Quella degli asili nido è una delle questioni che a Terni stanno infiammando il dibattito politico in questi infuocati giorni di inizio estate. Al centro dello scontro c'è la prospettiva dell'esternalizzazione per due due strutture, ovvero il Peter Pan e quella aziendale in via Cadore, non ancora aperta. Dal Patto Avanti - Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra di Terni - si sono fin da subito opposte e chiedono all'amministrazione di operare una "scelta di responsabilità".
"La vicenda degli asili nido comunali di Terni non può più essere trattata come una semplice questione tecnica o come l’ennesima emergenza amministrativa da scaricare all’esterno" così esordiscono le forze del Patto Avanti in un comunicato sottolineando che la delibera in merito è attesa "da oltre un mese". Da poco, ricordano, a Palazzo Spada è arrivata una proposta da parte della Cooperativa Sociale ACTL rispetto alla coprogettazione per la gestione dei due nidi in questione. "È lo stesso soggetto che nelle settimane scorse aveva preso pubblicamente le distanze dall’ipotesi di assegnazione diretta. Con questa proposta si aprono oggi le condizioni per quell’assegnazione" scrivono dal Patto Avanti.
"Da questi fatti emerge un quadro chiaro: la direzione è verso l’esternalizzazione e il soggetto gestore è già individuato" aggiungono, giudicando la cosa "inaccetabile" poiché, spiegano, si tratta di "strutture ristrutturate o riqualificate con risorse pubbliche, comprese quelle del PNRR e del Piano Periferie" che verrebbero "sottratte alla gestione diretta comunale a causa di una mancata programmazione del personale".
Dure le parole verso il Comune di Terni che viene accusato di "non rafforzare la gestione pubblica dei propri nidi e di procedere verso l’esternalizzazione" con la carenza di educatrici, aggiungono, che è stata il risultato di "scelte precise" che non avrebbero tenuto conto del ricambio necessario per sostituire chi va in pensione.
"I numeri - spiegano ancora nel comunicato - dimostrano la gravità della situazione. A fronte di 173 richieste per l’accesso ai nidi comunali, i posti disponibili sono 78. Terni ha una copertura dei servizi educativi 0-2 anni ferma al 16%, mentre Perugia arriva al 52%. In una città in cui ogni anno i nati sono circa un terzo dei decessi, questi dati non possono essere derubricati a problema gestionale: sono il cuore della crisi demografica e sociale che Terni sta vivendo".
Dai partiti di centrosinistra chiedono dunque all'amministrazione di non procedere "con l’esternalizzazione dei nidi Peter Pan e Via Cadore, che venga rivisto fin da questo esercizio finanziario il piano assunzionale dell’Ente, inserendo un numero adeguato di educatrici per i bisogni delle strutture attuali e future, e che venga presentato un vero piano pubblico 0-6 per Terni".
"Serve una scelta di responsabilità verso i bambini, le famiglie e il futuro della città - concludono -. Terni non ha bisogno di scaricare sui privati la gestione dell’infanzia. Ha bisogno di un’amministrazione capace di programmare, assumere, investire e garantire servizi educativi pubblici di qualità".
Rispetto ai nidi, fuor di polemica, dal Comune di Terni un paio di settimane fa è stata annunciata l'apertura di due strutture comunali - Rataplan e La Casa di Alice - anche per il mese di luglio, come spiegato dall'assessora comunale alla Scuola, Tiziana Laudadio. Si tratta di un servizio facoltativo - 'Nido per l'estate', questo il nome - che vuole "offrire un sostengo alle famiglie e conciliare i tempi di vita e di lavoro durante il periodo estivo". Un'opportunità che è il risultato di un lavoro di squadra che ha visto insieme Comune e educatrici "che hanno collaborato per la buona riuscita dell'organizzazione" ha rimarcato l'assessora.