13 Jan, 2026 - 13:47

Ternana, ufficiale: Carlo Mammarella sollevato dall’incarico di direttore sportivo

Ternana, ufficiale: Carlo Mammarella sollevato dall’incarico di direttore sportivo

Dopo le indiscrezioni e le conferme ufficiose emerse nei giorni scorsi, ora è arrivata anche la comunicazione formale. La Ternana ha ufficializzato la separazione da Carlo Mammarella, che non ricopre più il ruolo di direttore sportivo del club rossoverde. La società ha scelto di rendere nota la decisione attraverso un comunicato essenziale e privo di ulteriori spiegazioni, confermando così un cambio significativo all’interno dell’area dirigenziale.

Una nota asciutta che certifica la conclusione del rapporto con il dirigente. Il club si è limitato a scrivere:

“La Ternana Calcio comunica di aver sollevato dall’incarico di direttore sportivo il signor Carlo Mammarella”.

Mammarella e la Ternana: un addio che chiude un ciclo dirigenziale

Si conclude così l’avventura di Carlo Mammarella da direttore sportivo, un ruolo che nel tempo ha ricoperto con professionalità, competenza e spirito di appartenenza. La sua figura è stata centrale soprattutto negli ultimi mesi, tra i più turbolenti della storia recente rossoverde. Durante l’estate, con la società ufficialmente in vendita e un futuro che appariva sempre più incerto, Mammarella si è trovato a operare in un contesto estremamente fragile, dove ogni decisione aveva un peso specifico enorme.

Nonostante le difficoltà, è riuscito a portare avanti un lavoro complesso e poco visibile: abbassare il monte ingaggi, trovare sistemazioni anche per calciatori con scarso mercato e, parallelamente, costruire una rosa competitiva, capace di affrontare il campionato con credibilità. Un’opera di equilibrio e conoscenza del mercato, portata avanti senza clamore, ma con risultati tangibili.

Il percorso dirigenziale di Mammarella non è stato lineare. Sollevato dall’incarico il 1° aprile, era tornato ufficialmente il 29 giugno con una missione chiara: sfoltire una rosa sovradimensionata in vista della cessione del club e ricostruire quasi da zero un organico competitivo negli ultimi, concitati giorni di mercato. Dopo il ritiro aveva assunto la responsabilità tecnica delle formazioni Primavera e Under 17, prima di essere nominato direttore sportivo il 17 luglio 2024, subentrando a Stefano Capozzucca. La Ternana perde così non solo un dirigente preparato, ma anche un uomo profondamente legato all’ambiente rossoverde, uno che conosceva la piazza, le sue dinamiche e le sue fragilità. 

Coppa Italia e campionato: la Ternana si gioca il futuro sul campo

Se fuori dal rettangolo verde si consuma una separazione importante, sul campo l’attenzione è tutta rivolta alla semifinale di andata di Coppa Italia Serie C. La Ternana si appresta ad affrontare il Potenza nel primo atto di un doppio confronto che può valere molto più del semplice prestigio del trofeo. La competizione, infatti, garantisce alla vincitrice l’accesso diretto al primo turno nazionale dei playoff, evitando le fasi preliminari e assicurandosi una corsia preferenziale verso la Serie B.

Un obiettivo che assume un peso enorme alla luce dell’attuale situazione di classifica. Le Fere arrivano all’appuntamento dopo la sconfitta di Ascoli, un passo falso che le ha fatte scivolare all’undicesimo posto, fuori dalla griglia playoff. Una posizione che non rispecchia le ambizioni iniziali, ma che lascia ancora spazio alla rimonta: il campionato è lungo e gran parte del girone di ritorno deve ancora essere disputata.

Di fronte ci sarà un Potenza che nel girone C occupa il decimo posto, l’ultimo utile per accedere ai playoff, ma che attraversa un momento complicato. I lucani non vincono dalla fine di novembre e nell’ultimo turno hanno incassato una sconfitta pesante, segnale di una fase di flessione evidente. Nonostante questo, restano una squadra organizzata, con identità e qualità, capace di rendere la sfida tutt’altro che scontata.

La doppia semifinale di Coppa Italia si configura quindi come un vero crocevia stagionale. Il campo, come sempre, resta l’unico giudice: novanta minuti che possono indirizzare il futuro rossoverde e restituire slancio a una stagione che, nonostante tutto, è ancora tutta da scrivere.

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Lorenzo Farneti
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