23 Apr, 2026 - 16:50

Terni, il rendiconto 2025 passa con 18 sì: la maggioranza tiene, Bandecchi sfida Salis e rivendica il “miracolo” dei conti

Terni, il rendiconto 2025 passa con 18 sì: la maggioranza tiene, Bandecchi sfida Salis e rivendica il “miracolo” dei conti

Il Consiglio comunale di Terni ha licenziato il rendiconto della gestione 2025 con 18 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astensione. Il segnale sulla tenuta della maggioranza arriva dopo una settimana di voci sui presunti mal di pancia interni ad Alternativa Popolare. Rumors alimentanti dalla seduta precedente sciolta per mancanza del numero legale, tra l’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione e qualche assenza di troppo tra i banchi del gruppo di maggioranza cittadino.

Un passaggio che restituisce solidità numerica all’esecutivo, dopo che a Palazzo Spada non era passata l'offensiva lanciata dal sindaco Stefano Bandecchi, con la proposta di tre commissioni d’inchiesta sui dossier Stadio-Clinica, sul nodo dei rapporti tra la famiglia Rizzo (ex proprietà della Ternana) e la Regione dell’Umbria, e sulla sanità.

Il voto sul consuntivo diventa così l’occasione per blindare - almeno per il momento - la parte finale della consiliatura e rilanciare l'azione amministrativa affidata al nuovo esecutivo, rassicurato dai numeri del bilancio ben oltre le turbolenze della cronaca politica cittadina.

“Ho sostituito una giunta eccellente”: Bandecchi e il lungo affondo sulla sindaca di Genova

Dopo essersi tolto il sassolino sulla tenuta dell’aula - il cui scioglimento nella scorsa seduta era stato accolto con soddisfazione da settori della minoranza, convinti che la coalizione non reggesse alla prova dei numeri - Bandecchi ha scelto la via della riaffermazione muscolare. E lo ha fatto con una stoccata alla sinistra nazionale. “Posso vantarmi di essere l'unico sindaco che ha mandato a casa una Giunta, sostituendola, eccellente, che dovrebbe andare a lavorare in tutti i Comuni d'Italia, compreso Genova.

Il riferimento è a Silvia Salis, la nuova prima cittadina del capoluogo ligure indicata dal sindaco ternano come la figura destinata a guidare l’intera coalizione di centrosinistra. “Evidentemente voi avete messo una sindaca che, miracolosamente da non aver fatto niente per tutta la vita, sta diventando il vostro futuro leader”, ha attaccato Bandecchi, che ha poi speso parole di riconoscimento per il personale comunale e per gli ex assessori mandati a casa due mesi fa, attribuendo loro il merito della performance contabile. Un’operazione di “discontinuità rivendicata” che prepara il terreno alla verifica degli equilibri interni alla maggioranza e alla fase due del mandato.

“Noi abbiamo smesso di sognare e abbiamo portato a terra i fatti”, ha scandito, “la città di Terni non è mai stata così ben gestita”. E ancora, rivolto direttamente ai banchi dell’opposizione: “Non avete mai amministrato, né voi a sinistra e né voi a destra. Fatevene una ragione.”

I numeri del risanamento: la relazione dell’assessore Michela Bordoni e l’azzeramento dei parametri deficitari

Il cuore amministrativo della seduta è stata la relazione dell’assessore al Bilancio Michela Bordoni, che ha illustrato i numeri del rendiconto 2025 con una ricostruzione puntuale, costruita attorno a un risultato di amministrazione che tocca quota 1,73 milioni di euro.

“Si tratta di un passaggio di particolare importanza”, ha esordito l’assessore, ricordando che il rendiconto “costituisce il momento conclusivo e sintetico del processo di programmazione e controllo”. Il dato del risultato disponibile - 1.730.348,42 euro - è stato ottenuto dopo le operazioni di riaccertamento ordinario dei residui e la determinazione finale delle risorse accantonate, vincolate e destinate agli investimenti. In un’era di finanza locale sempre più asfittica, il Comune di Terni ha potuto evitare di finanziare disavanzi, chiudendo in equilibrio senza ricorrere a misure emergenziali.

L’analisi dell’assessore ha messo in fila i seguenti dati:

  • Fondi accantonati: saliti a 87,45 milioni di euro (dagli 86,03 del precedente esercizio) per effetto dell’incremento del Fondo crediti di dubbia esigibilità, della valorizzazione del debito residuo del Fondo anticipazione liquidità e dell’iscrizione del Fondo obiettivi di finanza pubblica.

  • Spesa corrente: impegnata per circa 86 milioni di euro, in netta riduzione rispetto ai circa 100 milioni del 2024, esercizio che aveva risentito dei pagamenti ai creditori che non avevano accettato le proposte transattive dell’Organo Straordinario di Liquidazione.

  • Entrate IMU: stabili a 22 milioni di euro per l’autoliquidazione, “grazie a una lieve ripresa economica ma anche alla migliore attività di recupero coattivo effettuata dall’Ente”, ha spiegato Bordoni.

  • Fondo cassa: attestato a 81 milioni di euro al 31 dicembre 2025.

  • Indebitamento: in riduzione costante. Nel 2025 non è stato contratto nessun nuovo mutuo, in linea con un percorso avviato già nel 2023.

  • Spesa per investimenti: circa 40 milioni di euro impegnati, in aumento rispetto ai 27 milioni del 2024, con il Pnrr che spinge la fase finale della realizzazione delle opere.

  • Parametri deficitarinessuno negativo.

“Continua il percorso avviato in merito al risanamento dell’ente”, ha concluso Bordoni, evidenziando anche la verifica positiva dei rapporti debito/credito con le società partecipate, con la segnalazione solo di alcune posizioni da approfondire da parte delle direzioni competenti. Un quadro che ha retto il confronto con la complessità storica di un ente reduce da stagioni di sofferenza finanziaria.

Tra asfalti e impegno professionale: l’orgoglio della discontinuità e la scommessa sulla Terni dei prossimi mesi

Sul finire dell’intervento, Bandecchi ha alzato la posta in gioco richiamandosi agli investimenti imminenti. Stanno per essere fatte a Terni da un minimo di 300 chilometri a un massimo possibile di 570 chilometri di strade asfaltate, ha annunciato, con un mutuo di scopo che - ha garantito - finanzierà esclusivamente il piano straordinario delle pavimentazioni. “La città non è mai stata così: nei prossimi mesi avrà tutte le strade perfette”.

Poi la conclusione, tra orgoglio imprenditoriale e rinnovata sfida politica: “Ci avete descritti come scappati di casa, ma fuori di qui con la nostra attività professionale, prima di entrare in politica abbiamo creato grandi risultati. E qui, da bravi scappati di casa, abbiamo fatto cose che non sono mai state fatte in questo Comune, sicuramente negli ultimi dieci, forse quindici anni”. Una rivendicazione che, indipendentemente dalla condivisione o meno, mostra la volontà di incassare il rendiconto come piattaforma di rilancio e a tenere ben aperto il fronte con la Regione e con quella che definisce “la peggiore sinistra della storia italiana”. L’approvazione del consuntivo, per il sindaco, è il certificato politico di questa narrazione. Per l’opposizione, l’inizio di una stagione che annuncia scontri ben più aspri.

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Federico Zacaglioni
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