A Terni il consiglio comunale ha approvato all'unanimità un atto di indirizzo presentato dal consigliere di Fratelli d'Italia, Marco Celestino Cecconi. Una proposta che ha trovato maggioranza e opposizione unite nel prendere una posizione di ferma condanna verso le aggressioni contro le forze dell'ordine.
Il riferimento è ai recenti fatti verificatisi a Torino che Cecconi ha definito "gravissimi" dove, ha affermato illustrando l'atto, "alcuni agenti impegnati a mantenere l’ordine e a garantire il diritto di chiunque a manifestare sono stati barbaramente aggrediti da manifestanti violenti che ne hanno messo in pericolo l’incolumità".
"Tutti gli operatori delle forze di polizia (Polizia di stato - Carabinieri - Guardia di Finanza - Polizia Penitenziaria - Polizia Locale - militari dell’esercito ) in tutte le loro rispettive attività e compiti di istituto rappresentano lo Stato" ha sottolineato il consigliere specificando che "ogni aggressione a operatori dello Stato è pariteticamente un’aggressione allo Stato stesso".
Con l'atto il consiglio, il sindaco e la giunta si sono impegnati "a condannare ogni aggressione a chi rappresenta lo stato nello svolgimento dei propri compiti di istituto".
Una posizione netta che intende ribadire che "la città di Terni condanna ogni forma di violenza a danno delle forze dell’ordine e dei militari tutti che operano in nome e per conto dello Stato". L'atto è stato approvato all'unanimità nella seduta di lunedì 9 febbraio.
Nella capitale piemontese all'alba dello scorso 18 dicembre lo storico centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita, 47 è stato sgomberato dopo quasi trent'anni di occupazione. Nato nel 1996 in un edificio di Borgo Vanchiglia, da gennaio 2024 era partito anche un patto di collaborazione con il Comune per avviare un percorso di co-gestione.
Contro lo sgombero voluto dal Governo Meloni il 31 gennaio a Torino si è tenuta un'imponente manifestazione a cui hanno preso parte almeno 20mila persone provenienti dall'Italia e dall'estero, soprattutto dalla Francia. Nella prima parte della giornata i cortei si sono svolti pacificamente ma intorno alle 18 un gruppo da circa 500 persone si è staccato dal corteo principale raggiungendo corso Regina Margherita dove per oltre due ore è andata avanti una vera e propria guerriglia urbana. Le cronache riportano di oltre cento i feriti tra manifestanti e forze dell'ordine più danni importanti ai negozi e alle auto nel quartiere.
Durante gli scontri un agente del reparto Mobile di Padova, Alessandro Calista, 29 anni, originario del pescarese, sposato e padre di un figlio, è stato aggredito da un gruppo di giovani incappucciati che prima l'hanno accerchiato e poi colpito con pugni, calci e colpi di martello. Il poliziotto è riuscito a salvarsi solo grazie all'intervento di alcuni colleghi mentre l'aggressione è stata ripresa anche da un cronista.
Calista ha riportato contusioni multiple e una ferita alla coscia sinistra. La Digos ha subito avviato le indagini mettendo al vaglio centinaia di ore di filmati, tra telecamere di videosorveglianza e amatoriali. Per l'aggressione contro Calista è stato arrestato a Torino un giovane di 22 anni originario del grossetano, Alessandro Simionato, ritenuto uno dei presunti autori.
Calista e altri agenti sono stati ricoverati in ospedale dove la premier Giorgia Meloni si è recata a far loro visita. "Questi non sono manifestanti - ha commentato -. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio".