La presidente della Ternana, Claudia Rizzo, e la madre Laura Melis sono state ascoltate, negli uffici della Guardia di Finanza, a Terni, dal procuratore capo, Antonio Laronga, in quanto persone informate dei fatti nell'ambito di una indagine della procura, scaturita dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane dalla famiglia assistita dal legale Manlio Morcella, sulla precedente gestione della società rossoverde.
Dopo il doppio esposto presentato nelle scorse settimane, la presidente della Ternana Claudia Rizzo è stata ascoltata dal procuratore capo, Antonio Laronga. Sempre nelle vesti di persona informata sui fatti è stata sentita anche la madre della 23enne Laura Melis.
Il colloquio si sarebbe tenuto negli uffici della Guardia di finanza. La denuncia della famiglia Rizzo riguarda l’ipotesi di "infedeltà patrimoniale" nella conduzione della società sportiva rossoverde.
Al centro dell'indagine, secondo l'Agi, c'è quanto avvenuto nell'intero periodo tra giugno 2024 e settembre 2025, prima che il timone della società passasse nelle mani dei Rizzo, compreso il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre, quando la società era ingessata, perché formalmente amministrata dai precedenti gestori, ma di fatto spogliati dei poteri perché avevano rilasciato una procura a vendere a vantaggio di uomini vicino a Massimo Ferrero.
La Ternana, tra le altre cose richiede, tramite decreti ingiuntivi, quasi 3 milioni di euro per sponsorizzazioni mai versate. Il fascicolo, nelle mani del sostituto procuratore Giovanna Fortunato, al momento è ancora senza ipotesi di reato. Il Sindaco di Terni ed ex presidente della Ternana, Stefano Bandecchi, nelle scorse ora ha parlato di "preoccupante gestione, non oculata da parte dei Rizzo".
A finire sul taccuino degli indagati ci sono l'ex super consulente della società calcistica, Massimo Ferrero e l'ex amministratore unico, Tiziana Pucci. Nei loro confronti viene contestata l'infedeltà patrimoniale (reato che avviene quando amministratori o altre figure apicali cagionano "intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto" ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni). Tale reato sarebbe stato commesso con alcune operazioni economico-societarie degli ultimi anni da attenzionare.
All'ex presidente dalla Sampdoria viene contestato anche il fatto di aver cercato di chiudere una trattativa per lo scambio di due giovani calciatori Cristian Vaccaro della Ternana e Flavio Ciufferi del Trapani calcio. Secondo quanto ricostruito, la società umbra avrebbe ricavato una plusvalenza di circa 70 mila euro, ma a fronte di una netta remissione sulle uscite riguardanti gli stipendi.
Massimo Ferrero avrebbe fatto, inoltre, assumere tramite una società del gruppo il suo autista storico a cui sarebbero stati riconosciuti compensi per attività straordinaria. A Tiziana Pucci, invece, è stata contestata anche una fattura per un'attività di supporto alla chiusura della cessione.