La stagione è finita, ma il tempo dei bilanci alla Ternana Women dura poco. Perché nel calcio, soprattutto in una società che punta a crescere in modo strutturale, il confine tra presente e futuro praticamente non esiste. Le rossoverdi hanno archiviato la loro prima esperienza in Serie A Femminile con un decimo posto che vale molto più di quanto racconti una semplice classifica. A sette punti di distanza dalla zona retrocessione, la squadra ha centrato l'obiettivo principale della stagione: restare nella massima categoria e costruire basi solide per il futuro.
Per una neopromossa, l’impatto con la Serie A rappresenta spesso un passaggio traumatico. Livello tecnico più elevato, ritmi differenti, qualità individuali superiori e pressione costante. La Ternana Women, invece, ha mostrato progressivamente capacità di adattamento, personalità e soprattutto una precisa identità di gioco. Non è stata una stagione lineare. Ci sono stati momenti complicati, passaggi delicati e gare nelle quali la squadra ha dovuto confrontarsi con avversarie più esperte e abituate a vivere certi palcoscenici. Eppure il gruppo ha saputo reagire, evitando di perdere equilibrio nelle fasi più difficili del campionato. La vera vittoria, probabilmente, è stata proprio questa: non limitarsi a sopravvivere sportivamente, ma iniziare a costruire una mentalità da Serie A. Adesso però arriva la fase forse più delicata: quella della continuità.
Perché confermarsi è spesso più complicato che sorprendere. Una volta conquistata la categoria, infatti, cambia tutto: cambiano le aspettative, cambia la pressione e cambia anche il modo in cui gli avversari affrontano la squadra. La società del presidente Stefano Bandecchi sembra avere le idee piuttosto chiare. Il lavoro per il prossimo campionato sarebbe già iniziato, con l'obiettivo di alzare ulteriormente il livello competitivo della rosa e rendere la Ternana Women una realtà sempre più stabile del calcio femminile italiano.
Se si vuole capire quale direzione abbia deciso di seguire la Ternana Women, basta osservare quello che sta accadendo nelle categorie giovanili. Negli ultimi anni la società ha investito con continuità nella crescita del vivaio, trasformando il settore giovanile in uno degli elementi centrali della propria programmazione. Una scelta che non guarda soltanto al presente ma soprattutto ai prossimi cinque o dieci anni. I risultati, intanto, iniziano a diventare concreti.
L’Under 19 guidata da Daniel Schiavi ha recentemente conquistato la terza edizione della Lazio Cup Women, competizione riservata alle formazioni giovanili che vedeva in campo anche Lazio, Frosinone e Latina. Ma il dato che colpisce maggiormente non è soltanto la vittoria finale. È il modo con cui è arrivata.
Le giovani rossoverdi hanno chiuso il torneo con un percorso impeccabile, mostrando qualità tecniche ma soprattutto una forte capacità di adattamento alle difficoltà.
Nella gara d'esordio contro il Latina è arrivato un netto 4-1 grazie alle reti di Castellani, Lapucci, Strappetti e Anselmi. Dall'altra parte del tabellone il Frosinone ha superato la Lazio in una semifinale molto combattuta terminata 3-2.
La finale disputata a Villalba di Guidonia ha poi consegnato alle Fere il trofeo. A decidere l'ultimo atto è stata Miriam Cecchini, autrice del gol che ha permesso alla Ternana di superare il Frosinone. Ma dentro quella vittoria esiste una storia che racconta forse ancora meglio il significato di squadra.

Nel corso della prima partita, infatti, entrambe le portiere rossoverdi hanno dovuto lasciare il campo per problemi fisici. Una situazione che avrebbe potuto cambiare completamente l'equilibrio del torneo. A quel punto Daniel Schiavi ha dovuto inventare una soluzione d'emergenza. Tra i pali è finita Sara Fabiani, attaccante di ruolo.
Una scelta quasi obbligata che si è trasformata in una delle immagini simbolo del torneo. Prima nei minuti conclusivi contro il Latina, poi nell'intera finale, Fabiani ha risposto con coraggio e disponibilità, difendendo la porta senza subire reti. Sono episodi che raccontano qualcosa che va oltre il risultato. Parlano di spirito di gruppo, disponibilità e mentalità. E poi c'è un altro dettaglio che apre prospettive interessanti per il futuro: il debutto della classe 2011 Bianca Strappetti. L'ingresso nella formazione Under 19 è stato immediatamente accompagnato da un gol, un impatto che difficilmente poteva essere più positivo.
Ma i successi del vivaio non si fermano all'Under 19. Anche le Under 12 allenate da Valentina Pompili hanno lanciato un messaggio importante conquistando la prima edizione del Torneo di Calcio Femminile inserito nel 9° Memorial Andrea e Riccardo organizzato dall'ASD Real Avigliano. Le giovani rossoverdi hanno chiuso il torneo con due successi consecutivi contro Real Avigliano e Perugia, terminando al primo posto. In questo caso il valore va oltre il semplice aspetto sportivo.
Manifestazioni di questo tipo rappresentano momenti fondamentali per la crescita del movimento femminile, offrendo alle ragazze occasioni di confronto, esperienza e formazione. Perché il futuro delle rossoverd è già cominciato. E sta crescendo sui campi del vivaio.