Una faglia profonda si apre nel cuore del tifo rossoverde alla vigilia dell’asta per il marchio storico. Il Centro coordinamento Ternana Clubs ha annunciato l’uscita ufficiale e irrevocabile dal Comitato dell’azionariato popolare “La Ternana siamo noi”, sancendo una frattura insanabile con il resto del direttivo dell’Associazione di Promozione Sociale.
La decisione, votata all’unanimità, arriva dopo settimane di tensioni sotterranee e accuse incrociate, culminate nella denuncia da parte del coordinamento di sistematici tentativi di strumentalizzazione politica dell’intera iniziativa. Nel mirino finiscono direttamente il Collettivo Curva Est e una parte della stessa associazione, indicati come i principali responsabili di un clima ormai ritenuto fortemente divisivo e incompatibile con lo spirito originario del progetto, nato inizialmente per salvare la Ternana in uno dei passaggi più critici e delicati della sua storia calcistica.
La scissione arriva alla vigilia di una scadenza societaria cruciale per le sorti del club. L’addio del Centro coordinamento club della Ternana, presieduto da Claudio Maggi, certifica la crisi profonda di un percorso che da settimane procedeva ormai stancamente. La campagna di raccolta fondi non è mai decollata e gli obiettivi iniziali dell'APS hanno subìto continui mutamenti in corsa, evidenziando una linea comunicativa priva di coerenza e il tentativo, rivelatosi fallimentare, di tenere insieme posizioni strutturalmente opposte. Il CCTC rivendica di aver lavorato per unire la tifoseria e scuotere il tessuto produttivo e associativo della città, ma la risposta della comunità locale è stata deludente, svuotando di fatto il significato profondo dello slogan identitario che dava il nome al comitato e lasciando spazio a frazionismi interni.

A far precipitare una situazione già ampiamente compromessa è stata la dura presa di posizione del Collettivo Curva Est. Il gruppo a cui aderiscono anche componenti del comitato aveva diffuso una nota in cui invitava i propri membri a sottoscrivere le quote dell'azionariato popolare, ma utilizzando espressioni fortemente polemiche: “Il gruppo, che fin dal principio ha avuto come obiettivo quello di una ripartenza della Ternana dall'Eccellenza come da regolamento, ha adesso invitato i suoi membri a sottoscrivere le quote dell'azionariato popolare, pur lasciando libertà di scelta. Capiamo infatti come tale decisione richieda il doversi tappare il naso dal fetore di certi individui che fanno parte del progetto (un'esigua minoranza per fortuna). Per amore dei colori rossoverdi faremo comunque questo passo. Ma pure nel caso specifico, non aspettatevi sconti da parte nostra. Saremo i primi vigilare sulla correttezza delle procedure e sulla chiarezza degli obiettivi”.
Le parole della tifoseria organizzata hanno provocato l’immediata reazione del Centro coordinamento. Il direttivo ha bollato la nota della Curva Est come un testo “dallo stile che qualifica innanzitutto gli estensori e dal contenuto farneticante, ancor prima che per noi inammissibile”. Secondo i rappresentanti dei club, l'intento manifesto era quello di strumentalizzare l'associazione per fini politici e di parte. Di fronte a una realtà descritta come profondamente lacerata e non più superpartes, il coordinamento ha scelto di ritirare i propri due delegati (oltre a Maggi anche Fabio Biscetti) dal direttivo dell’APS per marcare una distanza netta da dinamiche che nulla hanno a che fare con il bene della squadra e con i principi di equilibrio e terzietà da sempre rivendicati dalla galassia dei club moderati.

La rottura consumata definisce ora un nuovo perimetro nel tifo ternano. Il CCTC ribadisce la volontà di continuare a svolgere un ruolo di equilibrio, con l'imperativo categorico di tenere la politica lontana dalla fede calcistica e dall'appartenenza identitaria, considerati valori non sindacabili. Nonostante la fine traumatica dell'esperienza comune, i vertici dei club uniti hanno tributato un ringraziamento pubblico al presidente dell'associazione, l'avvocato Carlo Taddei. Al legale è stata espressa massima stima e riconoscenza per “l’entusiasmo e la dedizione infaticabile con cui non ha lasciato nulla di intentato pur di realizzare quello che nelle premesse era un bellissimo sogno”. Un sogno che però si infrange contro la realtà delle divisioni cittadine, mentre lo spettro delle scadenze societarie continua a pesare sul futuro delle Fere.
La replica del Collettivo Curva Est non si è fatta attendere, accendendo ulteriormente il dibattito e delineando una spaccatura che appare ormai irrecuperabile. Attraverso una nota ufficiale, la tifoseria organizzata ha espresso soddisfazione per lo strappo, rilanciando dure accuse nei confronti dei vertici del coordinamento: “Apprendiamo con soddisfazione dell'uscita del CCTC dal progetto 'azionariato popolare' e la cosa non ci sorprende. Stiamo parlando di quattro personaggi in costante ricerca di visibilità che parlano a nome di una città intera e hanno portato la partitica allo stadio a un livello talmente infimo da negare anche la più palese evidenza”.
La nota del gruppo ribadisce la validità del progetto promosso dall'Associazione di Promozione Sociale, salvaguardando la figura del presidente, l'avvocato Carlo Taddei, e respingendo al mittente le accuse di strumentalizzazione. Secondo il Collettivo Curva Est, le perplessità iniziali erano legate proprio alla presenza del coordinamento nell'iniziativa, ricordando anche precedenti “attacchi gratuiti sferrati da uno di questi signori del CCTC alla nostra petizione”, e confermando che l'adesione spontanea dei propri componenti è avvenuta esclusivamente per l'amore verso i colori della Ternana.