Nel giorno in cui la FIGC formalizza la chiusura dell'istruttoria tecnica trasmettendo alla UEFA la documentazione acquisita entro il 31 luglio per le 13 città candidate a ospitare gli Europei 2032 - tra cui spiccano poli come Milano, Roma, Torino e Napoli -, Terni si ritrova ad osservare la mappa del grande calcio da spettatrice forzata. E con un sogno, quello del nuovo Liberati da realizzare interamente con fondi privati grazie al project financing di Stadio-Clinica, bloccato dalla politica e dai ricorsi amministrativi.
A impedire la corsa di Terni è stato il ricorso al TAR presentato dalla Regione Umbria, con la sentenza dello scorso marzo che ha congelato l'iter in attesa dell'udienza di merito fissata per settembre sul "silenzio-divieto" relativo alla realizzazione della clinica privata, la cui cessione doveva alimentare la costruzione dell'impianto.
Eppure, a fare da controcanto alle aule giudiziarie, c'è il lavoro quotidiano sul campo. L’amministratore unico di Stadium, Giuseppe Mangiarano, fa il punto sui lavori al Stadio Libero Liberati, rivendicando i passi avanti compiuti e spiegando che i recenti intoppi hanno riguardato unicamente la manutenzione ordinaria di infrastrutture a rete usurate e non revisionate da tempo. Oggi l'impianto appare pulito, la rimozione della vecchia erba è già avviata e la semina è programmata tra lunedì e martedì con l'obiettivo di garantire un terreno idoneo per l'inizio del campionato. Intervenendo sul modello finanziario dell'opera, Giuseppe Mangiarano chiarisce la struttura societaria di Stadium -partecipata al 100% dalla Ternana Calcio in liquidazione giudiziale (e di conseguenza dalal curatela fallimentare) -, spiegando la logica dei ticket legati all'uso dello stadio e dell'antistadio da parte della prima squadra e di altre realtà civiche come, ad esempio, la GRS. Sullo sfondo resta la grande partita istituzionale: per il progetto del nuovo stadio unito alla struttura sanitaria resta un percorso irreversibile. Ma c'è anche il monito che viene reiterato: lo stop - per Mangiarano - è destinato a produrre i suoi effetti anche contabili nei confronti della Regione.
Lei sostiene che i lavori allo stadio stiano procedendo bene, ma quali sono state le reali difficoltà incontrate sul campo nelle ultime settimane?
“Abbiamo avuto degli intoppi legati proprio alla manutenzione ordinaria di alcune attrezzature che, per essere pratici, erano usurate, perché erano un po' di anni che non venivano revisionate. Quindi oggi lo stadio è pulito, ed è già questa una grande conquista: l'azienda che curerà il manto erboso ha cominciato praticamente a sradicare la parte vecchia, lunedì e martedì ci sarà proprio la semina e per l'inizio del campionato avremo un buon manto, che è un miracolo.”
La sfida sul rettangolo verde del Stadio Libero Liberati rappresenta il primo test per la nuova operatività dell'impianto. Dopo stagioni segnate da sofferenze strutturali e ritardi nelle manutenzioni di fondo accumulate nell'ultima stagione con la gestione Rizzo, la bonifica complessiva delle attrezzature e l'avvio della fase di risemina del terreno da gioco segnano il passaggio verso la standardizzazione dell'infrastruttura. L'obiettivo della dirigenza è garantire la piena fruibilità del campo da gioco già per i primi impegni ufficiali della stagione sportiva, restituendo alla città una struttura rinnovata nelle componenti primarie.
Sui social e in città molti tifosi chiedono chiarezza sulla natura societaria di Stadium e sulla copertura economica dei lavori. Qual è la situazione reale?
