12 Jan, 2026 - 18:13

Ternana, Panico si presenta: “Ho voglia di giocare e rimettermi in carreggiata”

Ternana, Panico si presenta: “Ho voglia di giocare e rimettermi in carreggiata”

La Ternana inaugura il mercato invernale con un’operazione che parla di ambizione e di progettualità immediata. Giuseppe Panico è il primo volto nuovo della sessione di gennaio e la sua presentazione in conferenza stampa ha offertomolti spunti, tecnici e strategici, sul presente e sul futuro delle Fere.

In un momento particolare della stagione, con il turno di riposo in campionato alle porte e la semifinale di andata di Coppa Italia contro il Potenza in programma mercoledì al “Liberati”, il club rossoverde ha voluto mandare un messaggio chiaro: la Coppa conta, eccome. Vincere il trofeo significherebbe accedere di diritto al primo turno dei playoff nazionali per la Serie B, un vantaggio non secondario in un campionato lungo e logorante come la Serie C.

L’arrivo di Panico si inserisce proprio in questo contesto: un rinforzo mirato, funzionale al gioco di Fabio Liverani e soprattutto motivato, pronto a rimettersi in gioco dopo l’esperienza ad Avellino.

Foresti: “Panico ha le qualità richieste dal mister. Non prendiamo giocatori tanto per”

A introdurre l’operazione è stato il direttore generale Diego Foresti, che ha spiegato senza mezzi termini la scelta del club.

“Quando acquisisci un giocatore di questo livello ci sono pochi dubbi. Più giocatori forti hai davanti, più possibilità hai di fare gol. Dietro non siamo messi male, davanti abbiamo un reparto molto importante, però lui va a ricoprire le caratteristiche richieste dal mister”.

Foresti ha poi chiarito come Panico fosse un profilo individuato fin da subito:
“È un giocatore che abbiamo identificato immediatamente. Il mister voleva un giocatore con le sue qualità in quella zona di campo. È un giocatore che si adatta a diversi moduli e, per come stiamo giocando, è una freccia in più nell’arco per il mister”.

Il dirigente ha ribadito che il mercato non si fermerà qui, ma sempre con un criterio preciso:
“Sappiamo benissimo dove siamo carenti e andremo sul mercato per occupare quelle caselle che dobbiamo riempire. Se trovassimo un altro Giuseppe Panico in un altro ruolo non ce lo faremmo sfuggire. Abbiamo una squadra importante con nomi importanti: mettere tanto per mettere giocatori non lo faremmo mai”.

Fondamentale il tema delle motivazioni:
“Giocatori del calibro di Giuseppe, se avesse giocato titolare ad Avellino, è ovvio che non sarebbe venuto alla Ternana. Ha capito che, non trovando spazio, si è rimesso in gioco scendendo di categoria: tanto di cappello al ragazzo”.

E aggiunge un passaggio significativo sul primo colloquio:
“La prima cosa che mi ha detto è stata: ‘Ho voglia di giocare e dare qualcosa a chi crede in me’”.

Foresti ha poi affrontato il tema Leonardi e le dichiarazioni del suo procuratore:
“Leonardi è un giocatore giovane di proprietà del Catania. Non è vero che non è stato preso in considerazione: i numeri parlano. Parliamo di diciotto presenze tra Coppa Italia e campionato, con cinque gol”.

E ancora:
“Il procuratore, prima di fare certe dichiarazioni, doveva pensarci bene. Non siamo d’accordo con ciò che è stato detto. Non esiste nessun direttore o allenatore che garantisca trentotto partite, anche se è il più bravo”.

Sul futuro del giocatore:
“Noi siamo felici di tenerci Leonardi. C’è un’opzione per il ritorno a Catania, non è stata esercitata, loro sono contenti. Quando ti danno un giocatore sperano che giochi il più possibile. Il mister lo tiene in considerazione”.

E conclude:
“Diciotto presenze per un ragazzo giovane in una squadra come la Ternana, che ha un reparto offensivo importante con Ferrante, Dubickas, Pettinari e ora Panico, non sono poche. Si allena sempre bene, il mister me ne ha parlato benissimo, ed è a tutti gli effetti un giocatore della Ternana fino al 30 giugno”.

