È stata una domenica da incorniciare per la Ternana Women, che si avvicina alla pausa della Serie A Femminile nel miglior modo possibile. Due settimane di stop per lasciare spazio alle nazionali, ma soprattutto due partite che hanno cambiato volto al campionato delle rossoverdi. Prima il 3-1 nello scontro diretto contro il Genoa Women, poi il 2-2 in rimonta contro la Juventus Women campione d’Italia in carica. Sei punti sfiorati, quattro conquistati, ma soprattutto una sterzata mentale e tecnica che oggi vale il terzultimo posto e un prezioso +4 sulla zona retrocessione.
Contro il Genoa era una finale anticipata. Le liguri passano subito in vantaggio. La reazione è da squadra vera. Minuto dopo minuto, giocata dopo giocata, la Ternana Women prende campo, ritmo, fiducia. Il pareggio arriva come naturale conseguenza di una pressione costante, poi il sorpasso e il definitivo 3-1 che ribalta non solo la partita ma anche la classifica.
Ma il capolavoro vero arriva ieri al Moreno Gubbiotti di Narni. Davanti a una Juventus terza forza del campionato, abituata a lottare per lo scudetto e protagonista anche in Europa, le ragazze di Mauro Ardizzone vanno sotto di due reti in rapida successione. Due giocate di livello, due colpi da grande squadra. Sembra finita. Invece no. Perché questa Ternana Women non ha paura.
Il rigore trasformato allo scadere del primo tempo da Pirone riapre tutto. Un gol pesantissimo, che cambia l’inerzia emotiva della gara. Nella ripresa si gioca a una sola porta. La Juventus viene schiacciata nella propria metà campo, costretta a difendere dentro l’area. Le rossoverdi alzano il baricentro, vincono i duelli, creano occasioni in serie fino al meritato pareggio firmato da Pellegrino Cimò.
Dal suo arrivo dopo Natale al posto di Antonio Cincotta, Mauro Ardizzone ha lavorato soprattutto sulla testa. La squadra era giovane, la più giovane della Serie A, con tante ragazze al primo anno nella massima serie. Il talento non è mai mancato, ma il morale era basso, la classifica complicata, la pressione forte.
Nelle ultime gare si è vista una squadra diversa: aggressiva, libera mentalmente, capace di imporre il proprio ritmo anche contro avversarie di livello superiore. La Ternana Women oggi gioca un calcio equilibrato ma votato all’attacco, fatto di uno contro uno, verticalizzazioni rapide, ampiezza sugli esterni. Un calcio moderno, europeo, in linea con le ambizioni del club.
Il merito è collettivo. Dalla società, guidata dal presidente Stefano Bandecchi, che anno dopo anno sta costruendo un modello solido nel panorama del calcio femminile italiano, fino allo staff tecnico e alle giocatrici. Il lavoro quotidiano sta producendo frutti evidenti: miglior gestione dei momenti della partita, maggiore compattezza difensiva, transizioni più pulite.
La classifica ora racconta questo scenario: Roma 36, Inter 30, Juventus 28, Napoli 25, Lazio 24, Fiorentina 24, Como 23, Milan 21, Sassuolo 12, Ternana Women 11, Parma 10, Genoa 7. Le umbre sono terzultime ma fuori dalla zona retrocessione, con quattro punti di margine sull’ultimo posto.
Il campionato è ancora lungo, ma come si dice l’appetito vien mangiando. La strada intrapresa sembra quella giusta. Dopo la pausa, però, arriveranno test decisivi. Prima la trasferta contro il Como, uno step fondamentale perché finora le migliori prestazioni sono arrivate tra le mura amiche. Servirà continuità anche lontano dal Gubbiotti.
Poi due incroci che diranno molto sul futuro: il Sassuolo in casa e il Parma in trasferta. Due scontri diretti che potrebbero consolidare la posizione o riaprire tutto. La sensazione, però, è che questa Ternana Women abbia trovato la propria identità.
A Narni, contro una delle migliori squadre d’Europa, si è vista una formazione capace di dominare per un tempo intero, di tenere il pallone, di pressare alto, di non arretrare di un centimetro. È questo il segnale più forte: la crescita è tangibile, il progetto avanza, le ragazze stanno dimostrando di poter stare stabilmente in Serie A.
La pausa arriva nel momento giusto per ricaricare energie e consolidare certezze. Ma l’immagine che resta è quella di una squadra che, sotto 0-2 contro la Juventus, non ha mai smesso di crederci. E nel calcio, soprattutto nella lotta salvezza, la convinzione è spesso il primo passo verso il successo.