Il caso Ternana tiene il girone B di Serie C con il fiato sospeso. Le società come Arezzo, Sambenedettese e Bra spingono infatti per l'esclusione. Chiedono alla FIGC di applicare le norme organizzative federali in maniera rigida e non interpretativa. Un pressing che può essere disinnescato solo dai piani alti di Federcalcio e Lega di C e dai tribunali che devono applicare la legge. Secondo quanto appreso stamane, un parere legale richiesto dai vertici del calcio italiano a un prestigioso professionista romano, avrebbe evidenziato i profili di impossibilità di far scattare la mannaia immediata sul destino della Ternana, sospesa nel limbo tra liquidazione volontaria (quella decisa dai Rizzo) e giudiziale (il vecchio fallimento).
Proprio la liquidazione giudiziaria è paradossalmente il salvagente per il destino del club. Il presidente del Tribunale di Terni, Emilia Fargnoli, ha aperto due giorni fa la procedura. Ha assegnato il dossier alla collega Claudia Tordo Caprioli. Oggi alle 15 scatta l'udienza prefallimentare. Si tiene a porte chiuse nella sezione fallimentare. L'ha chiesta l'avvocato Andrea Silvestri per un procuratore sportivo.
Silvestri, peraltro, non si ferma. Da quanto apprende Tag24 Umbria ha impugnato la delibera del 13 aprile davanti al Tribunale delle Imprese di Perugia, competente territorialmente per la registrazione degli atti in Camera di commercio.
L'assemblea dei soci della Ternana, lo ricordiamo, aveva deciso la liquidazione volontaria e aveva nominato il dottor Fabio Lacalamita liquidatore. Ieri sera il professionista avrebbe rinunciato, secondo fonti della società rossoverde, anche in ragione delle considerazioni svolte nel decreto di convocazione dell'udienza da parte della dottoressa Tordo Caprioli. Che aveva evidenziato il rischio di penalizzare i creditori se il titolo sportivo e l'affiliazione alla serie C venissero cancellate, trattandosi degli unici, veri attivi nel portafoglio della Ternana Calcio.
Già oggi il Tribunale potrebbe decretare d'urgenza il fallimento e nominare un curatore fallimentare, autorizzando l'esercizio provvisorio. La Ternana eviterebbe così il baratro.
Si tratta di un caso che rappresenta un unicum. Non ci sono infatti precedenti di una liquidazione volontaria a due giornate dalla fine del campionato col rischio di falsare il torneo e di generare danni alla città, ma soprattutto ai creditori.
Nessuno sa cosa di preciso cosa c'è dietro la strategia scelta dalla famiglia Rizzo, di ordinare la fine del calcio a Terni e la chiusura anticipata di un'attività con cento anni di storia. D'altronde con la città non hanno mai parlato in maniera aperta. E quando lo hanno fatto hanno smentito le proprie stesse politiche gestionali a distanza di pochi mesi o settimane, anche con il ricorso a denunce ed esposti. Ma la delibera dell'Assemblea dei soci del 13 aprile scorso, anche alla luce di quanto scritto nell'atto di convocazione dell'udienza fallimentare dalla giudice Tordo Caprioli, è l'ultimo ostacolo di una gestione ondivaga e mai pienamente in sintonia con la società e il territorio. Dai licenziamenti fino ai cambi di approccio con collaboratori e dirigenti, arrivando anche al braccio di ferro finale col sindaco Bandecchi.
La loro decisione (che bisognerà ora capire in via ufficiale se avrà effetto sul futuro) ha scatenato intanto il pressing di Arezzo, Sambenedettese, Bra sulla FIGC. Chiedono l'esclusione della Ternana dal torneo. L'Ascoli invece si oppone. Vuole chiudere il campionato sul campo, come arebbe giusto e coerente con il senso e il fine ultimo della Federcalcio e della Lega: quello di gestire un'attività sportiva e non una boutique di commercialisti.
Il presidente dell'Arezzo Guglielmo Manzo alza la voce. "Avanti con correttezza. No a due pesi e due misure". L'Arezzo attende le decisioni FIGC. Secondo lui, le regole federali vanno applicate a tutti. Senza eccezioni. L'esclusione sposterebbe solo un punto in classifica per gli amaranto e li aiuterebbe nella corsa promozione.
La Sambenedettese va oltre. Diffonde un comunicato ufficiale. "Rispetto delle norme non sia un principio fuorviante". La società marchigiana dice di voler tutelare i propri diritti nelle sedi competenti. Insieme a Bra e altri club ha inviato una PEC al presidente FIGC Gabriele Gravina. Chiedono di applicare le regole sui casi di esclusione. La Sambenedettese lotta per la salvezza. L'uscita della Ternana la metterebbe quasi al sicuro.
L'Ascoli alza il muro. Il presidente Carlo Passeri parla netto. "Non ci sono i presupposti per escludere la Ternana". Il club bianconero si concentra sul lavoro quotidiano. Rifiuta modifiche a tavolino. "In caso di esclusione, sarà ricorso". L'Ascoli perderebbe i punti conquistati coi rossoverdi. Questo la farebbe scivolare fuori dalla lotta per la promozione diretta. Passeri insiste. "Noi vogliamo il verdetto del campo".
Il girone B si gioca sul filo. L'esclusione cambierebbe tutto. Arezzo vicino alla B. Ascoli solo playoff. Samb quasi salva. La FIGC ha le carte. Gravina sceglie. I club aspettano. Il campo potrebbe non bastare.