12 May, 2026 - 22:50

Terni, allarme Tribunale in Consiglio: mozione bocciata tra accuse PD-Bandecchi e tensioni politiche

Terni, allarme Tribunale in Consiglio: mozione bocciata tra accuse PD-Bandecchi e tensioni politiche

Se fosse stato un maggio qualsiasi, senza la Ternana che sprofonda tra i dilettanti e senza il tentato femminicidio di Stroncone a occupare le prime pagine della cronaca nazionale, la reazione di Stefano Bandecchi alla mozione del Pd sul futuro del Tribunale di Terni avrebbe aperto con i titoloni i giornali locali per giorni. Invece no.

Il Consiglio Comunale della città dell’acciaio ha vissuto un pomeriggio di fuoco, con il sindaco che si è arreso con sarcasmo all’Associazione Nazionale Magistrati e il PD che ha cercato di ottenere un voto largo per chiedere la salvaguardia del Tribunale ternano, ma lo scontro politico si è spento quasi subito. Complice un’agenda già satura di tensioni e il fatto che la proposta dell’ANM di tagliare la sede giudiziaria ternana era stata archiviata dal governo già da qualche settimana. In aula è rimasto il tono provocatorio del primo cittadino, fuori solo un comunicato del gruppo Pd. E tre soli voti favorevoli su venti.

Il sindaco Bandecchi: "Contro i magistrati non mi metto" e la frase choc che l'ha fatto richiamare all’ordine

Tutto nasce da un atto di indirizzo firmato dai consiglieri di minoranza del centrosinistra – Pd, Movimento 5 Stelle e Gruppo Misto – che chiedeva al Comune di opporsi formalmente alla proposta dell’Associazione Nazionale Magistrati di riordinare gli uffici giudiziari, ipotesi che secondo l’Ordine degli Avvocati di Terni metteva a rischio la sopravvivenza stessa del Tribunale. I proponenti, tra cui il consigliere Spinelli del Pd, hanno definito il Tribunale “un presidio irrinunciabile di legalità per l’Umbria meridionale”, avvertendo che un’eventuale soppressione avrebbe generato ritardi cronici, costi insostenibili per i cittadini e un sovraccarico letale per la sede di Perugia.

Ma quando è arrivato il momento di rispondere, Stefano Bandecchi ha spiazzato tutti. Il sindaco non ha detto “difenderemo il Tribunale” né ha cercato una mediazione. Ha invece annunciato voto contrario, motivandolo con una ironica resa preventiva di fronte al potere della magistratura.

Io sinceramente penso che non ci si possa mettere contro l’Associazione Nazionale Magistrati” ha dichiarato in aula, accusando l'associazione di categoria di avere “un potere politico ed elettorale smisurato” e di mancare di imparzialità. Poi, con il linguaggio colorito che lo ha reso celebre (e che gli è valso un richiamo all’ordine dal presidente del Consiglio), ha avvertito i presenti: “Non vi mettete contro l’associazione magistrati che vi fanno un c... a strisce”.

Bandecchi ha completato la sua performance con un tono di rassegnazione polemica: “Io personalmente voterò contro e lascio alla mia maggioranza la libertà di scegliere”. Una provocazione, insomma, vestita da resa. E

Le rassicurazioni del centrodestra: "Nessun piano del governo". E il voto affonda la mozione (3 favorevoli)

A smorzare l’allarme è intervenuto Marco Cecconi di Fratelli d’Italia, che ha fornito una lettura tecnica destinata a ridimensionare la vicenda. Secondo Cecconi, la proposta dell’ANM è un’iniziativa autonoma dell’associazione dei magistrati, “non riflette in alcun modo le reali intenzioni o i progetti del governo nazionale”. E ha spiegato un meccanismo giudiziario fondamentale: perché possa esistere la Corte d’Appello di Perugia, servono almeno tre tribunali attivi in regione – ovvero Perugia, Spoleto e Terni. Chiudere il Tribunale di Terni comporterebbe la caduta dell’intera Corte d’Appello umbra, un’ipotesi “del tutto irrealistica”.

Il vero problema, per Cecconi, è semmai la grave carenza di personale, magistrati e addetti alle cancellerie, causata dal blocco del turnover. “L’allarme è fuori luogo e inattuale” ha concluso, annunciando voto contrario alla mozione.

A complicare il quadro ci ha pensato Massimo Francucci di Alternativa Popolare, che ha attaccato le opposizioni per incoerenza: solo una settimana prima, ha ricordato, i consiglieri si erano rifiutati di discutere di una possibile chiusura delle sedi dell’Asl definendola “ipotetica”, mentre oggi chiedevano la mobilitazione del Comune sulla base di un “articoletto” dell’ANM. Una frecciata che ha fatto infuriare Spinelli del Pd, il quale ha replicato secco: “Non è un articolo di giornale, è una nota ufficiale nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati che ha generato forte preoccupazione in tutta Italia e tra gli avvocati”.

Alla fine, nonostante le speranze della minoranza di fare fronte comune, l’atto di indirizzo è stato respinto con 17 voti contrari e solo 3 favorevoli.  Il comunicato del gruppo Pd arrivato a freddo ha provato a tenere accesa la miccia: “Per il tribunale di Terni, il sindaco e la maggioranza voltano le spalle alla città e non contrastano la proposta dell’Anm. Desta stupore e profonda preoccupazione l'esito del voto in Consiglio Comunale e l'atteggiamento del sindaco Bandecchi e della sua maggioranza. Con un voto contrario incomprensibile, l’amministrazione ha deciso di bocciare l'atto di indirizzo presentato dai gruppi Pd, M5s e misto che chiedeva un impegno formale per scongiurare il rischio di soppressione del Tribunale di Terni”.

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Federico Zacaglioni
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