03 Feb, 2026 - 21:30

Terni, operazione “Alto Impatto”: avvisi orali e fogli di via per soggetti pericolosi

Terni, operazione “Alto Impatto”: avvisi orali e fogli di via per soggetti pericolosi

La sicurezza non è più solo una risposta all’emergenza, ma una strategia strutturata. A Terni, l’operazione denominata “Alto Impatto” rappresenta ormai una presenza costante e riconoscibile dell’azione dello Stato sul territorio. Un dispositivo che non si limita a interventi spot, ma che punta a presidiare le aree sensibili, monitorare i flussi e prevenire situazioni di rischio prima che degenerino. È in questa cornice che si inseriscono i più recenti servizi straordinari di controllo disposti dal Questore Abenante, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le condizioni di sicurezza e legalità sull’intero territorio provinciale.

Il modello operativo adottato si fonda su una combinazione di visibilità, capillarità e selettività. La Polizia di Stato ha intensificato le verifiche, affiancando al controllo tradizionale un’attenta attività amministrativa e di prevenzione, nella consapevolezza che il contrasto all’illegalità passa anche dalla gestione ordinata del territorio e dalla riduzione delle presenze ritenute pericolose per l’ordine pubblico.

Controlli straordinari e risultati sul campo

I numeri dell’ultima attività restituiscono la misura dell’impegno messo in campo. Nel corso dei controlli sono state identificate 113 persone. Di queste, 34 risultano con precedenti di polizia, mentre 24 sono cittadini stranieri, in larga parte provenienti da Paesi extra Unione Europea. Un dato che evidenzia come l’azione delle forze dell’ordine sia mirata a intercettare contesti potenzialmente critici, senza trascurare la dimensione del controllo diffuso.

L’attività si è estesa anche alla circolazione stradale, con 68 veicoli sottoposti a verifica e tre violazioni al Codice della Strada contestate. Un aspetto tutt’altro che marginale, perché la sicurezza urbana passa anche dal rispetto delle regole sulla strada. Sotto la lente della Polizia sono finiti inoltre due esercizi pubblici, entrambi risultati in regola, a conferma di un approccio che non criminalizza, ma vigila e tutela chi opera correttamente.

Sul piano amministrativo e dell’immigrazione, l’operazione ha prodotto provvedimenti significativi: la revoca di un permesso di soggiorno e la notifica di un rigetto della protezione internazionale. Atti che rientrano in un percorso normativo preciso e che sottolineano il ruolo centrale della Polizia di Stato anche nella gestione delle procedure legate alla permanenza sul territorio nazionale.

Particolarmente rilevante l’intervento che ha portato all’accompagnamento presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio di un cittadino tunisino di circa vent’anni. L’uomo si trovava in posizione irregolare ed era gravato da numerosi precedenti penali e di polizia, anche per reati di estrema gravità: tra questi un tentato omicidio nei confronti di un connazionale, oltre a ricettazione, furto aggravato, porto abusivo di armi e false attestazioni sull’identità personale. Un caso emblematico che mostra come l’operazione “Alto Impatto” miri a intervenire con decisione nei confronti delle situazioni più pericolose.

Prevenzione, fogli di via e il ruolo del Centro di Permanenza per il Rimpatrio

Accanto ai controlli, un pilastro fondamentale dell’operazione è rappresentato dalle misure di prevenzione personale. Il Questore ha adottato provvedimenti mirati, emettendo avvisi orali nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi e fogli di via obbligatori, con divieto di ritorno per tre anni, nei confronti di persone non residenti. Si tratta di individui gravati da precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, in materia di stupefacenti e contro la persona, la cui presenza è stata ritenuta pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza pubblica. Misure che non puniscono, ma prevengono, agendo prima che le situazioni degenerino.

Cos’è il Centro di Permanenza per il Rimpatrio

Il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) è una struttura prevista dall’ordinamento italiano per la gestione dei cittadini stranieri presenti irregolarmente sul territorio nazionale e destinatari di un provvedimento di espulsione. Non si tratta di un carcere, ma di un luogo di trattenimento amministrativo, finalizzato a consentire alle autorità di completare le procedure necessarie al rimpatrio nel Paese di origine.

Nei CPR vengono accolti cittadini stranieri che non possono essere immediatamente rimpatriati per ragioni tecniche o organizzative, come l’assenza di documenti validi o la necessità di coordinamento con le autorità consolari. Il trattenimento avviene sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria e ha una durata limitata nel tempo, stabilita dalla legge, con l’obiettivo esclusivo di rendere effettivo il rimpatrio.

All’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono garantiti servizi essenziali, assistenza sanitaria e la tutela dei diritti fondamentali della persona, sotto la supervisione delle autorità competenti. La gestione è sottoposta a controlli e verifiche, proprio per assicurare il rispetto delle norme e delle condizioni di dignità previste dall’ordinamento.

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Lorenzo Farneti
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