21 Feb, 2026 - 10:00

Ternana, l'ex Luchitta: "Il Forlì è in crescita, ma al Liberati è dura per tutti"

Ternana, l'ex Luchitta: "Il Forlì è in crescita, ma al Liberati è dura per tutti"

Lunedì sera alle 20.30, il calendario della Serie C mette di fronte due realtà, Ternana e Forlì, che hanno segnato profondamente la storia calcistica di un uomo che, del calcio, ha fatto una ragione di vita. Parliamo di Renato Luchitta, classe 1948, un nome che evoca ricordi di un calcio romantico e di grandi imprese sportive sia in Umbria che in Romagna. In vista del match dello stadio "Liberati", Luchitta è stato intervistato da Il Resto del Carlino e ha analizzato il momento delle due squadre con la lucidità di chi ha calpestato quei manti erbosi da protagonista assoluto.

Luchitta, un'epopea tra Serie A e vari trionfi

La carriera di Luchitta è un ponte tra due piazze caldissime. Con la Ternana, visse l'età dell'oro: due campionati di Serie B e la storica cavalcata verso la Serie A nel 1971-72. Un legame, quello con le Fere, suggellato da una promozione leggendaria. Ben diverso, ma altrettanto viscerale, il rapporto con il Forlì. In biancorosso, è stato il capitano e l'anima per otto stagioni, collezionando 233 presenze e 23 reti. È stato lui a trascinare i galletti dalla Serie D alla C1, sfiorando una clamorosa Serie B nel 1979-80, sfuggita per un solo punto. Oggi, osserva il calcio moderno con lo sguardo attento della classica mezzala: “Mi piace guardare le partite della serie C che vedo nelle dirette di Sky -ha confessato Luchitta- e naturalmente guardo quelle di Forlì e Ternana”.

L’analisi del match: "Il Liberati è il dodicesimo uomo"

Guardando alla sfida di lunedì, Luchitta riconosce la forza d’urto dell’ambiente rossoverde. La Ternana, secondo l'ex centrocampista, possiede un’arma in più che prescinde dai valori tecnici in campo. “La squadra è seguita, come sempre, da un pubblico numeroso che, nei match allo stadio Liberati, diventa il dodicesimo giocatore. Uscire con qualcosa in mano da lì non è mai facile”. Sulle ambizioni stagionali dei rossoverdi, Luchitta è pragmatico: “Quest’anno la squadra è composta da elementi di ottima tecnica ma, visto il divario dalle prime posizioni, punterà a un piazzamento importante in zona playoff”.

 

 

Il pronostico e l'album dei ricordi

Quando si tratta di sbilanciarsi sul risultato finale di lunedì sera, l'ex calciatore sceglie la via della prudenza, pur non escludendo il colpo di scena: “Con il Forlì in crescita potrebbe starci anche un pareggio. Ma in quello stadio, come ho detto, i galletti se la dovranno sudare”.

Infine, l'intervista scivola inevitabilmente sull'emozione dei ricordi. Luchitta rivive la gioia incontenibile di Terni: “La promozione in serie A del 1971-72 quando al casello di Orte, dopo il successo di Novara 1-3, che diede per la prima volta alla società la massima categoria, ci attesero diecimila tifosi impazziti di gioia accompagnandoci sino allo stadio”.

Ma c'è spazio anche per la nostalgia forlivese, legata a un gol che è rimasto nella storia del club: “Segnai il gol del 2-0 nell’ultima partita con la Maceratese, in uno stadio con oltre 6mila spettatori, nel match che valeva la promozione in C. Fu un bel tiro alla Del Piero, che fu salutato da un’autentica ed indimenticabile ovazione”. Un pizzico di rammarico rimane solo per quel sogno della Serie B sfumato a Varese: “Negli anni successivi, poi, solo il gol ingiustamente annullato a Massi a Varese ci impedì di salire addirittura in serie B. Quella squadra, allenata da Cinesinho, era molto forte e avrebbe senza dubbio meritato di vincere un altro campionato”. Lunedì sera insomma, Renato Luchitta sarà davanti alla TV, spettatore d'onore di una sfida che, per lui, non sarà mai come le altre.

 

AUTORE
foto autore
Emanuele Giacometti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE