La stagione della Ternana, a livello sportivo, rischia di prendere una piega tutt’altro che positiva. È passato ormai più di un mese dall’inizio del 2026 e l’anno nuovo non è stato approcciato nel migliore dei modi. Le Fere si trovano a fare i conti con una classifica che racconta di un rallentamento evidente e, soprattutto, con una serie di segnali che preoccupano in vista del finale di stagione.
Il primo grande spartiacque è stato l’addio alla Coppa Italia di Serie C. L’eliminazione in semifinale contro il Potenza, maturata solo ai calci di rigore, ha lasciato scorie pesanti. Ancora una volta, come già accaduto lo scorso giugno a Pescara con il sogno Serie B svanito dagli undici metri, la Ternana si è fermata dal dischetto. Un copione che sembra ripetersi e che pesa non solo sul piano sportivo, ma anche su quello psicologico.
La Coppa Italia rappresentava un obiettivo fondamentale: oltre al prestigio, avrebbe garantito l’accesso diretto al primo turno nazionale dei playoff. In sostanza, vincere la Coppa avrebbe permesso ai rossoverdi di chiudere il campionato al terzo posto. Un traguardo che oggi appare lontanissimo. La Ternana è nona a quota 30 punti, mentre l’Ascoli, terzo, vola a 46: sedici lunghezze di distanza che rendono l’obiettivo praticamente irraggiungibile.
Più vicino, almeno sulla carta, il quarto posto occupato dalla Juventus Next Gen, vera sorpresa della stagione, a quota 36, gli stessi punti del Pineto quinto. Rispetto a piemontesi e abruzzesi, però, gli umbri hanno una gara in meno. Un dettaglio che tiene ancora aperti alcuni scenari, ma che da solo non basta a mascherare un momento complicato.
Il nodo principale, più che tecnico o tattico, sembra essere mentale. La partita contro il Pontedera, ultima in classifica, è stata una fotografia impietosa del momento vissuto dalla Ternana. I rossoverdi si sono trovati di fronte una squadra completamente rinnovata, ma con una fame e una concentrazione nettamente superiori.
L’avvio sembrava promettente: dopo pochi minuti, Pettinari ha sbloccato il match con una splendida semirovesciata, un gesto tecnico che lasciava presagire una gara in controllo. E invece, minuto dopo minuto, la Ternana ha abbassato il ritmo, concedendo campo e iniziativa ai padroni di casa. L’occasione per chiudere il primo tempo sul 2-0 è capitata sui piedi di Ndrecka, che da pochi metri ha colpito il palo a ridosso dell’intervallo.
Nel secondo tempo l’approccio è stato disastroso. È bastata una semplice palla verticale dalla metà campo per tagliare in due la difesa rossoverde: Meccariello si è fatto sorprendere dal movimento di Yeboah, bravo ad anticipare anche D’Alterio in uscita. Un gol figlio di una clamorosa disattenzione, più che di un limite strutturale. Farsi infilare così, “dritti per dritti”, in Serie C è un errore che si vede raramente.
Pettinari ha poi riportato avanti la Ternana, ma il vantaggio è durato pochi secondi: ancora Yeboah ha firmato il pareggio, sfruttando un’altra dormita collettiva della retroguardia. Errori già visti nella gara precedente contro la Torres, persa in casa 2-0 con i sardi capaci di segnare nelle uniche due vere occasioni create.
Il dato è impietoso: contro le ultime due della classe, Pontedera e Torres, la Ternana ha raccolto un solo punto. Un bilancio arrivato subito dopo l’eliminazione in Coppa Italia, come se quella delusione avesse tolto certezze e sicurezza.
Prima ancora di parlare di moduli, schemi o qualità individuali, mister Fabio Liverani dovrà lavorare sul fattore mentale. I numeri dell’ultimo periodo parlano chiaro: nelle ultime cinque gare sono arrivate solo due vittorie, accompagnate da due sconfitte e un pareggio. Troppo poco per una squadra costruita con ambizioni ben diverse.
Il calendario, però, offre subito una possibilità di riscatto. Nel turno infrasettimanale arriva il Ravenna, secondo in classifica. Un avversario di livello, ma anche l’occasione ideale per misurare la reale capacità di reazione delle Fere. Il quarto posto dista appena sei punti: non è un miraggio, ma serve un cambio di passo immediato.
La stagione va chiusa in crescendo, non solo per migliorare la posizione in classifica, ma anche per arrivare ai playoff con fiducia e convinzione. Allo stesso tempo, però, la Ternana deve guardarsi alle spalle. Il decimo posto, ultimo utile per accedere agli spareggi, è occupato dal Gubbio a quota 29, con il Guidonia appaiato ma penalizzato dalla differenza reti. Livorno e Carpi spingono a 28.
Il rischio è concreto: senza una svolta mentale, oltre che tecnica, la stagione delle Fere potrebbe scivolare verso un’anonima gestione dell’ordinario. E per una piazza come Terni, abituata a ben altri palcoscenici, sarebbe forse la sconfitta più difficile da accettare.