Terni, doppia emergenza sotto la lente della rappresentante del Viminale. Controlli a tappeto per fermare i “maranza” e tavolo permanente per il personale sanitario aggredito.
Quello che il prefetto Antonietta Orlando vuole evitare è che ci sia la percezione di una città sotto assedio a causa degli episodi di cronaca. Per questo oggi ha portato all’attenzione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica il fenomeno che colpisce la vita quotidiana dei cittadini e l’incolumità di chi dovrebbe curarli. Da una parte, la recrudescenza degli agguati dei cosiddetti “Maranza”, bande di giovanissimi – spesso immigrati di seconda generazione o provenienti dai Paesi del Maghreb – che replicano modelli metropolitani seminando paura nei luoghi di ritrovo, dai gradoni di via della Rinascita a corso Vecchio, passando per l’area di via Fratti davanti al Liceo Classico. Dall’altra, l’altro fronte caldo che non si placa: le aggressioni al personale medico e paramedico del Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Maria”, un’emergenza nazionale che qui, nonostante i protocolli, continua a bucare la cronaca.
Due emergenze parallele che hanno spinto il vertice di governo del territorio a convocare tutte le forze in campo, dalla Questura alle amministrazioni locali, passando per la sanità. Con un obiettivo dichiarato: passare dalle riunioni alla presenza sul campo e a protocolli esecutivi.

Controlli serrati nelle piazze della movida: la strategia per spezzare la rete dei “maranza”
Il punto di partenza è la constatazione di una vulnerabilità. Nonostante l’aumento degli impianti di videosorveglianza e la percezione di un presidio, gli episodi di violenza e microcriminalità, come la recente rapina in via Fratti che ha portato all’arresto di due minori, hanno suonato un campanello d’allarme troppo forte per essere ignorato. La risposta, come annunciato dal prefetto Orlando, sarà un’ulteriore intensificazione dei servizi di controllo interforze, già attivi con pattuglie congiunte di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.
"I servizi specifici nelle zone della movida proseguiranno e saranno ulteriormente intensificati, con particolare attenzione alle aree attigue ai locali di intrattenimento aperti fino a tarda ora" ha dichiarato il prefetto Orlando. Il modello è quello dell’“alto impatto”: presidi fissi e vigilanza dinamica non solo per una questione di ordine pubblico, ma per un’azione a 360 gradi. "Le operazioni ad alto impatto consentono un controllo più incisivo del territorio per contrastare lo spaccio, verificare la sicurezza dei locali, tutelare i minori, garantire maggiore sicurezza stradale e prevenire risse e danneggiamenti".
Una strategia che mira a spezzare la rete di opportunità e illegalità in cui si muovono questi gruppi, puntando a essere deterrente e repressiva insieme. L’obiettivo non è solo sanzionare, ma prevenire, restituendo quelle aree – da via della Rinascita a corso Vecchio – alla normale fruizione.

Il Tavolo permanente per le aggressioni in ospedale: formazione e repressione per proteggere i camici bianchi
Se le strade sono un fronte, l’ospedale è l’altro. Il Protocollo d’intesa siglato lo scorso 25 novembre tra Prefettura, Regione Umbria e Azienda Ospedaliera non è stato sufficiente a fermare gli episodi di violenza, culminati nei disordini di fine anno al Pronto Soccorso. Per questo, nel corso del Comitato, sono stati formalmente avviati i lavori del Tavolo permanente di coordinamento previsto da quell’accordo.

La presenza in sala dei rappresentanti della Direzione Regionale Salute e del Presidente dell’Ordine dei Medici di Terni ha segnato un passaggio cruciale: la sicurezza sanitaria è un problema di sistema che richiede risposte integrate. Il Tavolo non sarà un luogo di sola discussione, ma dovrà monitorare costantemente l’attuazione delle misure e promuovere percorsi formativi mirati per il personale, insegnando tecniche di de-escalation e gestione delle situazioni critiche, affiancati dall’azione repressiva delle forze dell’ordine.
"La sicurezza degli operatori sanitari è una priorità che richiede la piena collaborazione di tutte le istituzioni" ha tagliato corto il prefetto Orlando. "La Prefettura continuerà a promuovere riunioni di coordinamento delle Forze di Polizia e del Comitato provinciale per affrontare tempestivamente le criticità segnalate". Una promessa che suona come un impegno a non abbassare la guardia, con la possibilità di adottare ulteriori misure se il monitoraggio lo richiederà.
A Terni, dunque, si prova a scrivere un doppio copione di risposta a due fenomeni di violenza diversi, ma ugualmente destabilizzanti. Con la consapevolezza che nessun protocollo, da solo, basta. Servono occhi sulle strade e un presidio dentro le mura dell’ospedale. La partita è aperta.