04 Feb, 2026 - 12:00

Ternana, mercato chiuso ma nodo esuberi irrisolto: il punto della situazione

Ternana, mercato chiuso ma nodo esuberi irrisolto: il punto della situazione

Il sipario sul calciomercato è calato ormai da quasi due giorni, ma in casa Ternana il dibattito resta apertissimo. Non sulle operazioni in entrata, portate a termine con decisione, bensì su ciò che il mercato avrebbe dovuto risolvere e non ha fatto: il tema degli esuberi. Un nodo che accompagna il club rossoverde non solo in questa finestra, ma da mesi e che oggi torna centrale nel momento in cui la società è chiamata a fare i conti con una parola chiave diventata bussola delle scelte: sostenibilità.

Il ridimensionamento dei costi, obiettivo dichiarato della dirigenza, ha guidato le strategie del direttore sportivo Diego Foresti, che ha lavorato su un doppio binario: ringiovanire, ma senza rinunciare all’esperienza; abbassare il monte ingaggi, ma restando competitivi. Il risultato è un mercato in entrata qualitativo, ma con una controindicazione evidente: la rosa resta numericamente ampia e appesantita da contratti che non rientrano più nel progetto tecnico.

Il mercato in entrata convince, ma le uscite restano il vero tallone d’Achille

Analizzando gli innesti, è difficile muovere critiche alla Ternana. Sono arrivati giocatori con un background di primo livello come Giuseppe Panico, Zan Majer e Mattia Aramu, elementi chiamati ad alzare il tasso tecnico e a dare profondità a una squadra che ambisce a recitare un ruolo da protagonista. Accanto a loro, operazioni mirate su profili giovani e futuribili come i difensori Kurti e Lodovici, oltre al terzino ternano Pagliari, classe 2004, simbolo di una linea verde che guarda anche all’identità territoriale.

Il problema, però, non è ciò che è entrato, ma ciò che non è uscito. A titolo definitivo ha salutato soltanto  Loiacono, mentre Balcot e Durmush sono rientrati ai rispettivi club prima di essere girati in prestito. Longoni, Valenti, Franchi e Romeo, tutti di proprietà della Ternana, hanno lasciato la squadra solo temporaneamente. Una soluzione che alleggerisce il bilancio fino a fine stagione, ma che non risolve strutturalmente il problema.

Nel frattempo, l’arrivo di calciatori con stipendi importanti ha mantenuto alto il peso complessivo del monte ingaggi. È il paradosso di ogni mercato: acquistare, soprattutto con appeal e curriculum, è spesso più semplice che cedere giocatori considerati fuori progetto, magari reduci da stagioni opache o condizionati da problemi fisici.

Gli esuberi fuori dal progetto: casi spinosi e contratti pesanti

Il nome che sintetizza meglio questa situazione è quello di Federico Viviani. Da due stagioni vive di fatto da separato in casa: non si allena con il gruppo, non viene inserito nelle liste di campionato o Coppa Italia e in questo arco di tempo ha collezionato una sola presenza ufficiale. Eppure il suo stipendio continua a incidere sulle casse del club, rappresentando uno dei casi più complessi da gestire.

Altro dossier delicato è quello di Enrico Brignola. L’esterno offensivo classe 1999 sembrava destinato a lasciare Terni in questa sessione, ma la sua cessione non si è concretizzata. I numeri raccontano una stagione ai margini: quattro presenze, nessuna da titolare, 55 minuti complessivi e una lunga permanenza in infermeria. Tra condizione fisica e ingaggio, le trattative non hanno portato a una soluzione. Oggi Brignola è ancora in rosa, ma di fatto fuori dalle scelte di mister Fabio Liverani, soprattutto alla luce dell’abbondanza nel reparto offensivo, ulteriormente rinforzato dagli arrivi di Aramu e Panico.

A centrocampo, l’innesto di Zan Majer ha ristretto ulteriormente gli spazi per Tripi. Il classe 2002, cresciuto nella Roma e arrivato in estate dopo l’esperienza slovena al Ns Mura, non rientra più nelle rotazioni. La sua ultima apparizione risale al 15 novembre, 45 minuti nella gara pareggiata 0-0 sul campo della Sambenedettese. Da allora, nove panchine consecutive: un segnale inequivocabile di come il giocatore sia ormai fuori dai radar del tecnico.

Tra risoluzioni e buone uscite: il bivio della Ternana

Il quadro è chiaro: la Ternana continua ad avere in rosa giocatori che non fanno parte del progetto tecnico, ma che incidono sul bilancio. I tifosi si aspettavano almeno un’uscita dei fuori rosa, ma così non è stato. Ora restano poche strade percorribili. La principale è la risoluzione contrattuale, soluzione possibile anche a mercato chiuso, ma che comporta comunque un costo, spesso sotto forma di buonuscita.

È qui che si gioca la partita più delicata per la dirigenza: trovare l’equilibrio tra sostenibilità economica e serenità dello spogliatoio, evitando che una rosa sovraffollata diventi un problema anche sul campo. Perché il mercato è finito, ma per la Ternana la gestione degli esuberi è tutt’altro che chiusa. 

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Lorenzo Farneti
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