La Ternana Women si distingue dentro e fuori dal campo. È un momento positivo per il club del presidente Stefano Bandecchi: la vittoria dell’ultimo turno contro il Genoa Women ha permesso alle rossoverdi di lasciare l’ultimo posto e issarsi al terzultimo, a quota dieci punti, a +3 dalla zona retrocessione. Un successo voluto, cercato e ottenuto grazie alla forza del gruppo squadra che, nonostante lo svantaggio iniziale, ha ribaltato il risultato chiudendo la gara sul 3-1.
Il campionato è ancora lungo e le battaglie sportive non mancheranno. A partire dal match di domenica al “Moreno Gubbiotti” di Narni, dove arriverà una delle squadre più forti d’Italia e d’Europa: la Juventus Women campione in carica. Una sfida che misura ambizioni e crescita, ma anche consapevolezza.
Fuori dal campo, la Ternana Women continua a costruire identità e visione. Il direttore generale Isabella Cardone è stata protagonista dell’incontro “Luci di Donna”, andato in scena alla Biblioteca comunale di Terni (Bct) nell’ambito del cartellone “San Valentino ’26”. A condurre la serata la giornalista Giuliana Scorsoni, dopo il saluto istituzionale dell’assessore alla cultura Tiziana Laudadio. Con Cardone, anche la schermitrice Elena Benucci, per un confronto sul tema “Lo sport al femminile: due storie importanti”.
Cardone ha ripercorso le tappe della sua vita sportiva e professionale: “Per me il calcio era il premio per i buoni voti ottenuti a scuola. Ricordo la prima maglia, aveva l’undici sulla schiena: feci gol di testa all’esordio”. Un amore nato da bambina e coltivato con passione: “Il mio idolo era Gianluca Vialli, lo studiavo, cercavo di imitarlo nelle movenze. Poi purtroppo un giorno, giocando con i miei fratelli in pineta, mi sono fatta male al ginocchio e l’esperienza da calciatrice è finita. Ma non mi sono arresa. Di pari passo con la carriera da commercialista ho iniziato a coltivare quella da allenatrice per poi evolvermi in dirigente”.
Il passaggio chiave è stato l’incontro con il presidente Stefano Bandecchi e Paolo Tagliavento: “L’incontro con il presidente Stefano Bandecchi e Paolo Tagliavento ha rappresentato un ulteriore step. Ci siamo trovati subito, abbiamo condiviso la stessa visione. E così sono state gettate le basi di quello che è oggi la Ternana Women: una delle 12 società più importanti d’Italia”.
Parole che raccontano un percorso costruito su competenze e programmazione. E intanto il campo chiama. La vittoria contro il Genoa ha ridato ossigeno alla classifica: oggi le rossoverdi sono terzultime, a +3 dalle liguri e a +1 dal Parma. La salvezza passa anche dalla prossima sfida: “Domenica ci confronteremo sul nostro campo contro la Juventus campione in carica. Abbiamo faticato tanto per essere a questo tavolo, non vediamo l’ora di giocarci le nostre carte”.

L’incontro alla Bct è stato anche occasione per affrontare un tema centrale: i pregiudizi nello sport femminile. Cardone non ha usato giri di parole: “Quello che mi fa male è quando mi siedo ad un tavolo, si discute di calcio e gli altri partecipanti non parlano con me perché sono donna oppure, quando non ho le stesse opportunità degli uomini di sedermi a certi tavoli pur avendo maggiori competenze. Questo è l’attuale pregiudizio nel mondo dello sport al femminile”.
Una riflessione che va oltre il rettangolo verde e tocca dinamiche culturali ancora radicate. La Ternana Women, in questo senso, vuole essere modello e laboratorio. Non solo risultati, ma strutture, progetti e territorio. Al “Moreno Gubbiotti” è nato da questa stagione l’hospitality hub, uno spazio che fonde eccellenze locali e identità sportiva.
Nel dialogo con Elena Benucci è emersa la differenza tra sport individuale e di squadra: “La mia è una disciplina individuale”, ha spiegato la schermitrice, “anche se si vince e si perde tutti insieme quando saliamo in pedana per le gare a squadra”. Un parallelismo interessante con il calcio, dove il gruppo è tutto. Benucci ha raccontato anche la sua esperienza di madre e atleta: “Quando i miei figli erano piccoli me li portavo ad ogni gara, ora invece… sono loro a scegliere dove venire”.
La sua carriera è legata alla figura del maestro Carlo Carnevali, a cui oggi è intitolata la sala scherma di Narni all’interno del “Moreno Gubbiotti”. Un filo rosso che unisce sport, memoria e territorio.
Intanto la Ternana Women prepara la sfida alla Juventus. Serviranno compattezza, coraggio e quella capacità di reagire già vista contro il Genoa. Perché ribaltare una partita dopo essere andate sotto significa avere carattere. E la salvezza, in un campionato equilibrato, passa proprio da lì: dalla forza mentale prima ancora che tecnica.