28 Mar, 2026 - 16:00

Ternana nel caos: la Curva Nord contesta la società rossoverde

Ternana nel caos: la Curva Nord contesta la società rossoverde

Giorni complicati, forse tra i più difficili degli ultimi anni, per l’ambiente della Ternana. A Terni il clima è diventato incandescente dopo la recente sentenza del Tar che ha annullato la determina legata al progetto Stadio-Clinica.

Una decisione che ha avuto un impatto devastante non solo sul piano progettuale, ma anche sul fragile equilibrio già esistente all’interno del club rossoverde. I problemi societari, infatti, restano irrisolti e il silenzio della proprietà, la famiglia Rizzo, ha finito per alimentare ulteriormente tensioni e malumori. La reazione della tifoseria non si è fatta attendere: la Curva Nord Ternana ha alzato la voce con una contestazione dura, diretta e senza filtri.

Striscioni e accuse choc: la Curva Nord alza la voce

La risposta del tifo organizzato non si è fatta attendere. Nei pressi dello stadio e in diverse zone della città sono comparsi striscioni, scritte e volantini che rappresentano una vera e propria contestazione frontale nei confronti della società e di alcuni dirigenti.

Il messaggio più forte è indirizzato al direttore generale Mangiarano, finito nel mirino con parole durissime:
"Prima avete sputato m*a, poi l'avete richiamato, il verme di Mangiarano noi non lo vogliamo".

Una presa di posizione netta, che evidenzia una frattura ormai evidente tra una parte della dirigenza e la tifoseria. Non solo: nei pressi dello stadio è comparsa anche una scritta su un container, segno tangibile di una tensione ormai fuori controllo:
"Mangiarano verme".

Ma è il contenuto del volantino affisso in città a rendere ancora più chiaro il quadro della protesta. Un elenco dettagliato di criticità che, se confermate, delineano una situazione estremamente preoccupante per il presente e il futuro del club:
"Stipendi dei dipendenti non pagati da mesi. Senza allenatore. Senza direttore sportivo. Giocatori costretti a lavarsi a casa perchè senza acqua calda. Bagni e stadio nel degrado. Zero rispetto per i tifosi. Ritiri pre partita cancellati. Settore giovanile senza stipendi da mesi. Sfratto dalla sede. Fornitori non pagati. Terni merita rispetto, liberate la Ternana. Curva Nord Terni".

Parole che pesano come macigni e che trasformano la contestazione in una vera e propria denuncia pubblica. Non si tratta più soltanto di una protesta emotiva, ma di un atto d’accusa articolato che chiama in causa la gestione complessiva del club.

Silenzio della società e futuro appeso a un filo

Se la Curva Nord ha alzato la voce, dall’altra parte continua a regnare il silenzio. La famiglia Rizzo non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali dopo la sentenza del Tar e le proteste esplose in città. Un atteggiamento che rischia di alimentare ulteriormente il malcontento e di scavare un solco sempre più profondo tra società e tifoseria.

In questo contesto si inserisce anche la posizione della presidente Claudia Rizzo, che - secondo quanto emerso - non si sarebbe presentata a un incontro richiesto dalla Curva Nord prima della gara contro la Sambenedettese dello scorso 20 marzo. Un’assenza che è stata letta come un segnale di distanza in un momento in cui, invece, il dialogo sarebbe stato fondamentale.

Il nodo centrale resta quello legato al progetto Stadio-Clinica. La bocciatura del Tar ha interrotto un percorso ritenuto strategico per il rilancio della Ternana, sia dal punto di vista infrastrutturale che economico. Senza quell’investimento, il rischio è quello di un blocco che potrebbe avere ripercussioni anche sulla gestione sportiva.

La mancanza di figure chiave come allenatore e direttore sportivo, unita alle difficoltà economiche denunciate dai tifosi, contribuisce a delineare uno scenario di grande precarietà. Il club sembra sospeso, in attesa di una direzione chiara che però, al momento, non si intravede.

Nel frattempo, la città vive con crescente preoccupazione questa fase. La Ternana non è soltanto una squadra di calcio, ma un simbolo identitario per Terni. Per questo la richiesta che arriva dalla piazza è tanto semplice quanto urgente: chiarezza, rispetto e un progetto concreto per il futuro. La sensazione è che si sia arrivati a un punto di non ritorno. La protesta della Curva Nord rappresenta un segnale forte, che la società non può permettersi di ignorare. Serve una risposta immediata, capace di fare luce sulla situazione e di ristabilire un minimo di fiducia.

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Lorenzo Farneti
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