“La Stadium è al 100% della Ternana Calcio in liquidazione giudiziale. Abbiamo approvato il bilancio con i curatori il 29 giugno ed è disponibile in Camera di Commercio. La Stadium è una società che ha un capitale di 6 milioni di euro, che non è un capitale liquido, ma il conferimento del progetto del nuovo Liberati. Ora la società, in fase di avviamento, ha contratto dei debiti perché, essendo una società che si costituisce come newco i fase di startup, parte da zero. Questi lavori sono stati realizzati attraverso l'utilizzo dell'impianto da parte delle società di calcio che pagano un ticket: la Ternana 1925 pagherà il ticket a Stadium per disputare le partite e le squadre come la GRS, faccio l'esempio, utilizzeranno l'impianto per allenarsi e pagheranno. Ovviamente non il manto erboso ma l'antistadio, pagando il ticket. Questi sono i ricavi, un po' come fanno tutte le società del territorio che affittano il loro campo e grazie a quei fitti possono utilizzare quei soldi per le loro gestioni.”
La chiarezza contabile rivendicata dalla governance dell'impianto punta a definire la perimetrazione tra le attività di utilizzo da parte della Ternana 1925 e le funzioni patrimoniali di Stadium. L'approvazione del bilancio del 29 giugno scorso rappresenta lo snodo formale per attestare la trasparenza finanziaria, basata su un modello di autosostentamento dove le tariffe d'uso dell'impianto e dell'antistadio coprono le spese correnti e la riqualificazione.
Sul fronte politico-amministrativo resta aperto il contenzioso sul progetto stadio-clinica. Qual è la posizione formale nei confronti delle istituzioni regionali?
“Una società per azioni si difende da chiunque possa creare un problema agli azionisti della Stadium. Abbiamo diffidato la Regione Umbria ma anche altri soggetti. E' nostro dovere difendere gli interessi degli azionisti di quella che è una società per azioni, del tutto privata. In questo caso la Ternana Calcio in liquidazione giudiziale, dunque la curatela fallimentare che deve garantire l'interesse dei creditori. Dopodiché ci sono i tribunali, tra poco ci saranno le prime sentenze, ma lo voglio precisare: il progetto stadio-clinica è un progetto irreversibile, cioè lo stadio a Terni è un progetto irreversibile. Magari ci abbiamo messo un po' di più, magari potevamo essere i primi in Italia e abbiamo scelto di non essere i primi in Italia, ma questo tempo, da quando è cominciato il progetto a quando verrà realizzato, con questi ritardi purtroppo peserà sui cittadini della Regione Umbria, perché la Stadium certamente questo tempo lo vorrà remunerato. Però il progetto dello stadio è irreversibile.”
La fermezza dell'amministratore unico delinea una linea d'azione che travalica la semplice vertenza urbanistica. La tesi del vertice societario individua nel binomio tra impianto sportivo e cessione del ramo d'azienda della clinica privata una procedura prevista dal PEF e determinante sul piano strategico. Per questo i ritardi procedurali - che secondo Stadium sono imputabili alle decisioni di Perugia come scritto in alcune diffide formali - si tradurranno in precise richieste di risarcimento economico e contabile nelle sedi giurisdizionali preposte.
Oggi la FIGC ha chiuso la raccolta dei dossier per 13 città candidate a Euro 2032, tra cui Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona, per 16 impianti totali. Quanto pesa non esserci?
“Un po' di rabbia ti viene quando leggi l'elenco degli stadi per gli Europei. Ci sono tante città e Terni era avanti a tutti. Era il maggio del 2025 quando siamo stati ricevuti dal ministro Andrea Abodi ed eravamo praticamente alla conclusione dell'iter: era stato bello parlare con lui e sognare perché potessimo partire. Pazienza, hanno scelto così, ma noi lo faremo”.
L’amarezza per l’opportunità mancata a livello internazionale si intreccia con il calendario della giustizia amministrativa. L'udienza di merito fissata per il prossimo 22 di settembre sul "silenzio-divieto" della Regione Umbria segnerà il passaggio decisivo per sbloccare l'impasse burocratica e - se il TAR accoglierà le tesi di Comune di Terni e Stadium - consentire l'avvio formale dei cantieri per il nuovo impianto cittadino.