04 Jun, 2026 - 12:41

Ternana Women, Vergani: "Prima di formare calciatrici vogliamo formare persone". Il settore giovanile rossoverde cresce e guarda al futuro

Ternana Women, Vergani: "Prima di formare calciatrici vogliamo formare persone". Il settore giovanile rossoverde cresce e guarda al futuro

La crescita della Ternana Women non passa soltanto attraverso i risultati ottenuti dalla prima squadra. Dietro il consolidamento del progetto rossoverde c'è un lavoro quotidiano che parte dal settore giovanile, considerato uno dei pilastri fondamentali per costruire il futuro del club. Un percorso che negli ultimi anni ha permesso a numerose ragazze di maturare dal punto di vista tecnico, umano e caratteriale, fino ad arrivare alle porte della prima squadra e delle Nazionali giovanili.

La filosofia della società è chiara: il risultato sportivo rappresenta una conseguenza di un processo educativo più ampio. L'obiettivo principale non è soltanto formare calciatrici competitive, ma accompagnare le giovani atlete nella crescita personale, scolastica e sociale. Una visione moderna che sta portando frutti concreti e che trova conferma nelle parole del responsabile del settore giovanile rossoverde, Lorenzo Vergani, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tag24 Umbria.

L'attenzione al percorso formativo delle ragazze emerge sempre più come uno degli elementi distintivi della Ternana Women. In un calcio femminile italiano in continua evoluzione, il club rossoverde sta costruendo basi solide per il futuro, investendo sulle giovani e creando un ambiente capace di accompagnarle nella crescita sotto ogni punto di vista.

Vergani: "La nostra sfida è formare persone prima ancora che atlete"

Alla domanda sulle principali sfide che una società come la Ternana Women deve affrontare nello sviluppo del settore giovanile, Vergani ha evidenziato come il lavoro non si limiti all'aspetto sportivo.

Quali sono le principali sfide che una società come la Ternana Women deve affrontare nello sviluppo del proprio settore giovanile?

"Penso che la principale sfida sia cercare di creare delle atlete ma soprattutto delle persone per bene che possano essere utili alla società sportiva in cui giocano, ma soprattutto alla società in generale. La formazione della persona è fondamentale, così come è fondamentale seguirle nel percorso scolastico. Tra i valori che cerchiamo di trasmettere ci sono sicuramente la correttezza e il senso di appartenenza, perché portare il logo di una squadra, di una società sportiva piuttosto che di un'altra ha chiaramente un peso diverso. Su questo cerchiamo di avere un focus ancora più profondo con le ragazze che arrivano dalle squadre dilettantistiche e si trovano a giocare con la Ternana Women per la prima volta in età agonistica".

Negli ultimi anni il calcio femminile in Italia è cresciuto molto: lo riscontrate anche nell'interesse delle famiglie?

"Il calcio femminile è cresciuto enormemente e, in questo percorso di sviluppo, il coinvolgimento delle famiglie è indispensabile. In Italia, infatti, fatta eccezione per alcune realtà come Roma, Juventus e poche altre società che dispongono di convitti o strutture dedicate, il supporto familiare rappresenta una componente fondamentale del percorso sportivo delle atlete.

Prendendo come esempio la Ternana Women, circa il 70% delle ragazze proviene da province limitrofe. Di conseguenza, il sostegno delle famiglie diventa essenziale non solo dal punto di vista logistico, ma anche sotto l'aspetto umano ed emotivo.

Molte ragazze escono di casa alle 7:30 del mattino, frequentano la scuola fino alle 13:30, consumano un pranzo veloce e poi si spostano con i mezzi per raggiungere il campo di allenamento. In un contesto come questo, il supporto della società e dello staff tecnico assume un ruolo determinante, affiancandosi a quello delle famiglie per garantire alle atlete le condizioni migliori per crescere, sia come calciatrici sia come persone".

Dall'esordio in Serie A alle Nazionali: il futuro del vivaio rossoverde

I risultati del lavoro svolto nel settore giovanile iniziano a essere tangibili. Alcune ragazze stanno infatti completando il percorso di crescita fino ad arrivare alla prima squadra, obiettivo che rappresenta una vittoria per l'intero progetto.

Qual è la soddisfazione più grande che ha vissuto da responsabile del settore giovanile?

"Sicuramente una delle soddisfazioni più grandi è vedere una ragazza crescere all'interno del nostro percorso e arrivare fino all'esordio in prima squadra, come è accaduto quest'anno. Bianconi, ad esempio, è arrivata in Under 15, ha completato tutto il percorso nel settore giovanile e in Primavera e, lo ammetto, mi sono emozionato quando è scesa in campo con la prima squadra. Anche se per pochi minuti, è stata la prima atleta, sotto la nostra gestione, a compiere questo percorso completo fino all'esordio.

Lo stesso vale per Miriam Cecchini, che nel finale di stagione è entrata stabilmente nel gruppo della Serie A, allenandosi con la prima squadra e collezionando diverse convocazioni. Credo siano segnali importanti.

Un altro momento che mi riempie di orgoglio è quando le ragazze vengono convocate per gli stage delle Nazionali giovanili. È bellissimo assistere a quell'istante in cui ricevono la comunicazione: nei loro occhi si leggono tutta l'emozione, la felicità e la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo importante. A volte quella gioia si trasforma anche in lacrime, ed è in quei momenti che capisci quanto siano importanti l'impegno e la passione dietro ogni risultato".

Quale sogno vorrebbe realizzare insieme al settore giovanile rossoverde?

"La soddisfazione più grande sarebbe avere un settore giovanile con un centro sportivo, la prima squadra e la scuola calcio tutti insieme nello stesso posto. Penso che questo sia il sogno di ogni dirigente".

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Lorenzo Farneti
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