10 Apr, 2026 - 08:50

La Ternana al bivio: l'incubo dell'esclusione immediata, l'asta per il titolo e la speranza della Serie C

La Ternana al bivio: l'incubo dell'esclusione immediata, l'asta per il titolo e la speranza della Serie C

Il prossimo 13 aprile l'assemblea dei soci della Ternana Calcio potrebbe decretare lo stato di insolvenza e l'assenza di continuità aziendale, aprendo le porte all'istanza di liquidazione giudiziale presso il Tribunale di Terni. Ovviamente si tratta della possibilità estrema e, sia le istituzioni sia i tifosi, sia i calciatori che oggi incontrano il patron Gianluigi Rizzo, continuano a sperare in un esito diverso e in un repentino colpo di scena che possa salvare la società. 

A pochissime giornate dal termine della stagione regolare, il destino del club rossoverde è appeso a un filo sottilissimo, teso tra le rigide norme del Codice della Crisi d'Impresa (CCII) , le Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF) e il Codice di Giustizia Sportiva (CGS).
Quali sono i reali scenari per la squadra, i dipendenti e il titolo sportivo? Tutto ruota attorno a una singola decisione del giudice delegato (alla sezione fallimentare del Tribunale di Terni sono operativi i magistrati Alessandro Nastri, Claudia Tordo Caprioli, Francesca Grotteria): la concessione o meno dell'esercizio provvisorio. Una fase molto delicata, perché prevede la valutazione preventiva circa la possibilità che la concessione della prosecuzione temporanea dell'attività possa aggravare il dissesto e penalizzare i creditori.

Lo scenario peggiore: niente esercizio provvisorio ed esclusione immediata

Se il Tribunale dovesse ritenere che non vi siano le coperture finanziarie minime o le condizioni per autorizzare l'esercizio provvisorio, da affidare a un curatore o a un collegio di curatela fallimentare, per la Ternana la stagione finirebbe immediatamente, nel modo più drammatico.
Dal punto di vista sportivo, l'Articolo 16, comma 6, delle NOIF impone al Presidente Federale di deliberare la revoca dell'affiliazione della società alla F.I.G.C. in caso di liquidazione giudiziale. Sarebbe Gabriele Gravina, ancora in carica prima del consiglio federale per l'elezione del nuovo presidente, a decretare la cancellazione della Ternana dal calcio italiano.

Senza l'ombrello dell'esercizio provvisorio, la squadra verrebbe esclusa all'istante dal campionato. In questo scenario scatterebbe l'applicazione dell'Articolo 110, comma 1 delle NOIF: poiché alla società è stata revocata l'affiliazione e non partecipa più al torneo, i calciatori tesserati decadono d'autorità dal tesseramento, risultando di fatto svincolati.
Ancora più pesanti sarebbero le ripercussioni giuslavoristicheSecondo il Codice della Crisi d'Impresa (Art. 189), in assenza di continuità aziendale, l'apertura della liquidazione giudiziale non costituisce motivo di licenziamento automatico, ma tutti i rapporti di lavoro subordinato in atto restano sospesi in attesa delle decisioni del curatore. Questo significa che dipendenti amministrativi, impiegati, magazzinieri, personale del settore giovanile e dirigenti vari si ritroverebbero in una "sospensione piena": niente lavoro e niente stipendio, in attesa che il curatore fallimentare (entro 4 mesi) decida se subentrare nei contratti o procedere al recesso (sbloccando in quest'ultimo caso l'accesso alla NASpI).

Lo scenario della sopravvivenza in campo e le penalizzazioni "ritardate"

Se, al contrario, il Tribunale dovesse autorizzare l'esercizio provvisorio, il curatore gestirebbe la società per portarla alla fine del campionato. In questo caso, gli effetti della revoca dell'affiliazione verrebbero sospesi e decorrerebbero dalla scadenza fissata per l'iscrizione al campionato successivo. I contratti proseguirebbero, gli stipendi maturati in questa fase verrebbero pagati in prededuzione e la squadra potrebbe giocare sia le ultime giornate sia gli eventuali play-off.
Tuttavia, la crisi finanziaria porta con sé inevitabili violazioni delle scadenze federali per il pagamento di stipendi e contributi. L'Articolo 33 del Codice di Giustizia Sportiva (aggiornato a dicembre 2025) prevede sanzioni chiare per la Serie C: il mancato pagamento degli emolumenti relativi al quarto bimestre (gennaio-febbraio), in scadenza il 16 aprile, comporta l'applicazione di almeno due punti di penalizzazione per ogni fattispecie. Lo stesso vale per i pagamenti del quinto e sesto bimestre a fine stagione, entro i termini delle licenze nazionali. Tuttavia, la norma del Codice di Giustizia Sportiva stabilisce espressamente che queste penalizzazioni, riguardanti la seconda metà dell'anno, debbano essere scontate nella stagione sportiva successiva.

