14 Apr, 2026 - 14:01

Ternana, l’ex vicesindaco Corridore: “Così si cancella la storia, non si può agire solo per fare dispetti”

Ternana, l’ex vicesindaco Corridore: “Così si cancella la storia, non si può agire solo per fare dispetti”

“Non si può agire per fare dispetti a qualcun altro ai danni di una città intera.” Da questa frase, piena di delusione di amarezza, emerge tutto il peso della scelta fatta ieri dalla Ternana Calcio. Una decisione che, secondo Riccardo Corridore, ex vicesindaco, avvocato e giurista, non è solo sbagliata: è distruttiva. La messa in liquidazione volontaria, alla luce delle norme federali, equivale alla cancellazione immediata della società e del titolo sportivo.

Sarebbe bastato portare i libri in tribunale, spiega il legale, aprire la via del fallimento, e il curatore avrebbe potuto garantire l’esercizio provvisorio. Un percorso tecnico che, pur con penalizzazioni e debiti, avrebbe permesso di salvare la storia e l’identità della Ternana 1925. Invece il tempo stringe, e la delibera può essere revocata solo per poche ore. Corridore non parla solo da tifoso, ma da giurista: il danno, spiega, è certo e irreversibile se non si interviene al più presto. E nessuno sembra saper spiegare il perché.

L’effetto immediato delle norme federali sulla delibera

Riccardo Corridore, avvocato ed ex vicesindaco di Terni, analizza la scelta della società partendo dai regolamenti. “L’articolo 16 comma 7 del NOIF combinato con l’articolo 52 – spiega – decretano che, non appena la delibera di ieri riceverà pubblicità (trascrizione alla Camera di Commercio), la Ternana verrà definitivamente cancellata e annullate tutte le partite disputate con revoca dell’affiliazione e del titolo sportivo da parte della Lega”.

E' esattamente quello che aveva anticipato stamane Tag24 Umbria evidenziando il rischio di una cancellazione immediata della Ternana dal campionato di C. Secondo Corridore si tratta di “una scelta distruttiva”. Un aggettivo usato per spiegare che secondo lui esisteva un’alternativa tecnica percorribile, prevista dallo stesso ordinamento fallimentare e dalle norme sportive.

Perché il fallimento avrebbe potuto salvare il calcio a Terni

Il giurista ricostruisce la procedura che la proprietà avrebbe potuto attivare. “Bastava deliberare di portare i libri in tribunale per aprire scenari diversi”. Nel dettaglio: “Il curatore fallimentare, autorizzato dal Giudice Delegato, poteva procedere con l’esercizio provvisorio”.

Quali sarebbero stati gli effetti di quel percorso? Corridore li elenca punto per punto. “L’esercizio provvisorio avrebbe portato, di fronte ad una nuova società solida, alla cessione del ramo d’azienda e all’accollo soltanto dei debiti federali (poco più di 2 milioni per quest'anno) e la fideiussione (circa 2,8 milioni) con esdebitazione del resto e iscrizione al prossimo campionato con forte penalizzazione sì, ma salvando il titolo sportivo e la storia della Ternana 1925”.

In altre parole, la società sarebbe ripartita con penalizzazione, ma senza cancellazione.

La possibilità di revoca e il nodo delle richieste economiche

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C’è ancora un margine temporale, seppur ristretto. “Teoricamente la delibera di ieri, prima della trascrizione in Camera di Commercio da parte del Notaio, può ancora essere revocata – avverte Corridore – ma è questione di ore”.

Sulle motivazioni della proprietà, il giurista non entra nel merito delle intenzioni, ma osserva i fatti. “L’attuale proprietà della Ternana con la delibera di ieri ha preso una posizione che, sinceramente e parlo da un punto di vista giuridico scevro da sentimentalismi (che comunque ci sono e sono forti ed impattanti), non riesco a comprendere”.

Corridore poi chiarisce un punto economico: “Certamente, ed in ogni caso, i proprietari attuali perderanno quanto versato finora nella Ternana, ma cancellarla non gli porterebbe alcun beneficio”. L’unico vantaggio economico, secondo quanto ricostruito dal giurista, emergerebbe solo in un’altra evenienza. “Beneficio che avrebbero solo se qualcuno gli desse i 6 milioni che sembrerebbero chiedere, se le agenzie di ieri sono veritiere come credo, che hanno investito fino ad oggi”.

E chiude tornando alla frase iniziale, senza aggiungere interpretazioni personali: “Non credo assolutamente che si possa agire per fare dispetti a qualcun altro ai danni di una città intera”.

 

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Federico Zacaglioni
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