05 Feb, 2026 - 13:38

Ternana, Kurti e Lodovici si presentano: "Ambiente giusto per crescere, vogliamo aiutare la squadra a vincere"

Ternana, Kurti e Lodovici si presentano: "Ambiente giusto per crescere, vogliamo aiutare la squadra a vincere"

La Ternana prova a ripartire puntando sui giovani, ma senza nascondersi dietro le difficoltà di una stagione che continua a lasciare segni profondi. La presentazione di Adi Kurti e Riccardo Lodovici, due nuovi innesti per il pacchetto difensivo rossoverde, è diventata anche un momento di riflessione a tutto campo sul presente e sul futuro del club. A fare il punto è stato il direttore generale Diego Foresti, che ha parlato senza filtri di scelte tecniche, programmazione, errori e obiettivi, toccando anche le ferite ancora aperte legate all’eliminazione in Coppa Italia e alla sconfitta contro la Torres.

Kurti, classe 2006, arriva dall’Hellas Verona dopo l’esperienza in prima squadra; Lodovici, classe 2004, dalla Virtus Verona. Due profili giovani, fisici e duttili, inseriti in un reparto che la Ternana ha deciso di ringiovanire per dare equilibrio tra esperienza e prospettiva.

Foresti senza filtri: mercato, linea verde e un finale da giocare con rabbia

A prendere per primo la parola è stato il direttore generale rossoverde, che ha spiegato il senso delle operazioni concluse:
"Oggi presentiamo due nuovi giocatori, due ragazzi giovani. Due dei tre, poi ci sarà anche quella di Pagliari e infine quella di Aramu. Sono due ragazzi giovani, un 2006 e un 2004, vengono entrambi da squadre venete: uno dall’Hellas Verona e uno dalla Virtus Verona. Abbiamo voluto fare questa scelta perché riteniamo che siano due ragazzi importanti per il nostro avvenire".

Foresti ha chiarito anche la formula scelta dalla società:
"Tutti e due hanno un prestito con diritto di riscatto, in modo che siamo noi a decidere se riscattarli o no a fine anno".

Dal punto di vista tecnico, la scelta è legata alla necessità di abbassare l’età media del reparto:
"Sono giocatori che, per diversi problemi, non hanno giocato tanto. Vengono a rinforzare un reparto già importante, dove mancava abbassare la linea di età, che Capuano, Martella e Meccariello alzano. Sono tre giocatori con tanta esperienza e vengono ad aggiungersi a Maestrelli e Donati, che fanno parte di un reparto difensivo giovane".

Non è mancato un passaggio sul futuro di Donati e sulla lista dei giocatori:
"Sul rinnovo di Donati ho incontrato il procuratore, siamo in linea. Nelle prossime settimane cercheremo un accordo. Entrambe le parti vogliono arrivare a buon fine e quindi penso non ci siano problemi ad oggi. Fuori lista? Sono Brignola e Vitali. La lista per lui è sempre aperta, tutte le partite il portiere si può cambiare".

Poi il tema più delicato, quello del momento della squadra:
"Non è facile, non dormo di notte. Quando non vinco non dormo. Ci ha dato molto fastidio. Siamo usciti dalla Coppa Italia, è il risultato più difficile da digerire".

La delusione è ancora forte:
"Ci tenevo molto a riportare la finale a Terni, così come tutta la squadra e il mister. Qualcosa abbiamo sbagliato. Ai rigori non devi mai arrivare, soprattutto per come gira alla Ternana".

Un passato che pesa:
"Per un rigore sei retrocesso in B, ai rigori non sei salito in B e non sei finito in finale di Coppa Italia".

E anche quando la prestazione c’è stata, il risultato non ha premiato:
"Abbiamo messo sotto il Potenza in casa loro, ma non è bastato. Ho visto supremazia in campo e a livello fisico, ma non siamo stati bravi a sfruttarla".

La sconfitta con la Torres resta una ferita aperta:
"La sconfitta di domenica con la Torres è stata brutta. Una sconfitta che non abbiamo digerito ancora oggi. È una ferita che rimane dentro".

Ora il focus è sul rush finale:
"Rimangono tredici partite, l’obiettivo è arrivare più in alto possibile. In questo momento c’è da parlare poco e correre tanto. C’è bisogno di darsi una svegliata tutti insieme".

Responsabilità condivise:
"Quando si perde bisogna parlare al plurale, mi ci metto anche io. Si sta lavorando bene, abbiamo cambiato i giocatori e siamo riusciti a prendere giocatori importanti".

Kurti e Lodovici: personalità, modelli e voglia di crescere in rossoverde

Adi Kurti ha raccontato il suo percorso recente e l’impatto con la nuova realtà:
"Gli ultimi sei mesi li ho fatti in prima squadra dell’Hellas, ho assaggiato la prima squadra e ho anche esordito. La Serie C è difficile, spero di mettere in difficoltà il mister e di trovare più spazio possibile".

I riferimenti non mancano:
"Mi piacciono tanti giocatori, i grandi giocatori sono tanti, ma mi piace Chiellini. In questa squadra il punto di riferimento è Capuano, che ha fatto tanta strada in Serie A e qui a Terni. Devo apprendere tante cose da lui per essere un pizzico come lui".

Disponibilità totale:
"Non mi importa la posizione, l’importante è giocare e vincere. Anche se non gioco, l’importante è che la squadra vinca. Il ruolo che preferisco è centrale, ma posso giocare anche a destra e a sinistra".

Sulla chiamata della Ternana:
"Per me è uno stimolo essere chiamato dal direttore Foresti, mi fa capire che sono un giocatore che può diventare importante. Adesso devo allenarmi forte e pensare a fare bene".

E sul futuro:
"Io penso solo alla Ternana in questo momento. Se vengo riscattato sono contento. Ho trovato un ambiente giusto per ripartire e far vedere i miei valori e le mie qualità".

Chiude Lodovici, con idee chiare e grande motivazione:
"Il mio idolo è Sergio Ramos. Mi metto a disposizione del mister, posso giocare sia centrale nella difesa a quattro, sia braccetto oppure terzino".

Poi il ringraziamento e l’obiettivo:
"Sono a disposizione del mister. Ringrazio il direttore per la fiducia, devo impegnarmi in allenamento, dimostrare e poi tutto verrà di conseguenza".

Infine, identità e scelta del numero:
"Terni è un’ottima piazza, è un punto di partenza. Gioco forte sull’uomo, sono forte anche io di testa. Ho scelto il numero 42 per mio nonno, che era del 1942".

La conferenza stampa è stata segnata anche da un confronto lungo e articolato tra il direttore generale Diego Foresti e il giornalista Massimo Laureti. Una discussione che ha occupato una parte consistente dell’incontro, concentrandosi sui contenuti di un articolo recentemente pubblicato e finendo per spostare l’attenzione più sulla dialettica tra società e informazione che sugli aspetti strettamente sportivi.

Resta fermo, tuttavia, il principio che il diritto di critica, se esercitato senza mancare di rispetto, è legittimo e costituisce parte integrante del ruolo dell’informazione.

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Lorenzo Farneti
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