Ci sono stagioni che vengono ricordate per i trofei e altre che invece lasciano un segno per il percorso costruito giornata dopo giornata. Quella della Ternana Women appartiene probabilmente alla seconda categoria. Nel giorno in cui la Serie A Femminile ha abbassato ufficialmente il sipario sulla stagione, il bilancio delle Fere assume un significato che va oltre la semplice classifica.
Il campionato ha emesso tutti i suoi verdetti: la Roma si è laureata campione d'Italia, Inter e Juventus hanno conquistato il pass europeo mentre il Genoa saluta la categoria e retrocede in Serie B. Dalla cadetteria arriverà invece il Como, protagonista di un campionato dominato. Dentro questo scenario trova spazio anche la storia delle rossoverdi, una squadra che appena dodici mesi fa festeggiava la prima storica promozione nella massima serie e che oggi può celebrare un'altra impresa: la permanenza in Serie A conquistata con due giornate di anticipo.
La vittoria per 1-0 contro il Milan nell'ultimo appuntamento stagionale, davanti al pubblico del Moreno Gubbiotti di Narni, ha rappresentato la chiusura perfetta di un percorso che ha attraversato momenti complessi e fasi di crescita evidenti. Le difficoltà iniziali erano quasi inevitabili. Il salto dalla Serie B al massimo campionato porta con sé ritmi diversi, qualità superiore e un margine di errore ridottissimo.
Eppure la Ternana Women ha saputo reagire. E una parte importante della svolta è arrivata nel mese di gennaio, con l'arrivo di Mauro Ardizzone, capace di dare nuove certezze tecniche e soprattutto una nuova identità alla squadra.
Tra le protagoniste della stagione c'è stata anche Maria Grazia Petrara, premiata come migliore in campo nell'ultima sfida contro il Milan. Le sue parole nel post partita raccontano bene il percorso vissuto dalla squadra durante l'anno e restituiscono l'immagine di un gruppo che ha costruito la salvezza attraverso il lavoro quotidiano.
L'attaccante rossoverde ha analizzato con lucidità i punti di forza e gli aspetti sui quali la squadra avrebbe potuto ottenere qualcosa in più.
"In questo campionato abbiamo avuto diverse partite dove abbiamo sempre lottato e creato tanto, concretizzando molto poco purtroppo. In casa abbiamo giocato molto meglio piuttosto che in trasferta, ci troviamo a nostro agio, è difficile che qualcuno ci possa battere tra queste mura".
Parole che confermano quanto il rendimento interno abbia inciso nel percorso delle Fere. Il Moreno Gubbiotti è diventato progressivamente un punto di riferimento tecnico e mentale.
Petrara ha poi evidenziato un aspetto che probabilmente rappresenta uno dei margini di crescita per il futuro:
"Se fossimo state più concrete negli ultimi venti o trenta metri avremmo ottenuto di più".
Una riflessione che fotografa diverse partite della stagione rossoverde, incontri nei quali la squadra ha costruito gioco e creato opportunità senza riuscire sempre a trasformarle in punti.
Il premio individuale ricevuto nell'ultima gara non ha cambiato il suo approccio personale:
"Sono molto felice di essere stata votata migliore in campo, è la prima volta che mi capitava. Personalmente sono sempre molto insoddisfatta, cerco sempre di migliorarmi, non mi piace accontentarmi, sono felice per la salvezza, per la squadra, per tutto quello che abbiamo fatto".
Sul successo contro il Milan non emergono dubbi:
"Sì, potevamo fare gol anche nel primo tempo, sfruttiamo poco queste occasioni che ci capitano, è un campionato difficile, ci piace vincere le partite agli ultimi minuti".
La frase che però probabilmente racchiude meglio il significato della stagione è arrivata poco dopo:
"Questa è la nostra categoria, abbiamo lavorato tanto, abbiamo fatto tanti errori però abbiamo subito capito il meccanismo di questo campionato".
Poi la chiusura sul futuro, lasciata volutamente sospesa:
"Sono scaramantica, me li tengo per me, sono una sognatrice".