Dal “caso Collescipoli” si è scivolati in pochi minuti dal terreno del merito amministrativo a quello dello scontro politico frontale, fino alle accuse di sessismo rivolte al consigliere del gruppo misto Guido Verdecchia. Il dibattito sul futuro del borgo, già segnato dalla bocciatura dei “Borghi più belli d’Italia” per degrado, abbandono commerciale e mancanza di manutenzione, è diventato il detonatore di una tensione che attraversa da settimane il rapporto tra maggioranza bandecchiana e l’ex capogruppo di Alternativa Popolare. Un clima di reciproca tensione, che sfiora il risentimento, ha portato alla deflagrazione di oggi, con un’espulsione dall’aula e una serie di botta e risposta a colpi di social.
La seduta si accende quando Verdecchia presenta un atto di indirizzo per chiedere un “piano straordinario di salvaguardia” e imputa all’incuria dell’amministrazione il colpo d’immagine subito da Collescipoli, esclusa dal club nazionale dopo un sopralluogo che avrebbe trovato il borgo sporco, disorganizzato e senza il minimo decoro urbano. Sul fronte opposto il sindaco Stefano Bandecchi, che definisce l’iniziativa un’operazione demagogica, scarica sulle precedenti giunte quarant’anni di degrado e arriva a dire che in quelle condizioni lui Collescipoli non lo avrebbe nemmeno candidato tra i borghi più belli d’Italia, promettendo però che gli interventi di recupero sono già nei piani di Palazzo Spada. In mezzo, la richiesta di voto per appello nominale, il no della maggioranza con 17 voti contrari e 11 favorevoli e un clima che, dal borgo, si sposta sul modo in cui si governa e si discute in consiglio comunale.

Il momento di massima tensione, culminato con l’espulsione di Verdecchia, si è verificato poco dopo la bocciatura dell’atto, durante una discussione procedurale. La maggioranza aveva chiesto di invertire l’ordine del giorno per anticipare la votazione di altri punti. Verdecchia ha preso la parola per contestare i criteri con cui la maggioranza decideva l’ordine dei lavori, ma è stato interrotto dalla Presidente del Consiglio Comunale, Sara Francescangeli. Di fronte all’interruzione, Verdecchia si è rivolto alla Presidente affermando che il suo comportamento “si commenta da sola”.
Questa espressione ha scatenato la reazione della Presidente Francescangeli, che ha ritenuto la frase un grave affronto e un “oltraggio a pubblico ufficiale”. Lo scontro ha visto la Presidente replicare duramente: “Io non le consento di dire una cosa del genere, si commenta da sola, lei lo dice a sua moglie, a sua sorella, a chi le pare. Ma non al presidente del Consiglio comunale”. Subito dopo questa forte reprimenda, accusandolo di interrompere i lavori del consiglio, la Presidente ha intimato: “Consigliere Verdecchia la invito ad allontanarsi dall’aula”, decretandone di fatto l’espulsione.
La versione di Sara Francescangeli, diffusa in una dichiarazione ufficiale, è un atto di accusa verso l'ex capogruppo di Alternativa Popolare: “Dal consigliere Guido Verdecchia oggi sono arrivate parole irriguardose nei confronti della presidenza del consiglio comunale. E non è neanche la prima volta. Il consigliere ha sostenuto che la sottoscritta conduce i lavori del consiglio comunale prendendo disposizioni dal sindaco. Verdecchia è stato invitato a tenere un comportamento più rispettoso della presidenza che rappresenta un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni. A fronte di questo richiamo il consigliere comunale ha continuato ad avere un atteggiamento irrispettoso arrivando a dire ‘Lei si commenta da sola’. Una frase assolutamente sessista e autoritaria seguita da altre intemperanze. Al culmine delle quali ho invitato il consigliere a lasciare l’aula”.