Sul mercato:
“Faremo altri movimenti, magari qualcuno uscirà. Siamo solo al 12 gennaio, ci sono ancora tante partite prima della chiusura”.

Su Cagnano:
“C’è stato un nostro interesse. Al momento siamo fermi con l’Avellino. Non posso dire che sia vicino perché direi una bugia, ma è un giocatore che ci interessa”.

Infine, l’appello ai tifosi per la Coppa Italia:
“Abbiamo messo prezzi popolarissimi. È stato un gesto della società per aprire le porte ai tifosi, non per gli incassi ma per questi ragazzi che si giocano una partita importantissima”.

“Ci giochiamo una fetta di stagione fondamentale. Avere al Liberati qualche migliaio di persone, come ai vecchi tempi, sarebbe straordinario. Lo abbiamo fatto per venire incontro alle famiglie, in un periodo difficile per tutti”.

E chiude:
“Ci aspettiamo che i ternani vengano numerosi allo stadio. Giocare qui con tanta gente può fare la differenza, poi a Potenza troveremo un catino dove il pubblico incide tantissimo”.

Panico: “Sono cresciuto come uomo. Ora penso solo alla Ternana”

Giuseppe Panico ha spiegato nel dettaglio le ragioni della sua scelta.

“Quando ho ricevuto la chiamata del direttore Foresti ho parlato con il mio agente, con cui si conoscono bene, e ho accettato subito. Poi mi ha chiamato il mister, che ho già avuto nelle giovanili del Genoa, togliendomi qualsiasi dubbio e dicendomi di stare tranquillo perché qui la società è presente”.

Sulla scelta di scendere di categoria:
“Non trovavo spazio, avevo voglia di giocare e di rimettermi in carreggiata”.

Sulla semifinale di Coppa Italia e sul gruppo:
“La partita di dopodomani non è importante, è di più. Riuscendo a vincere la Coppa Italia arrivi ai playoff come se fossi terzo in campionato. Ho trovato un bel gruppo, che lavora serenamente. Mi hanno accolto bene e li vedo carichi. Tutti abbiamo lo stesso obiettivo: vincere la Coppa e poi sistemare le cose più avanti”.

Sulla sconfitta con l’Ascoli:
“La rabbia deve esserci dopo una sconfitta. Si gioca subito mercoledì per dimostrare che la squadra c’è. Siamo pronti”.

Sull’esperienza ad Avellino:
“Quest’anno non era semplice nemmeno per l’allenatore. C’erano dieci attaccanti e per il modulo c’era spazio per due. Qualcuno doveva stare fuori. Io lavoravo per farmi trovare pronto, ma non ho mai avuto questa chance. Avellino resta un bel ricordo: abbiamo vinto il campionato lo scorso anno e con il gruppo andavo d’accordo. Non c’è mai stato nessun problema, solo abbondanza di attaccanti”.

Sul rapporto con Liverani al Genoa:
“Giocavo sotto età. Gli piacevano la mia cattiveria e la capacità di attaccare la profondità. Ho fatto il ritiro e mi ha portato subito con i più grandi”.

Sulla crescita personale:
“Sono cresciuto a livello di carattere e personalità. Vincere due campionati di fila aiuta l’autostima e ti fa credere di più in te stesso. Arrivavo da anni difficili, con cambi a gennaio tra Crotone, Vercelli e Castellammare, dove non sono mai riuscito a trovare continuità. A Carrara mi sono rilanciato e da lì è andato tutto bene”.

Sulle caratteristiche tecniche:
“Per essere un attaccante, una seconda punta, sono molto altruista. Faccio gol e assist. A Carrara è stata la stagione in cui ho segnato di più, ma gioco sempre per la squadra”.

Infine, il lato umano:
“Sono diventato uomo molto presto. A quattordici anni sono andato al Genoa, affidato a una famiglia. Mi ha fatto maturare tanto. Ora ho una famiglia, una fidanzata, sono felice e sto bene”.

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Lorenzo Farneti
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