17 Mar, 2026 - 20:12

Ternana, scossone in società: Diego Foresti non è più il direttore tecnico

Ternana, scossone in società: Diego Foresti non è più il direttore tecnico

Il "progetto tecnico" della famiglia Rizzo si sgretola sotto i colpi di una crisi che non sembra conoscere fine. In un convulso giro di lancette durato appena quarantott’ore, la Ternana ha azzerato i propri vertici operativi, mettendo in atto una purga che sa di resa dei conti e, al contempo, di disperato tentativo di inversione di rotta. Dopo l'esonero di Fabio Liverani, la scure della proprietà si è abbattuta su Diego Foresti, Direttore Responsabile dell’Area Tecnica, sancendo un fallimento gestionale che brucia per tempistiche e modalità.

L’addio di Foresti rappresenta un paradosso sportivo di rara intensità. Il dirigente era stato reintegrato ufficialmente lo scorso 30 dicembre, assumendo pieni poteri a partire dal 2 gennaio 2026. Un mandato lampo, durato poco più di due mesi, che lascia dietro di sé macerie tecniche e un’eredità pesante da gestire. La proprietà, guidata dalla famiglia Rizzo, sembra aver individuato in lui il principale responsabile di una programmazione che non ha mai trovato sbocchi concreti sul rettangolo verde.

Sotto la lente d’ingrandimento della critica e dei tifosi finisce inevitabilmente la gestione del mercato di riparazione. La sessione di gennaio, orchestrata proprio da Foresti per raddrizzare una stagione nata storta, si è rivelata un rebus irrisolto. Gli innesti portati in Umbria, lungi dal garantire quella solidità necessaria per la risalita, hanno alimentato perplessità e dubbi, lasciando la squadra priva di un’identità chiara e con pochissime sicurezze a cui aggrapparsi.

Ecco il comunicato ufficiale diramato dal club rossoverde:

"La Ternana Calcio comunica di aver sollevato dall’incarico di Direttore Responsabile dell’Area Tecnica il Sig. Diego Foresti.

La società augura al Direttore Foresti il meglio per il prosieguo della sua carriera professionale".

 

Cronaca di un addio annunciato: lo strappo al campo d’allenamento

Le avvisaglie di una rottura definitiva erano nell'aria già da ieri, manifestandosi in modo plastico durante la prima sessione di lavoro guidata dal tecnico ad interim, Pasquale Fazio. In un clima di palpabile tensione, l'ormai ex Direttore Generale dell'area tecnica ha abbandonato il campo proprio in coincidenza con l'arrivo della Presidente Claudia Rizzo. Quello che per alcuni osservatori poteva apparire come un allontanamento casuale, si è rivelato in realtà l'epilogo di un deterioramento dei rapporti umani e professionali consumatosi giorno dopo giorno.

La frattura tra la dirigenza e la proprietà sembra affondare le radici in una divergenza di vedute insanabile, acuita da risultati che non hanno mai dato ragione alle scelte fatte negli uffici di via della Bardesca. Nonostante fossero stati proprio i Rizzo a richiamare Foresti per tentare di raddrizzare la rotta, il "matrimonio di ritorno" non è mai decollato, trasformandosi in una convivenza forzata interrotta bruscamente dall'esonero di Liverani, l'ultimo atto di una gestione tecnica ormai priva di bussola.


Il principale capo d'accusa mosso nei confronti di Foresti riguarda la gestione della sessione di riparazione di gennaio. Sulla carta, i nomi approvati avrebbero dovuto garantire un salto di qualità immediato: profili esperti come Panico, Majer e Aramu, affiancati da giovani promesse come Kurti, Pagliari e Lodovici. Tuttavia, la realtà del campo ha restituito un’immagine ben diversa. Se si esclude Majer, l'unico capace di offrire prestazioni quantomeno sufficienti pur senza eccellere, il resto degli innesti è rimasto intrappolato in criticità atletiche evidenti.

Panico è apparso lontano dalla forma migliore, mentre il caso di Aramu rappresenta il paradosso di questa gestione: un calciatore di indubbio talento ma rimasto fermo per sei mesi da svincolato, la cui condizione precaria ne ha annullato l'impatto tecnico. A ciò si aggiunge l'enigma dei giovani, con Lodovici ancora oggetto misterioso della rosa, non avendo collezionato nemmeno un minuto di gioco.

A pesare sul giudizio finale della proprietà è stata anche l'incapacità di sfoltire l'organico. Le mancate partenze di Brignola e Viviani, entrambi dichiaratamente fuori dal progetto tecnico e ai margini del gruppo.

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Lorenzo Farneti
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