La Ternana farebbe quindi gli eventuali play-off di quest'anno con i punti conquistati sul campo, ma accumulerebbe una pesantissima 'zavorra' di sanzioni (aggravate dalla recidiva per le penalizzazioni già subite a ottobre) che colpirà chi rileverà il club per la stagione 2026/27.

L'Asta per il ramo calcistico: la corsa contro il tempo per la Newco

Per mantenere la Ternana nei professionisti è necessaria l'acquisizione del titolo sportivo tramite asta pubblica. Il curatore fallimentare redigerà un bando di vendita del ramo d'azienda sportivo.
Vincere l'asta civile non basta per l'iscrizione alla Serie C. La nuova società (Newco) dovrà soddisfare le rigorose regole federali dell'Articolo 52 comma 3 (richiamato dall'Art. 16, comma 6 NOIF), con paletti perentori:

  • Tempistica di Affiliazione: Il titolo sportivo deve essere formalmente attribuito dalla FIGC alla Newco entro il decimo giorno antecedente al termine fissato per la presentazione della domanda di iscrizione al campionato successivo.
  • Accollo dei debiti sportivi: La Newco deve farsi carico di tutti i debiti sportivi della "vecchia" Ternana (stipendi arretrati, debiti verso FIGC e Leghe) o garantire con apposita fideiussione.
  • Fideiussione e requisiti: Oltre a una fideiussione bancaria (circa 2,8 milioni per la C), la società deve superare l'esame dell'Articolo 20 bis delle NOIF, dimostrando rating bancari di alto livello (almeno B+).
  • Discontinuità: I dirigenti e i soci della Newco non devono aver avuto ruoli nella società fallita negli ultimi cinque anni.

I Precedenti positivi: Pescara, Pro Patria e Lanciano

Il percorso della Ternana ricalca episodi celebri del passato. Tra i salvataggi riusciti spicca quello del Pescara (2008/2009): fallito a dicembre con un passivo milionario, concluse il torneo in esercizio provvisorio finché una Newco (Delfino Pescara 1936) acquistò il ramo d'azienda all'asta a gennaio per 600.000 euro, salvando la categoria. Anche la Pro Patria (2009) e la Virtus Lanciano (2015), pur passando per fallimenti o cessioni del titolo a terzi, trovarono il modo di garantire la continuità del calcio cittadino.

Oggi, però, le maglie della FIGC si sono strette: in caso di fallimento dell'operazione, la squadra non riparte più 'comodamente' in sovrannumero dalla Serie D, ma sprofonda al massimo nell'Eccellenza regionale.

Il baratro dell'Eccellenza: i moniti di Lucchese (2025) e Rimini (novembre 2025)

È proprio l'Eccellenza l'abisso che attende la Ternana se, entro maggio, nessuna cordata solida dovesse presentarsi al Tribunale disposta a pagare il ramo d'azienda, accollarsi i debiti sportivi pregressi ed ereditare i pesanti punti di penalizzazione da scontare. A fare da drammatico monito ci sono due casi recentissimi. Il primo è quello del Rimini, andato in liquidazione a novembre 2025: in quel caso non fu possibile garantire la continuità aziendale e il club venne inesorabilmente escluso a campionato in corso. Ancora più calzante per le tempistiche attuali è il caso della Lucchese, liquidata a maggio del 2025: la squadra toscana riuscì a terminare la stagione sportiva sul campo, con lo staff e i lavoratori operativi fino a giugno grazie all'esercizio provvisorio. Tuttavia, i tentativi di salvare il titolo professionistico tramite l'asta fallirono, portando all'esclusione definitiva dal campionato.

È questo il vero, grande rischio per la Ternana: sopravvivere sul campo oggi, per svanire nelle aule di tribunale domani.

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Federico Zacaglioni
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