La reazione di Guido Verdecchia è immediata e altrettanto dura. Attraverso un comunicato stampa, il consigliere del gruppo misto ha respinto al mittente ogni accusa, parlando di una “manipolazione della realtà” orchestrata ai suoi danni. “Basta strumentalizzazioni: la verità sul consiglio comunale di oggi”, ha esordito Verdecchia, che ha poi ricostruito la sua versione: “In risposta al comunicato diffuso dalla presidente del Consiglio Comunale, sento il dovere di ristabilire con estrema fermezza la verità dei fatti, agendo non solo per tutelare la mia onorabilità, ma anche per denunciare un uso distorto e strumentale delle istituzioni. Quanto accaduto oggi in aula rappresenta un pericoloso precedente di manipolazione della realtà: l'espressione da me pronunciata, ‘si commenta da solo’, è stata infatti artatamente decontestualizzata per costruire un’accusa di sessismo totalmente infondata e priva di qualsiasi riscontro logico”.
Secondo Verdecchia, la frase era unicamente rivolta all’“atto d’imperio con cui la presidente ha deciso, in modo del tutto arbitrario e senza che vi fosse stata alcuna violazione del regolamento da parte mia, di togliermi la parola durante l'esposizione”. Per il consigliere, trasformare una legittima protesta in un attacco discriminatorio è “un’operazione di un’arroganza inaudita, un maldestro tentativo di vittimismo politico che mira esclusivamente a distogliere l'attenzione pubblica da una gestione autoritaria e parziale dei lavori consiliari”.
Il consigliere ha poi alzato il tiro, sottolineando quella che a suo dire è una palese disparità di trattamento. “È infatti intollerabile che, mentre si tenta di criminalizzare una critica procedurale, si resti in un silenzio complice e passivo di fronte alle parole del sindaco, il quale ha impunemente affermato che a Terni vi siano più drogati che persone normali. Di fronte a un’offesa così volgare e degradante verso l’intera cittadinanza, la presidenza non ha mosso alcun rilievo, non ha applicato alcun richiamo regolamentare né ha ritenuto di dover intervenire a tutela della dignità della città”.
Sul fronte opposto, il sindaco Stefano Bandecchi ha usato i social network per schierarsi senza tentennamenti al fianco di Sara Francescangeli, trasformando l’episodio in un caso politico di portata nazionale. In un video pubblicato su Instagram, il leader di Terni Civica ha espresso “la mia piena solidarietà alla Presidente del Consiglio Comunale di Terni, che oggi è stata attaccata in maniera sessista da un esponente iscritto a Forza Italia, ma non facente parte del gruppo di Forza Italia all'interno del Comune. Un esponente estremamente saccente che però poi, con un atteggiamento arrogante e, ripeto, estremamente sessista, si è rivolto in maniera sgradevole alla Presidente del Consiglio Comunale, che ha tutta la mia solidarietà”.
Bandecchi non si è limitato alla condanna, ma ha aggiunto una stoccata personale al consigliere: “E poi lo sgradevole dovrei essere io. Vedete, almeno io da vantaggio mi ho, che sono anche intelligente, parecchio intelligente, invece alcuni altri non hanno nemmeno questa caratteristica. E poi io non sono mai stato sgradevole con una donna”.
Il caso ha aperto anche un fronte interno al centrodestra. A intervenire è stato Francesco Ferranti, capogruppo di Forza Italia, che ha preso le distanze dal metodo di Verdecchia pur non condividendo l’accusa di sessismo. Ferranti ha ricordato un precedente che getta un’ombra lunga sul comportamento del consigliere: “Quanto avvenuto oggi in consiglio comunale rappresenta un episodio di particolare gravità, non solo per la mancanza di rispetto all’istituzione rappresentata dal Presidente del Comune di Terni - Consiglio Comunale, seconda carica della città, ma anche per l’espressione di stampo autoritario e lesiva dell’immagine pubblica di chi svolge il mandato elettivo di consigliere comunale”.
Il capogruppo azzurro ha poi rivelato un episodio analogo occorso solo due mesi fa: “Con modalità comportamentali simili, anche io sono stato bersagliato, dal medesimo consigliere, mentre presiedevo i lavori della 4 commissione garanzia e controllo, costringendomi a sospendere la seduta, soltanto due mesi fa. Intendo esprimere solidarietà al Presidente del consiglio comunale di Terni e con decisione auspicare e invitare tutti, affinché si ritorni a comportamenti rispettosi delle istituzioni e dei cittadini ternani, sia in consiglio comunale che nelle commissioni permanenti”.