12 Apr, 2026 - 11:50

Ternana e Stadio-Clinica tutti contro tutto, Bandecchi-Rizzo-Proietti: è far west nel giorno del derby

Ternana e Stadio-Clinica tutti contro tutto, Bandecchi-Rizzo-Proietti: è far west nel giorno del derby

Il progetto stadio-clinica, l’operazione che nelle intenzioni avrebbe dovuto traghettare la Ternana Calcio fuori dalle secche di una crisi finanziaria ormai cronica, è ufficialmente deragliato in una guerra di trincea fatta di carte bollate, accuse incrociate e veleni social. Nel giro di poche ore, la situazione è precipitata in un tutti contro tutti che rischia di travolgere non solo il destino sportivo del club rossoverde, ma anche le relazioni politico-istituzionali dell’Umbria.

Rizzo, la famiglia romana dell’imprenditoria sanitaria privata che a settembre 2025 era subentrata nel capitale del club, hanno risposto con un comunicato alla nota di ieri di Stefano Bandecchi“Non metteremo più un euro nella società”, è la sintesi della presa di posizione. Il dito è puntato dritto proprio contro il sindaco-imprenditore. Mentre la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, fa sapere di essere pronta a ricorrere alle vie legali per difendere l’onorabilità dell’Ente da quelle che definisce “ipotesi fantasiose”. E Bandecchi, dal canto suo, replica con l’ormai consueto registro a mezzo social, rilanciando e rivendicando la sua condotta.

La ricostruzione dei Rizzo: dal salvataggio alla guerra di nervi sul TAR

Per comprendere la portata della frattura, bisogna riavvolgere il nastro a quel 15 settembre 2025. La famiglia Rizzo, attiva nel settore della sanità privata accreditata, decise di rilevare le quote della Ternana Calcio ripianando le perdite e ricostituendo il capitale sociale. Un intervento che era legato a doppio filo a una contropartita immobiliare e sanitaria: la realizzazione di una clinica da 80 posti letto. Secondo la ricostruzione fornita dai Rizzo, quella struttura sarebbe stata il pilastro economico dell’intera operazione.

“ Alla famiglia Rizzo era stato garantito, proprio dal Sig. Bandecchi, che sarebbe stato possibile realizzare a Terni una struttura sanitaria di 80 posti letto”, si legge nel comunicato della famiglia romana, che elencala catena di contratti preliminari stipulati quel giorno tra Ternana WomenUnicusano e il ramo d’azienda relativo alla clinica, con un prezzo fissato a 14 milioni di euro. Il castello di carte ha iniziato a vacillare nell’ottobre successivo, quando la Regione Umbria presentò ricorso al TAR contro una determina dirigenziale del Comune di Terni, atto propedeutico indispensabile per la costruzione della struttura sanitaria.

Da quel momento, l’incertezza amministrativa ha innescato una reazione a catena che ha portato alla rottura del 26 marzo 2026, giorno fissato per il rogito definitivo tra Ternana Calcio e Unicusano. Secondo la versione dei Rizzo, fu proprio l'azienda riconducibile a Bandecchi a far saltare il banco, pretendendo di inserire una clausola che subordinava il trasferimento del ramo d’azienda a una sentenza definitiva favorevole, passata in giudicato, sulla realizzazione della clinica. Una condizione, scrivono i Rizzo“in danno della Ternana Calcio, pretestuosamente e deliberatamente privata della specifica plusvalenza”.

La reazione a catena: Proietti valuta la querela e Bandecchi tira dritto sui social

Oltre ad annunciare lo stop definitivo a nuovi investimenti, la famiglia Rizzo scarica l’intera responsabilità di un eventuale default societario direttamente sulla figura istituzionale del primo cittadino: “Al Sig. Bandecchi la responsabilità politica, sociale e imprenditoriale di ciò che sarà”. 

Nel frattempo, Stefania Proietti, governatrice dell'Umbria tirata in ballo da Bandecchi nella sua precedente nota stampa di replica, ha fatto sapere di non escludere “di adire le vie legali per tutelare l’immagine dell’Ente”. Un avvertimento formale che segna un’escalation significativa nello scontro tra Palazzo Donini e Palazzo Spada“La presidente invita Stefano Bandecchi a soppesare le parole e a non formulare ipotesi fantasiose che non hanno alcun riscontro oggettivo e, oltre che non veritiere, assumono contorni lesivi e diffamatori”, è il monito rivolto al Sindaco.

Ma Stefano Bandecchi, com’è nel suo stile comunicativo, non ha mostrato alcuna intenzione di indietreggiare. Anzi, la risposta è arrivata a stretto giro, affidata ai suoi canali social, con un linguaggio che mescola sarcasmo e durezza. “Ho visto che la famiglia Rizzo in un tentativo estremo di suicidio ha fatto un comunicato stampa scritto da un pescivendolo”, ha scritto il primo cittadino, liquidando la ricostruzione degli ex soci come un tentativo maldestro di giustificare “i più atti criminosi pensati dalla famiglia stessa”.

La Ternana, nel frattempo, rimane in mezzo al guado: senza più la copertura finanziaria dei Rizzo, con un progetto stadio-clinica impantanato nei ricorsi amministrativi e con una proprietà che, di fatto, è tornata a essere un rebus giuridico e finanziario. 

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