01 Feb, 2026 - 17:22

Ternana-Torres 0-2, mister Liverani: "Mi assumo le responsabilità, chiedo scusa ai tifosi"

Ternana-Torres 0-2, mister Liverani: "Mi assumo le responsabilità, chiedo scusa ai tifosi"

La Ternana cade rovinosamente al “Liberati” contro la Torres e lo fa nel modo più doloroso possibile: perdendo 2-0 contro una squadra rimasta in dieci uomini per gran parte della gara. Una sconfitta pesante, sotto ogni punto di vista, che certifica il momento complicato dei rossoverdi, alla seconda battuta d’arresto consecutiva nel giro di pochi giorni dopo la cocente eliminazione ai calci di rigore contro il Potenza nella semifinale di Coppa Italia di Serie C. Le scorie di quella notte lucana si sono fatte sentire eccome, sia nelle gambe sia, soprattutto, nella testa.

A decidere il match sono state le reti di Diakité nel primo tempo, arrivata su calcio di rigore, e di Liviero nel finale, su una palla sanguinosamente persa dalla Ternana in fase di possesso. Un ko che pesa come un macigno anche in classifica: i rossoverdi scivolano al nono posto, perdendo terreno nella corsa alle posizioni nobili e alimentando interrogativi sul piano mentale, oltre che tattico.

Liverani in sala stampa al termine del match: “Colpa mia, non ho trasmesso l’importanza della terza partita”

Al termine del match è un Fabio Liverani visibilmente deluso quello che si presenta in conferenza stampa. L’allenatore della Ternana non cerca alibi e si assume apertamente le responsabilità di una sconfitta che definisce “brutta” sotto tutti gli aspetti.

“Non c’erano le condizioni, anche quando è iniziata, per avere questa difficoltà. La squadra credo sia partita bene, ha cercato di giocare, è andata in avanti, non abbiamo concesso niente e su una palla buttata in alto, un campanile, prendiamo un rigore. Sicuramente c’è un po’ di disattenzione, ma non avevamo concesso nulla. A prescindere dal rigore dato o no, non c’era la percezione di avere pericoli così grandi”.

Liverani individua subito uno dei nodi principali della gara: l’aspetto mentale, legato anche alle fatiche ravvicinate.

“La preoccupazione che avevo di questa partita erano le scorie, la terza partita settimanale. Avevo cercato di avvertire la squadra. Andare sotto in quella maniera non ce l’aspettavamo. Non siamo stati lucidi: c’era la situazione di creare superiorità sugli esterni per poter attaccare la porta, ma non lo abbiamo fatto con la giusta determinazione”.

Poi l’ammissione più forte, che fotografa il momento:

“Sicuramente la colpa è mia. Forse non ho fatto capire ai ragazzi quanto fosse importante la terza partita. A prescindere dalla stanchezza, era una gara da fare con intelligenza e attenzione. Sapevamo che sarebbero venuti su due volte e abbiamo fatto fare il cento per cento di quello che hanno creato”.

Il tecnico insiste sulla mancanza di qualità e maturità nella fase offensiva:

“Noi abbiamo fatto troppo poco davanti, soprattutto nelle scelte. Ci può stare un po’ di stanchezza, ma la fluidità e la lucidità dovevano essere quell’aspetto in più di maturità. Non sono riuscito in questi tre giorni: mi prendo la responsabilità di questa sconfitta perché è una sconfitta brutta”.

E non manca il pensiero ai tifosi:

“Chiedo scusa alla gente che aveva fatto anche tre giorni fa i chilometri per venire a Potenza. Nei momenti di difficoltà questa squadra è sempre ripartita. Questi tre punti ci avrebbero dato una bella classifica, ma abbiamo ancora tredici-quattordici partite e tutto il tempo per recuperare. Mi dispiace finire una settimana che aveva visto la vittoria a Carpi e la gara di Potenza, anche se persa ai rigori: oggi potevamo chiudere bene”.

Scelte, cambi e difficoltà offensive: l’analisi del tecnico rossoverde

Ampio spazio, in conferenza, anche alle scelte di formazione e alle sostituzioni, a partire dalla panchina di Capuano e dal cambio di Majer.

“Non era al cento per cento. Aveva una percezione all’adduttore che non lo lasciava sereno. Non rischio giocatori per una partita non definitiva. Non ci sono trattative di mercato per lui. Ha avuto un problema ieri pomeriggio e ho scelto io”.

Su Majer, Liverani entra nel dettaglio:

“Era stanco. È un giocatore che ho portato io in Italia, che conoscevo bene: ha fatto solo Serie A e Serie B, se lo abbiamo portato qui è perché reputiamo che sia forte. Era inattivo, ha giocato uno spezzone a Carpi e poi, dopo tre giorni, a Potenza, con trasferta, viaggio e oggi. Non era lucido, aveva un po’ di tossine”.

La scelta tattica successiva è stata quella di rendere la squadra più offensiva:

“Abbiamo pensato di mettere un giocatore più offensivo spostando Garetto. I centrocampisti dovevano essere più puliti nel far girare palla. A volte ci sono richieste in cui faccio fatica a farmi capire. Non siamo riusciti a essere lineari e veloci nel giro palla. Difficilmente dico questo, ma oggi mi viene da non dire niente ai ragazzi: la terza partita non sono riuscito a caricarla nella dovuta maniera”.

Sull’atteggiamento tattico della Torres:

“Loro si erano messi 5-3-1, avevano scelto di fare densità dentro il campo. Con Orellana e Leonardi arrivavamo a quindici-sedici metri dalla porta, con i cross di Ndrecka e Orellana che rientrava per le giocate. Secondo me il due contro due sugli esterni li faceva ampliare. Facendo il 5-3-1 hanno scelto la densità centrale, non facendoci passare”.

E ancora:

“Quando ho scelto Garetto per aprire i due e trovare i due attaccanti dentro, con Garetto che arrivava, ci concedevano l’esterno: dovevamo essere bravi nell’uno contro uno e mettere palloni dentro l’area. Se regali un rigore e una palla nostra come nel secondo gol, diventa difficile per tutti. Perdere una partita così è veramente brutto. Chiedo scusa, perché è giusto così: oggi la responsabilità è mia”.

Sull’attacco alla porta, il giudizio è netto:

“Nel primo tempo Orellana era solo davanti al portiere, tira male e cicca. Ci sono state mischie, situazioni, palla dietro e Kerrigan liscia. Andare a cercare questo oggi penso sia meno opportuno: bisogna riconoscere la giornata totalmente negativa. Nella totalità siamo mancati, non avevamo quell’aggressività e quel sangue che abbiamo sempre avuto”.

Infine, uno sguardo alla classifica e alle ambizioni da quarto posto:

“Se mi soffermo ad oggi, dico di no, ma conosco la squadra da mesi. Questa squadra sul campo ha trentasette punti, non quindici o sedici. Quindi vuol dire che potenzialità ce l’ha. Sicuramente oggi non abbiamo fatto una bella partita. Potevamo fare di più, ma forse anche di meno. Il valore di questa squadra sono i trentasette punti sul campo: ripartiamo martedì con più rabbia”.

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Lorenzo Farneti
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