Nella notte fra 30 e 31 dicembre scorsi si è verificata una ennesima aggressione contro il personale sanitario. L'episodio è avvenuto all'interno del Pronto Soccorso del Santa Maria di Terni dove un uomo ha aggredito sia verbalmente che fisicamente medici e infermieri, dopo che gli era stato impedito di accedere ai locali interni per raggiungere un familiare. Sulla questione è intervenuto l'Ordine delle Professioni Infermieristiche chiedendo la massima attenzione su fatti di questo tipo e anche la direzione del Santa Maria ha duramente condannato l'accaduto.
L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, in un suo comunicato, ha ribadito "con fermezza il proprio impegno nel contrasto a ogni forma di violenza contro gli operatori sanitari".
La direzione ha reso noto che nell'aggressione dei giorni scorsi sono stati coinvolti undici operatori, tra medici e infermieri del Pronto Soccorso, minacciati verbalmente fino alle minacce di morte e aggrediti fisicamente dall'uomo che ha fatto irruzione nell’ambulatorio della sala rossa, dove si trovava la madre. "Nel tentativo di invitarlo ad uscire da un’area riservata all’attività clinica in emergenza, quando il tempo è oro per la salvezza del malato, il personale sanitario è stato oggetto di aggressione fisica e di minacce di morte" riferisce la nota.
Esprimendo piena solidarietà e vicinanza agli operatori coinvolti e condannando con decisione ogni atto di violenza, il Direttore Generale, Andrea Casciari, ha ricordato come negli ultimi mesi siano state attivate "numerose iniziative concrete per la tutela del personale".
In questo contesto, di particolare rilevanza è l'accordo sottoscritto a novembre scorso con la Prefettura, il primo di questo genere in Umbria. Il protocollo è nato allo scopo di prevenire gli episodi di aggressione o di violenza a danno dei lavoratori dell’azienda ospedaliera, nel corso dello svolgimento delle proprie attività lavorative. "L’obiettivo dell’accordo - ricorda la direzione - è promuovere la diffusione di una politica di tolleranza zero verso gli atti di violenza, fisica o verbale, nonché la realizzazione di una specifica formazione del personale medico, sanitario e socio-sanitario".
L'altro accordo sottoscritto dalla direzione è quello con la Questura di Terni che ha introdotto percorsi di formazione specifica rivolti agli operatori sanitari sulla prevenzione delle aggressioni e sull’autodifesa, oltre all’attivazione di una linea telefonica diretta con la Questura stessa per richiedere interventi immediati in caso di necessità. Ai due protocolli si aggiungo il posto fisso di Polizia attivo all'interno del nosocomio e il servizio di vigilanza armata attivo 24 ore su 24.
Infine, anche il Santa Maria ha aderito alla campagna regionale contro la violenza sugli operatori sanitari, promossa dalla Regione Umbria, "con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e utenti sul rispetto dovuto a chi ogni giorno lavora per garantire cure e assistenza".
Negli ultimi dieci anni il fenomeno delle aggressioni fisiche e verbali contro il personale sanitario e socio-sanitario ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza. I dati ufficiali mostrano numeri in costante aumento, tanto nei Pronto Soccorso quanto nei reparti di degenza, dove le vittime sono coloro che in prima linea si prendono cura dei malati.
"La violenza contro chi lavora in corsia è inaccettabile - ha sottolineato Casciari -. Episodi come questo rafforzano la nostra determinazione nel proseguire e potenziare tutte le azioni di prevenzione, formazione e sicurezza. Proteggere i nostri operatori significa tutelare il diritto alla cura di tutti i cittadini".
L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ha voluto anche in questa occasione ribadire che "continuerà a lavorare in stretta collaborazione con le istituzioni e le forze dell’ordine per garantire ambienti di lavoro sicuri, nel rispetto dei professionisti della salute e dei pazienti".