.
La notte tra sabato e domenica ha rappresentato l’ultimo atto di una strategia ormai consolidata voluta dal Questore Abenante: l’operazione “Movida Sicura”. Un dispositivo che non lascia nulla al caso e che, numeri alla mano, sta stringendo le maglie attorno a chi confonde la movida con l’illegalità. Oltre all’episodio che ha visto protagonista il 58enne, il bilancio dei controlli parla chiaro: 38 verbali al Codice della Strada elevati dalla sola Polizia Locale. Il motivo principale? La sosta selvaggia. Auto parcheggiate sui marciapiedi, mezzi lasciati in divieto di sosta davanti ai locali e, soprattutto, ingressi non autorizzati nella ZTL, un fenomeno che trasforma il centro storico in un Far West per chi è di passaggio, ma un incubo per chi ci risiede.
Non sono sfuggiti al setaccio neppure i locali pubblici. Nel mirino delle forze dell’ordine sono finiti quattro esercizi del centro. In uno di questi, gli agenti hanno contestato la violazione dell’ordinanza comunale che vieta l’utilizzo di contenitori in vetro, una norma pensata per prevenire rischi e degrado durante la movida. Il personale dell’ASL, presente in forze durante l’operazione, ha invece impartito alcune prescrizioni di natura igienico-sanitaria ad altri attività, verificando il rispetto delle normative. Un segnale chiaro che i controlli non si limitano alla strada, ma entrano anche all’interno dei locali per garantire la sicurezza a 360 gradi.
Non è la prima volta che la macchina dei controlli produce risultati di questo tenore. Già a fine febbraio, un’analoga operazione aveva portato all’identificazione di 87 persone e al controllo di quattro esercizi pubblici, con sanzioni che avevano coinvolto anche una discoteca nel territorio di Giove per violazioni alla normativa antincendio. Il filo conduttore è sempre lo stesso: alzare il livello di attenzione per prevenire reati e garantire la sicurezza stradale. “Non possiamo permettere che la movida diventi sinonimo di degrado o di pericolo”, è il commento che filtra dagli uffici di via Galvani.