27 May, 2026 - 19:00

Terni, Bandecchi festeggia dopo i dividendi ASM : "Soldi al Comune senza mettere le mani in tasca ai cittadini e ora la TARIC"

Terni, Bandecchi festeggia dopo i dividendi ASM : "Soldi al Comune senza mettere le mani in tasca ai cittadini e ora la TARIC"

Per la prima volta in un quarto di secolo, il Comune di Terni incassa un dividendo dalla propria società partecipata. L’annuncio, affidato a un video su Instagram, porta la firma del sindaco Stefano Bandecchi, che rivendica con toni trionfali il risultato: 1,6 milioni di euro entreranno nelle casse di Palazzo Spada senza che sia stato toccato il costo della raccolta rifiuti per i cittadini. Un evento che mancava “da vent’anni, mi dicono, forse venticinque”, come sottolinea lo stesso primo cittadino, e che ora riapre il confronto sulla governance della multiutility e sul futuro della tariffa corrispettiva dei rifiuti, la Taric.

La decisione del sindaco e il dividendo che a Terni non si vedeva da un quarto di secolo

A dare i numeri è lo stesso Bandecchi, con un post celebrativo e che sottolinea l'importante risultato raggiunto: “Cari signori, soldi per il Comune di Terni, che non arrivavano da vent’anni, mi dicono, forse venticinque. Praticamente ASM erano secoli che non divideva dei soldi, non divideva degli utili”. Il bilancio 2025 di ASM Terni, la società che gestisce servizi essenziali come igiene urbana, illuminazione pubblica e, in prospettiva, la partita del gas, si è chiuso con un utile di 5,8 milioni di euro. Un dato che il sindaco rivendica come frutto di una gestione oculata: “Quest’anno, per la prima volta, e senza aver aumentato le tasse della raccolta dei rifiuti, uno dei pochi comuni ad aver fatto questo in tutta Italia e l’unico ad averlo fatto in Umbria, tante discussioni e tante chiacchiere, 5,8 milioni di euro è stato l’utile con il quale ha chiuso l’ASM, senza nessun aggravio per i cittadini ternani”.

La scelta di distribuire una parte di quell’utile, per la precisione 3 milioni di euro, è stata - parole del primo cittadino - “per mia volontà”. Una decisione che ha permesso al Comune di incassare 1,6 milioni di euro, la quota proporzionale alla partecipazione detenuta da Palazzo Spada, in un’azienda che vede come socio industriale di riferimento Acea. Un risultato che il sindaco rivendica con un’insistenza quasi performativa, al limite della provocazione: “Così tanto per dire che chi è bravo è bravo, ma io sono bravo, bravo, bravo”.

Tra Taric e patti parasociali: la richiesta di un Comune protagonista e il cauto ottimismo del presidente Cardinali

Se il dividendo è la notizia immediata, il dossier politico-amministrativo che si riapre è quello della governance e della capacità del Comune di incidere sulle scelte strategiche della società. A metterlo nero su bianco è l’assessore alle Partecipate, Michela Bordoni, che sposta l’attenzione su un nodo cruciale per i bilanci delle famiglie ternane: la Taric, la tariffa corrispettiva sui rifiuti che dal 2026 dovrà coprire integralmente i costi del servizio.

“Questo tema diventa ancora più evidente sulla partita Taric. Parallelamente al lavoro che Auri e la società stanno svolgendo sul sistema tariffario e sul tributo corrispettivo, sia necessario aprire una riflessione seria anche sulla governance futura e sui patti parasociali, senza attendere necessariamente la loro naturale scadenza. Oggi il Comune si trova troppo spesso nella condizione di essere spettatore passivo rispetto a dinamiche economiche e partite di bilancio che incidono direttamente sui cittadini ma che, di fatto, non governa pienamente”, ha dichiarato Bordoni, fotografando una difficoltà strutturale: “E questo rende molto difficile per il Comune stesso e per il Consiglio comunale poter rispondere in maniera efficace, positiva e concreta alle esigenze della città”.

L’assessore non si limita a una denuncia, ma delinea una prospettiva di azione. L’auspicio è che “il Comune possa tornare, nel prossimo futuro, a esercitare un ruolo di indirizzo e governo più forte e più attivo, naturalmente all’interno di una logica industriale seria, moderna e competente”. Una governance, ha aggiunto, che deve poter contare su un management solido, su capacità industriali strutturate e sull’expertise che Acea può mettere a disposizione, “affinché si possa costruire un modello capace di generare vero valore pubblico”

Il dividendo ritrovato, dunque, è molto più di un numero. È il primo tassello di una partita industriale e politica che si giocherà sulla capacità del Comune di essere regista e non comparsa, mentre la città attende di capire se l’efficienza ottenuto con len ultime gestioni riuscirà a tradursi in tariffe stabili, investimenti e servizi sempre più moderni.

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Federico Zacaglioni
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